Il possibile incontro Usyk Benavidez potrebbe diventare uno degli appuntamenti più affascinanti della boxe contemporanea. Oleksandr Usyk starebbe valutando il ritorno nella categoria dei cruiserweight, a 200 libbre, per affrontare David Benavidez. Per il campione ucraino sarebbe una scelta fisicamente impegnativa dopo una lunga permanenza ai pesi massimi, mentre per Benavidez rappresenterebbe l’occasione di conquistare il risultato più prestigioso della carriera.
La notizia è stata riferita da Serhii Lapin, consigliere di Usyk, a Mike Coppinger di The Ring. Al momento, però, non esiste un accordo firmato. Prima di poter pensare davvero alla sfida con Usyk, Benavidez dovrà affrontare Michal Cieslak il 5 dicembre a Glendale, in Arizona. In palio ci saranno tre cinture dei pesi cruiserweight.
Usyk pensa al ritorno nei cruiserweight
Usyk ha già costruito una parte importante della propria carriera nella categoria fino a 200 libbre. Dopo aver dominato nei cruiserweight, il pugile ucraino è salito ai pesi massimi e ha mantenuto a lungo il ruolo di riferimento della divisione. Tornare indietro, tuttavia, non sarebbe una semplice scelta tattica: significherebbe ridurre il peso dopo anni trascorsi ad affrontare avversari più grandi e più pesanti.
Il fattore anagrafico rende il progetto ancora più delicato. Usyk ha 39 anni e compirà 40 anni a gennaio. Il suo rendimento dipenderebbe quindi anche dalla capacità del fisico di sostenere un nuovo taglio di peso senza compromettere velocità, resistenza e potenza. Il passato nella categoria non offre automaticamente garanzie sul modo in cui il corpo reagirà oggi.
Nella sua condizione migliore, Usyk avrebbe gli strumenti per mettere in difficoltà Benavidez. Il movimento di gambe, gli angoli d’attacco e la capacità di cambiare posizione potrebbero costringere l’americano a ripartire continuamente, impedendogli di piantare i piedi e scaricare combinazioni pesanti. Usyk è particolarmente efficace quando riesce a interrompere il ritmo dell’avversario, ruotare fuori dalla traiettoria dei colpi e ricostruire la distanza.
Il piano di Benavidez e il rischio per il campione
Benavidez, però, combatte proprio sulla pressione costante. Il suo stile punta a logorare gli avversari, rendendo ogni scambio sempre più costoso con un lavoro insistente al corpo e un ritmo sostenuto anche nei round del campionato. Se il taglio di peso privasse Usyk della freschezza nelle gambe o della consueta autonomia, il confronto potrebbe cambiare completamente volto.
Nessuno può affermare che Usyk sia già un pugile fisicamente esaurito. Allo stesso tempo, sarebbe rischioso dare per scontato che il ritorno a 200 libbre avvenga senza conseguenze. Proprio questo aspetto potrebbe diventare una componente centrale della narrazione attorno all’incontro: in caso di sconfitta, il peso e l’età offrirebbero una spiegazione immediata per una prestazione al di sotto delle attese.
Affrontare Benavidez ai pesi massimi avrebbe esposto Usyk a un rischio diverso. Se venisse colpito, battuto o semplicemente superato dal ritmo di un avversario più giovane nella propria divisione, perderebbe da campione dei pesi massimi senza poter contare su attenuanti legate al cambio di categoria. Scendendo nei cruiserweight, invece, il suo angolo avrebbe già una giustificazione pronta: quasi 40 anni, il sacrificio fisico per rientrare a 200 libbre e la possibile perdita di energie.
La situazione offrirebbe vantaggi a entrambi. Se Usyk vincesse, il successo verrebbe letto come l’impresa di un campione capace di tornare protagonista in due categorie. Se perdesse, l’attenzione potrebbe concentrarsi sul taglio di peso e non soltanto sulla superiorità di Benavidez. Per l’americano, una vittoria contro Usyk avrebbe comunque un valore storico enorme, anche se ottenuta contro un avversario sceso dai pesi massimi.
Perché Benavidez potrebbe accettare il confronto
Benavidez avrebbe interesse ad affrontare Usyk a 200 libbre. Il confronto gli permetterebbe di misurarsi con uno dei nomi più importanti della boxe senza dover salire nella categoria dei pesi massimi, dove lo attenderebbero pugili più grandi e dotati di grande potenza. Sarebbe inoltre una scorciatoia verso un’affermazione di enorme richiamo internazionale.
Il passaggio ai cruiserweight consentirebbe a Benavidez di evitare, almeno per il momento, il confronto con i pesi massimi e di puntare direttamente sul prestigio garantito da un campione affermato. La scelta, però, non cancellerebbe il problema della differenza fisica. Benavidez ha trascorso la carriera riducendo il peso da una struttura naturale vicina a quella dei massimi, arrivando a pesare tra gli 80 e i 90 chili dopo la reidratazione per imporsi contro i supermedi. Nei cruiserweight, secondo l’analisi riportata, può presentarsi comodamente oltre le 215 libbre.
Usyk, al contrario, ha combattuto nei pesi massimi con un peso nella fascia centrale delle 220 libbre. Per questo, il confronto a 200 libbre apparirebbe come una scelta dettata soprattutto dalla strategia e dalla gestione del rischio. Secondo questa lettura, non ci sarebbe una ragione tecnica decisiva per impedire l’incontro ai pesi massimi o almeno a un catchweight più equilibrato, se non la convenienza tattica per i due team.
Il ruolo di Jai Opetaia
Nella discussione entra anche Jai Opetaia, il campione dei cruiserweight indicato come la forza più pericolosa attualmente attiva nella categoria. The Ring aveva riferito in precedenza che Benavidez avrebbe potuto puntare proprio al campione australiano dopo il match contro Cieslak. L’eventuale scelta di Usyk cambierebbe radicalmente lo scenario, perché porterebbe a uno spettacolo di grande richiamo ma rinvierebbe il confronto con il principale riferimento della divisione.
Una vittoria su Usyk garantirebbe a Benavidez un momento storico e un’enorme spinta alla sua eredità sportiva. Resterebbe comunque una domanda aperta sulla reale supremazia nei cruiserweight, soprattutto se Opetaia dovesse rimanere imbattuto e lontano dal combattimento più importante della categoria.
Una sfida ancora da definire
Il progetto resta dunque ambizioso, ma non ancora ufficiale. Benavidez dovrà prima superare Cieslak il 5 dicembre a Glendale e conquistare le tre cinture in palio. Solo dopo quel risultato potranno assumere concretezza le valutazioni sul possibile confronto con Usyk.
La sfida metterebbe di fronte due esigenze molto diverse. Benavidez cercherebbe la vittoria più prestigiosa della propria carriera attraverso pressione e logoramento. Usyk scommetterebbe sulla capacità del proprio corpo di tornare a 200 libbre senza perdere la resistenza necessaria per affrontare i round conclusivi. Proprio questa tensione, tra il talento tecnico del campione e il rischio del taglio di peso, rende l’ipotesi uno degli incontri più interessanti da seguire.




