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Andy Ruiz Jr. contro Damian Knyba: sconfitta e futuro

Andy Ruiz Jr. contro Damian Knyba finisce ai punti: il gigante polacco domina grazie a altezza e allungo, avvicinando Ruiz al ritiro.

Redazione··4 min di lettura
Andy Ruiz Jnr closer to the end in loss to Damian Knyba

Andy Ruiz Jr. è sempre più vicino al tramonto della sua carriera. Quella che un tempo sembrava una favola capace di sconvolgere il mondo dei pesi massimi, questa volta si è scontrata con una differenza fisica impossibile da colmare. Al Prudential Center di Newark, nel New Jersey, l’ex campione del mondo ha perso venerdì sera ai punti contro il gigante polacco Damian Knyba, che si è imposto con verdetti di 117-110, 114-113 e 114-113. Ruiz, 35 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio con 22 KO, tornava sul ring dopo due anni di inattività e aveva scelto di affidarsi nuovamente a Manny Robles, l’allenatore con cui nel giugno 2019 aveva realizzato una delle più grandi sorprese della boxe moderna, fermando Anthony Joshua al Madison Square Garden. Ma contro Knyba la magia non si è ripetuta. Ruiz ha provato a riaprire la sfida, ma si è trovato davanti un avversario di 6 piedi e 7 pollici, circa 2,01 metri, capace di sfruttare per tutta la notte un allungo di ben 86 pollici. Cinque pollici di altezza e un vantaggio di circa 30 centimetri nell’allungo hanno permesso al polacco di tenere Ruiz lontano dalla distanza nella quale l’ex campione avrebbe potuto fare la differenza. Knyba, 17-1 con 11 KO, era reduce dalla sconfitta per KO tecnico al terzo round contro il campione WBC dei pesi massimi Agit Kabayel, subita a gennaio, e ora vuole costruire il percorso per ottenere una rivincita. Fin dalle prime riprese il polacco ha imposto il proprio piano: jab continuo, movimento e distanza. Ruiz cercava di entrare per accorciare lo spazio, ma Knyba arretrava rapidamente e continuava a colpirlo con il sinistro. Nel secondo round il problema era già evidente. Ruiz non riusciva a superare quella barriera di braccia e movimento, mentre Knyba sembrava intenzionato a trasformare il match in una lunga battaglia di jab. Nel terzo round Ruiz ha provato ad aumentare la pressione, ma Manny Robles gli chiedeva maggiore intensità dall’angolo. «Devi anticiparlo, devi essere il primo», gli ha detto l’allenatore, mentre Ruiz protestava per i continui clinch dell’avversario. Finalmente, durante uno scambio, Ruiz è riuscito a raggiungere Knyba con un destro alla testa, aprendogli una ferita vicino all’occhio sinistro. Sembrava il possibile punto di svolta, ma il gigante polacco ha continuato a controllare la distanza. Nel settimo round, però, la situazione è diventata drammatica per Ruiz. Un violento uno-due di Knyba ha fatto barcollare l’ex campione e gli ha gonfiato l’occhio sinistro. Una successiva combinazione ha mandato Ruiz al tappeto e ha rischiato di provocare la fine anticipata dell’incontro. L’americano si è rialzato al conto di otto e ha dovuto convincere l’arbitro David Franciosi a lasciarlo proseguire. Robles lo ha avvertito chiaramente: altri danni avrebbero potuto costringerlo a fermare il match. Ma Ruiz ha dimostrato ancora una volta di avere un cuore enorme. L’ex campione, che non è mai stato messo KO in carriera, ha reagito con duri destri alla testa e al corpo, riuscendo persino a mettere in difficoltà Knyba, che fino a quella sera non aveva mai superato l’ottava ripresa. Ruiz aveva già dimostrato di saper risalire dal tappeto contro Anthony Joshua e contro Chris Arreola. A 36 anni, però, la rimonta contro un gigante come Knyba si è rivelata un’impresa completamente diversa. Nel decimo round Ruiz continuava a cercare la distanza giusta, ma ogni tentativo veniva soffocato dal jab e dai clinch del polacco. «Mi teneva ogni volta che entravo e non riuscivo a portare le mie combinazioni», ha spiegato Ruiz al termine dell’incontro. Knyba ha chiuso il match nel modo più coerente possibile con il piano tattico seguito per dodici riprese: distanza, controllo e una raffica finale di oltre cinque jab consecutivi sulla testa di Ruiz. Per Andy Ruiz Jr. il risultato rappresenta un duro colpo alle ambizioni di tornare ai vertici dei pesi massimi. Dopo due anni lontano dal ring, aveva dichiarato di voler rimanere attivo e tentare un’ultima scalata verso un titolo mondiale. Ora quella strada appare molto più difficile. La sconfitta contro Knyba non cancella ciò che Ruiz ha fatto nel 2019, quando riuscì a battere Anthony Joshua e a conquistare i titoli mondiali, ma racconta una realtà diversa: il tempo passa, il corpo cambia e certe magie non possono essere ricreate semplicemente tornando ad allenarsi. Ruiz ha ancora il cuore del campione, ma contro Knyba è emersa tutta la distanza tra il pugile che fu e quello che oggi deve ancora dimostrare di poter essere.

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