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Usyk sorprende: Tony Bellew è il miglior avversario mai affrontato

Oleksandr Usyk indica Tony Bellew come il miglior avversario mai affrontato: una scelta sorprendente davanti a nomi come Fury, Joshua e Dubois.

Redazione··3 min di lettura
Usyk says former cruiserweight champion is the best fighter hes ever shared the ring with

Tony Bellew è il nome che Oleksandr Usyk ha scelto quando gli è stato chiesto quale sia stato il miglior pugile mai incrociato sul ring. Una risposta inattesa, soprattutto se si guarda all’elenco degli avversari battuti dall’ucraino negli ultimi anni: Tyson Fury, Anthony Joshua, Daniel Dubois, tutti affrontati e superati in sfide dal peso enorme.

Usyk, però, non ha scelto il nome più altisonante né quello legato alla notte più ricca o più mediatica. Intervistato da Ring Champs With Ak & Barak, il campione ucraino ha indicato proprio Bellew, l’uomo affrontato nel suo ultimo combattimento nei pesi cruiser, prima del salto definitivo tra i massimi.

“Tony Bellew. Grande cuore, cuore da grande pugile, ed era intelligente”, ha detto Usyk, sintetizzando in poche parole il rispetto che ancora oggi nutre per l’ex campione britannico.

La scelta racconta molto del modo in cui Usyk legge la boxe. Non solo titoli, record e cinture, ma anche difficoltà tecniche, personalità e capacità di stare dentro un match. Bellew, quella sera del novembre 2018, arrivò da sfidante all’indiscusso trono dei cruiser e provò a giocarsi le sue carte con coraggio e lucidità, prima di essere fermato all’ottava ripresa da un KO spettacolare. Fu l’ultimo incontro della carriera del pugile di Liverpool.

Usyk era già allora uno dei talenti più raffinati della sua generazione. Passato professionista nel 2013 dopo l’oro olimpico conquistato a Londra 2012, aveva bruciato le tappe: nel suo decimo incontro da pro aveva battuto Krzysztof Głowacki, conquistando la cintura WBO dei pesi cruiser, per poi riunificare la categoria fino a diventare campione indiscusso.

Il passaggio ai pesi massimi ha poi trasformato la sua grandezza in un caso storico. L’ucraino ha replicato il successo anche nella divisione regina, entrando in una cerchia ristrettissima insieme a Evander Holyfield: campione dominante nei cruiser e poi protagonista assoluto tra i massimi. Nel percorso ha battuto per due volte Anthony Joshua, Tyson Fury e Daniel Dubois, consolidando uno status da fuoriclasse dell’era moderna.

Eppure, quando si parla del miglior avversario “sentito” sul ring, Usyk torna a Bellew. Un riconoscimento che pesa, perché arriva da un pugile abituato a studiare ogni dettaglio, a non sprecare parole e a misurare il valore degli avversari al di là della fama.

Bellew aveva vissuto il momento più alto della sua carriera nel maggio 2016, quando davanti al pubblico di Goodison Park, a Liverpool, aveva battuto Ilunga Makabu conquistando il titolo WBC dei pesi cruiser. Dopo due tentativi falliti nei mediomassimi, quella notte gli consegnò finalmente la cintura mondiale.

In seguito il britannico salì anche tra i massimi per la doppia sfida con David Haye, vincendo entrambe le volte prima del limite. Chiuse la carriera con 30 vittorie in 34 incontri professionistici, lasciando l’immagine di un combattente ruvido, intelligente e capace di superare spesso i propri limiti con carattere e preparazione.

Il tributo di Usyk, quindi, non è una semplice frase di circostanza. È il riconoscimento di un campione a un avversario che, pur sconfitto, seppe farsi rispettare fino in fondo. In un’epoca in cui i nomi più grandi finiscono inevitabilmente sotto i riflettori, Usyk ha ricordato che il valore di un pugile non si misura soltanto da una cintura o da un verdetto, ma anche da ciò che riesce a lasciare negli occhi e nella memoria di chi lo ha affrontato.

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