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Canelo Alvarez reggerà alla pressione di Mbilli?

Canelo Alvarez affronta Christian Mbilli per il titolo WBC dei supermedi: ritmo, resistenza e gestione di Eddy Reynoso saranno decisivi a Riyadh.

Redazione··3 min di lettura
Will Reynoso Rescue Canelo Alvarez If Mbilli Unleashes Punishment?

Canelo Alvarez chiamato a resistere alla pressione di Mbilli

Canelo Alvarez ha ricevuto numerosi complimenti per la sua forma fisica alla pesatura di venerdì, ma la muscolatura da sola non basterà per arginare Christian Mbilli. Nel confronto di Riyadh, valido per il titolo WBC dei supermedi, il messicano dovrà puntare su combinazioni precise, continuità d’azione e grandi riserve di energia per impedire al rivale di trasformare il match in dodici riprese di pressione costante.

Il limite della categoria è fissato a 168 libbre. Canelo Alvarez ha fatto registrare 167,6 libbre, mentre Mbilli si è fermato a 167,8: entrambi hanno quindi superato senza problemi la pesatura ufficiale e possono concentrarsi sulla sfida sul ring. Archiviato il primo ostacolo, però, per Canelo comincia la parte più impegnativa: gestire la spinta fisica e il ritmo di un avversario disposto a lavorare senza pause.

L’esperienza di Canelo contro la gioventù di Mbilli

«Questo è molto importante per me. Lo faccio da 21 anni. È importante per me conquistare questo titolo. La mia esperienza è ovviamente molto diversa. Lui non ha mai affrontato nessuno come me. Domani combatterà contro di me», ha dichiarato Canelo durante l’evento.

Il riferimento all’esperienza fotografa uno dei temi centrali dell’incontro: da una parte c’è una superstar ormai veterana, dall’altra un pugile più giovane e aggressivo, deciso a imporre un volume di colpi elevato. Mbilli non ha bisogno di affidarsi soltanto al prestigio del curriculum per complicare la serata del messicano. Gli serviranno un motore inesauribile, una mascella resistente e la capacità di negare a Canelo quelle pause nelle riprese centrali che il campione ha spesso utilizzato per recuperare.

Il calo atletico di Canelo, secondo l’analisi proposta alla vigilia, è emerso da tempo. Il pugile visto nelle grandi rivalità con Gennady Golovkin disponeva di piedi più rapidi e di movimenti del busto più reattivi, pur avendo già mostrato difficoltà quando veniva costretto ad arretrare. Ora, a 36 anni e dopo 21 anni di carriera, le gambe sembrano perdere brillantezza dopo quattro o cinque riprese.

Il ritmo di Mbilli può cambiare la sfida

Contro avversari rispettosi della sua potenza, pronti a lasciargli l’iniziativa e ad accettare un confronto tattico a bassa intensità, Canelo può ancora apparire magistrale. La situazione cambia contro un attaccante ad alto volume, disposto a incassare tre colpi pur di riuscire a piazzarne quattro. In quel caso, le riprese a bassa produzione offensiva rischiano di trasformarsi in una lenta e logorante battaglia.

Mbilli attacca in sequenza, lavora al tronco e non sembra condizionato dall’aura di Canelo. Se il messicano trascorrerà le riprese centrali e quelle finali con la schiena alle corde, affidandosi a una guardia alta e a singoli ganci di rimessa, sarà difficile per i giudici assegnargli i round. La differenza potrebbe quindi emergere non soltanto dalla potenza dei colpi, ma dalla quantità di azione prodotta nei minuti di maggiore intensità.

«Domani sera lo batterò in ogni modo», ha detto Mbilli, presentando il match come un possibile candidato a incontro dell’anno. La sua dichiarazione riassume l’approccio atteso: pressione continua, attacchi al corpo e la volontà di non concedere a Canelo il tempo necessario per imporre il proprio ritmo.

Il ruolo di Eddy Reynoso

In questo scenario, anche il lavoro all’angolo di Eddy Reynoso potrebbe diventare decisivo. L’identità di Canelo è legata al carattere, alla capacità di assorbire i colpi e al rifiuto di arrendersi. Il messicano ha attraversato momenti difficili contro Dmitry Bivol e Terence Crawford senza che il suo angolo prendesse in considerazione l’interruzione. In entrambe le occasioni è apparso a lungo stanco, superato sul piano del ritmo e con le gambe poco reattive, ma il suo team ha continuato a spingerlo a scavare nelle energie e a cercare il colpo netto di rimessa.

Contro un picchiatore di volume come Mbilli, la pressione potrebbe risultare ancora più pesante dal punto di vista fisico rispetto alle sconfitte tattiche subite con Bivol e Crawford. Anche se Canelo dovesse rimanere intrappolato alle corde sotto una serie di colpi, Reynoso potrebbe continuare a confidare nella possibilità che un gancio sinistro preciso o un uppercut pieno riaprano il match.

Salvo un infortunio facciale grave o una punizione continua e senza risposta, la decisione finale sull’eventuale interruzione potrebbe restare nelle mani dell’arbitro. Nella tradizione della boxe messicana, gli angoli raramente alzano bandiera bianca quando è in difficoltà la loro stella più importante. Per questo, la gestione di Reynoso e la capacità di Canelo di restare competitivo ripresa dopo ripresa saranno tra gli elementi più osservati della sfida di Riyadh.

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