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Benavidez Opetaia, scintille: «Jai è lento e vulnerabile»

Benavidez punge Opetaia: lo definisce lento e battibile. Sullo sfondo una sfida a Cinco de Mayo che può cambiare le gerarchie cruiser.

Redazione··3 min di lettura
David Benavidez Calls Jai Opetaia Slow And Vulnerable

La possibile sfida Benavidez Opetaia accende già il dibattito. David Benavidez non ha usato mezzi termini parlando di Jai Opetaia: per il messicano-statunitense, il campione dei cruiser sarebbe «lento», colpibile e abbastanza vulnerabile da poter essere battuto in un eventuale grande appuntamento nel weekend del Cinco de Mayo.

Intervistato da Mike Coppinger per Inside Ring Show, Benavidez ha risposto anche alla domanda più ambiziosa: battere Opetaia lo renderebbe il volto della boxe mondiale? «Sì, sicuramente, perché sarebbe un combattimento enorme. È un pugile forte, ma viene colpito molto», ha dichiarato. «Ho visto tanti buchi nel suo stile che posso sfruttare. È davvero lento. Io arrivo da categorie inferiori, posso fare molte più cose: movimento della testa, velocità, lavoro al corpo, tutto. E la cosa che mi piace è che si fa male spesso. Penso che sarà una buona giornata per me».

Benavidez ha però ricordato che prima dovrà superare l'impegno già fissato per il 12 dicembre. Solo dopo, nelle sue intenzioni, potrà aprirsi la strada verso una sfida di enorme richiamo nel periodo del Cinco de Mayo, una finestra tradizionalmente legata ai grandi eventi con protagonisti messicani o latinoamericani.

Definire Opetaia «lento» è una provocazione forte e discutibile, perché l'australiano ha spesso costruito le sue vittorie su ritmo, precisione e capacità di cambiare distanza. Più difficile, però, liquidare il tema della difesa: nel recente match con Noel Mikaelian, Opetaia è apparso segnato e in alcuni momenti scosso, nonostante l'avversario non abbia mantenuto un volume di colpi costante per tutta la durata dell'incontro.

È proprio su quel dettaglio che Benavidez sembra voler costruire la sua lettura tattica. Se Mikaelian è riuscito a trovare varchi con azioni spesso isolate, un pugile come Benavidez, abituato a portare combinazioni lunghe, pressione continua e colpi al corpo, potrebbe costringere Opetaia a lavorare senza pause. Il soprannome Mexican Monster nasce anche da questo: intensità, volume e capacità di soffocare l'avversario quando l'azione entra nel vivo.

Resta naturalmente il tema della taglia. Opetaia è un cruiser naturale, fisicamente strutturato per la categoria. Benavidez, pur salendo dalle divisioni inferiori, ha però già dimostrato di poter reggere il confronto con pugili più grossi, come evidenziato dalla vittoria su Gilberto Ramirez citata nel percorso recente del fighter. La domanda è se la sua pressione basterebbe a compensare eventuali svantaggi di peso, potenza e abitudine alla categoria.

Dal punto di vista tecnico, la sfida sarebbe tutt'altro che a senso unico. Benavidez parla di movimento della testa e velocità, ma la sua difesa si è spesso basata soprattutto su guardia alta, resistenza e volume offensivo. Contro un mancino pericoloso e preciso come Opetaia, lasciare spazi tra una combinazione e l'altra potrebbe essere rischioso. L'australiano, se in controllo della distanza, ha i colpi per punire ogni ingresso scoperto.

Dopo anni passati a inseguire un grande match con Canelo Alvarez, Benavidez sembra ora orientato verso il test più duro disponibile in un'altra fascia di peso. Prima dovrà fare il suo dovere il 12 dicembre. Poi, se il progetto andrà avanti, il Cinco de Mayo potrebbe offrire una resa dei conti capace di ridefinire ambizioni, reputazione e gerarchie nella zona alta del pugilato mondiale.

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