La serata allestita dalla Danger Promotion di Simone Verdicchio al Principe di Milano, è stata premiata dal pubblico accorso al limite dell’esaurito, a loro volta soddisfatti dello spettacolo offerto dai protagonisti. Una maratona in guantoni, col prologo dei dilettanti, che hanno creato l’ambiente ideale, per arrivare al clou con Alessio Lorusso (3345-2), reduce dall’esaltante vittoria sull’ex campione dei pesi gallo WBC il messicano Alejandro Santiago a Cologno Monzese lo scorso giugno. L’avversario proposto non poteva essere un test troppo impegnativo, considerata quasi certa la grande occasione, ovvero la sfida per il mondiale IBO conquistato sei mesi fa da Elton Dharry (31-6-1) nato nella Guyana, residente a New York dal tempo dilettantistico, primi anni del 2000, pur mantenendo la nazionalità del paese di nascita. Dharry non è certo un novellino, pro dal 2004, dopo aver tentato inutilmente di qualificarsi ai Giochi di Atene. Ha compiuto 40 anni lo scorso dicembre. Nel 2019 ha disputato la sfida per l’interim mosca WBA, perdendo a Melbourne contro il locale Andrew Moloney. Dopo quella sconfitta rientra nel 2021 disputando un solo match, idem nel 2022 e nel 2023. Nel 2024 combatte due volte, una nel 2025. Lo scorso aprile a Georgetwon la capitale dove è nato, fa tutto da solo, ovvero organizza e combatte. Batte il giovane tanzaniano Salmin Kassim (11-1), 23 anni alla prima trasferta, dominato dal più esperto avversario. Il procuratore del comasco Simone Verdicchio che ha portato avanti la trattativa, mi fornisce la situazione nel dettaglio: “La trattativa con la manager Sharon è stata completata. Manca solo la firma definitiva. Siamo d’accordo su tutto, compresa la parte finanziaria, e anche la data, il 19 dicembre a casa del campione. Un rischio eccessivo? Non penso, semmai la consapevolezza del valore di Lorusso, contro un avversario di 40 anni, portato all’attacco frontale, non impermeabile in difesa, quindi un tipo di boxe che bene si addice alle qualità di Alessio, la cui boxe di rimessa è la sua peculiarità. Certo, combattiamo nella tana dell’avversario e il fattore campo potrebbe avere un peso notevole. Ma sono fiducioso. Questo Lorusso è capace di tutto. Arriverà al confronto nella condizione ottimale per tornare a casa campione”. Uno scampolo di quanto mostrerà a dicembre lo ha mostrato al pubblico contro il tanzaniano Tasha Mjuaji (18-20 -3), 34 anni, pro dal 2009 e fino al 2023 attivo in patria. L’anno dopo sbarca in Europa e trova sede in Spagna, ma la nazione che lo ingaggia di più è l’Italia, dove affronta tutti i gallo e piuma di casa: Zara, Cappai, Grandelli, Crobeddu, Di Giulio e Tassi. I sei round tra i due al Principe è risultato divertente e spettacolare. Lorusso non ha mai affondato i colpi, limitandosi a esibire i preziosismi tecnici di cui è capace e che tanto piacciono al pubblico che ha gradito con lunghi applausi l’esibizione. Mjuai è stato una spalla perfetta, impegnandosi al limite delle sue capacità. Per Lorusso un arrivederci, con la fondata speranza di tornare in Italia da campione. Il cruiser pugliese di Molfetta, Claudio Squeo (19-1-1), 35 anni, pro dal 2017 ha trovato in Sherif Musah (4-3-1) suo coetaneo, attivo dal 2024, nato a Lione in Francia, residente a Londra dove ha preso la nazionalità, un avversario di tutto rispetto, dalla muscolatura impressionante, che ha replicato agli assalti di Squeo, non certo al meglio. Il pari rispecchia l’andamento della sfida. Il welter Joseph Negroni (10) si è imposto chiaramente su Yaya Kone (4-6), pugile italiano di colore, residente a Parma, che ha confermato la generosità ma anche i limiti tecnici. Negroni ha usato bene il sinistro, con una certa parsimonia il montante destro che poteva essere il colpo risolutore. Ottimo il gioco di gambe. Una vittoria senza rischiare nulla. Il mancino veneto Youssef El Mourchid (5), allievo di Nicotera che lo sta facendo crescere nel gym di Bolzano, ha vinto la sfida non facile contro l’ex tricolore Mattia Occhinero (13-3-1) che non ha smentito la sua caratteristica di attaccante infaticabile, quindi pericoloso. El Mourchid per quattro riprese è stato perfetto con la giusta contraria, da buon mancino, muovendosi e colpendo di rimessa. Nella quinta e sesta la stanchezza si è fatta sentire, la mobilità è diminuita mentre gli assalti di Occhineri aumentavano. Con giudizio la sfida terminava alla sesta tornata e il vantaggio del bolzanino era ancora netto. Prosegue la striscia vincente del gallo Fares Al-Assi (4), che ha dominato lo stagionato abruzzese Christopher Salvatore (2-16), collaudatore che ha badato a ridurre i danni, usando più l’ostruzionismo delle repliche. Diversa la sfida del superwelter Fabrizio Tibiletti (5), 24 anni, pro dal 2025, allievo del maestro Renato De Donato, contro il ligure Simone Semucci (2-3), inedito a Milano, 26 anni, pro da quest’anno. L’incontro inserito nel Trofeo Nino Benvenuti, ha offerto sei round molto spettacolari perché Semucci, pur inferiore ha mostrato orgoglio e determinazione, cercando di controbattere alla migliore scelta di tempo e precisione del mancino milanese, che sta crescendo ad ogni match. Stesso discorso va fatto per Alessandro Bertorelli (4), 28 anni, pro dal 2025, nato casualmente a Erice in Sicilia, residente a Pavia da sempre, che ha impressionato per la vittoria sul serbo Veljko Koturovic (1-1), 19 anni, che aveva debuttato lo scorso agosto con una vittoria in casa. Alessandro a sua volta, dopo tre vittorie a Pavia, piuttosto sbrigative, tutte per ko, guidato all’angolo dal suo maestro Hage, debuttava sul ring del Principe e dopo neppure due minuti di boxe incrociava con sinistro la mascella dello sfortunato serbo, che sul colpo girava il collo in modo talmente violento, finendo al tappeto incapace di muoversi, temendo il peggio, Per fortuna il collare portato dagli addetti al servizio sanitario ha risolto il problema. A questo punto, la curiosità di conoscere questo “giustiziere” in guantoni, mi ha fatto scoprire una storia che ho voluto far conoscere ai lettori, tanto è emblematica di quanto la boxe sia maestra di vita. “Da ragazzino ero minuto a bassetto, solo verso i sedici anni mi sono sviluppato, arrivando a 1,76 quindi nella media, per essere un welter sui 63 kg. In palestra sono entrando abbastanza giovane, ma per anni l’ho frequentata senza particolare volontà di fare agonismo. In cinque o sei anni ho disputato 12 incontri tutti persi. Infatti il mio primo maestro mi disse subito che ero negato per la boxe, quindi destinato alla sconfitta. Nel frattempo andavo molto meglio sul fronte dello studio e del lavoro. Mi sono laureato in Scienze motorie, faccio il personal trainer e opero al recupero di persone con varie problematiche. Insegno nella quarta elementare di Vidigulfo in una scuola dove gli allievi sono diventati miei tifosi. Appena tornato dalla vittoria al Principe hanno voluto vedere il video del match”. Come è avvenuto questo cambiamento agonistico? “La fortuna di aver trovato un maestro come Hage che in me ha creduto, che mi ha fatto disputare in pochi anni oltre una quarantina di match, con molte vittorie. Così nel 2025 abbiamo deciso di tentare l’opportunità del professionismo. Come inizio non c’è male. Adesso dobbiamo proseguire con determinazione cercando di migliorare sempre”. In apertura il debutto nei pro del ventenne romano Filippo Seca (1), buon passato in maglietta, ruotando nel giro della nazionale. L’avversario Cristiani Riccardo (0-2) fermo dal 2024, si è dimostrato tignoso nel senso che badava più a legare che colpire. Quattro tempi poco brillanti, vinti da Seca che ha cercato di fare il match, con qualche spunto pregevole. In avvio il genovese Matteo Fiorini (3-13-1), 32 anni, pro dal 2024, dopo 13 sconfitte, un pari e un successo, nel segno che non è mai troppo tardi, ha messo assieme due vittorie consecutive. L’ultima al Principe contro il serbo Gabor Horvath (0-4), 19 anni, un predestinato alla sconfitta. Mentre Fiorini, sta assaporando il gusto del successo dopo l’indigestione di sconfitte. Chiedo all’organizzatore un giudizio complessivo sulla serata. “Soddisfatto in tutti i sensi. Il Principe esaurito, non è stato fischiato nessun incontro, gli applausi ad ogni sfida sono stati la continuità positiva. Stiamo educando e convincendo il pubblico che le nostre riunioni hanno il pregio di avere nell’equilibrio la costante. Oltre alla buona qualità del prodotto. Puntiamo sui giovani, fatto non secondario. Personalmente mi sono piaciuti soprattutto Al Mourchid contro Occhineri, rivale di tutto rispetto, evitato dai pari peso. Il maestro Nicotera sta facendo un ottimo lavoro. Lo stesso giudizio per Negroni che ha trovato un attaccante come Yaya, instancabile e pericoloso. Mi è piaciuto per l’intelligenza tattica, i sinistri precisi, gli spostamenti e quel montante che deve diventare l’arma in più. Constato i continui miglioramenti di Tibiletti, e questo è importante. Fares sta crescendo e l’anno prossimo punta al tricolore gallo. Anche se non fa parte della mia scuderia, alla prossima riunione confermerò Bertorelli, un welter dal fisico impressionante e dal gancio sinistro esplosivo. Su Alessio non avevo dubbi e anche in questa occasione ha dato spettacolo da fuoriclasse. Spero di festeggiare il fine anno, coronando un sogno fantastico”. Lo sfidanteAlex Bindar che fa parte della tua scuderia, combatterà a Roma contro il campione superleggeri Giacomo Micheli. Una trasferta non facile. “Speravo di organizzarlo a Milano, ma succedono fatti che ti lasciano sconcertato. A meno di 10 muniti dalla scadenza dell’asta, ho spedito l’offerta di 20.005 euro, a pochi minuti dalla chiusura è arrivata quella romana di 21.005. Non servono commenti, ma fanno riflettere”. Giuliano Orlando
Successo di Alessio Lorusso al Principe di Milano: si prepara alla sfida mondiale
Successo della Danger al Principe. Lorusso spettacolare, pronto per il mondiale. Applausi a Seca, Bertorelli, Tibiletti, Negroni, Al Murchid e Squeo.

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