Moses Itauma dovrà ripartire dalle macerie di una notte che sembrava destinata a consacrarlo e che invece ha cambiato improvvisamente direzione. Frank Warren, promoter del giovane peso massimo britannico, ha ammesso di aver avuto più di una perplessità prima di accettare il match con Filip Hrgovic, un avversario che considerava pericoloso e diverso da quello inizialmente immaginato per la quindicesima uscita da professionista del suo talento.
Prima del combattimento, Hrgovic veniva descritto da molti come un rischio calcolato: esperto, fisico, abituato a scenari importanti e capace, nelle serate migliori, di portare un rivale giovane in acque profonde. Ed è esattamente ciò che è accaduto. Per larghi tratti Itauma ha dato l’impressione di avere il controllo del ring, vincendo round grazie alla rapidità di mani, al tempismo e alle traiettorie da mancino che hanno messo in difficoltà il croato.
La svolta, però, è arrivata quando Itauma ha cercato con troppa insistenza il colpo risolutivo. Nel tentativo di chiudere in modo spettacolare, il britannico ha iniziato a consumare energie preziose. Hrgovic, pur in svantaggio, è rimasto lucido, ha aspettato il momento giusto e nel nono round ha costruito un finale sorprendente, ribaltando una sfida che sembrava ormai indirizzata.
Con quella vittoria, Hrgovic ha scritto una pagina storica per il pugilato croato, diventando il primo campione mondiale dei pesi massimi del suo Paese e conquistando il titolo IBF vacante. Il suo prossimo impegno, come previsto dal regolamento, dovrebbe essere la difesa contro lo sfidante obbligatorio Frank Sanchez.
Per Itauma, invece, si apre una fase delicata. Warren ha già previsto un confronto con l’head coach Ben Davison e con l’entourage del pugile per capire cosa non abbia funzionato: dalla gestione delle energie alla scelta tattica di inseguire il knockout, fino alla pressione mentale di una serata vissuta come un esame di maturità.
Un dettaglio ha colpito particolarmente il promoter di Queensberry. A bordo ring, il fratello di Moses, Karol Itauma, gli avrebbe confidato che il giovane peso massimo non si sarebbe sentito un vero campione senza mettere fuori combattimento Hrgovic. Una frase che, riletta dopo il ko, racconta bene il peso delle aspettative e la tentazione di trasformare una vittoria ai punti in una prova di forza non necessaria.
Intervistato da The Ring, Warren ha spiegato: «Sono rimasto deluso perché, prima di tutto, per questo incontro stavo cercando un avversario diverso. Poi ne abbiamo parlato e il team di Itauma mi ha detto che Hrgovic era l’uomo che volevano, perfetto sotto ogni aspetto. Se Moses lo avesse messo ko all’ottavo round, oggi tutti direbbero che eravamo dei geni».
Il promoter, tuttavia, non vuole trasformare la sconfitta in una condanna. Anzi, ha sottolineato di essere rimasto soddisfatto da gran parte della prestazione di Itauma, almeno fino al momento del crollo. La priorità ora sarà trasformare l’incidente di percorso in una lezione: meno fretta, più gestione, maggiore consapevolezza nei momenti in cui un match non va chiuso con l’istinto ma amministrato con freddezza.
Itauma resta uno dei prospetti più intriganti della divisione regina, ma la notte contro Hrgovic ha ricordato a tutti quanto sia sottile il confine tra predestinazione e realtà nei pesi massimi. Il talento c’è, la velocità pure. Ora serviranno pazienza, autocritica e un percorso costruito con maggiore prudenza.




