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Chantelle Cameron e Claressa Shields: trattative ferme, ma il match resta nel mirino

Chantelle Cameron vuole ancora affrontare Claressa Shields, ma le trattative sono ferme dopo le accuse di una riduzione del 27% del compenso.

Redazione··3 min di lettura
Chantelle Cameron Says Claressa Shields Talks Have Stalled, Still Wants Fight

Chantelle Cameron e Claressa Shields vogliono ancora affrontarsi, ma il match è al momento fermo a causa di alcuni cambiamenti emersi durante le trattative. La pugile britannica lo ha chiarito il 7 novembre 2026 con un messaggio pubblicato su X, separando la propria volontà di combattere dalla mancata conclusione dell’accordo.

«Combatterò contro Claressa. È solo una questione di quando, non di se», ha scritto Cameron. La britannica ha definito l’incontro una grande occasione per costruire la propria eredità sportiva e misurarsi con una delle sfide più importanti della carriera.

Cameron non ha specificato quali condizioni siano cambiate durante i negoziati, non ha attribuito pubblicamente responsabilità per lo stallo e non ha presentato una nuova proposta. Il suo messaggio ha però mantenuto aperta la prospettiva dell’incontro, senza farlo passare per un match già firmato o ufficialmente programmato.

MVP accusa l’altra parte di aver ridotto il compenso del 27%

La presa di posizione di Cameron è arrivata dopo una dichiarazione pubblicata il 6 novembre da Nakisa Bidarian, amministratore delegato di Most Valuable Promotions. Bidarian ha spiegato che MVP aveva accettato che Cameron affrontasse Shields senza il coinvolgimento diretto della società, considerando l’incontro un’opportunità interessante sia per la pugile sia per il pubblico.

Secondo Bidarian, però, il compenso garantito a Cameron sarebbe stato successivamente ridotto del 27%. Il dirigente ha inoltre criticato le indennità giornaliere e le condizioni relative alla sicurezza, definendole inferiori agli standard di mercato. Ha paragonato l’organizzazione proposta a una produzione a basso budget, sostenendo che non fosse adeguata per un confronto di questo livello.

Si tratta delle descrizioni fornite da Bidarian sulle trattative private e non di condizioni contrattuali verificate attraverso documenti pubblici.

«Il compenso garantito per la nostra pugile è stato poi rinnegato dall’altra parte e ridotto del 27%», ha scritto il dirigente di MVP.

Bidarian ha inoltre contestato l’idea che l’offerta rappresentasse il miglior guadagno della carriera di Cameron. A suo dire, la cifra sarebbe stata paragonabile ai compensi più alti già incassati dalla britannica. Ha aggiunto che l’altra parte avrebbe rifiutato un’ultima possibilità, presentata cinque giorni prima, per ripristinare le condizioni iniziali. Dopo quel passaggio, MVP avrebbe deciso di andare avanti senza attendere ulteriormente.

Nel suo intervento, Bidarian ha citato anche i rapporti professionali con Eddie Hearn e con Misfits come esempi di collaborazione possibile nonostante controversie commerciali o personali. Ha poi chiesto una migliore gestione dei consigli rivolti a Shields e un’apologia per quello che ha definito un attacco a Cameron durante un evento. Anche su questi punti non sono stati forniti documenti a sostegno delle accuse.

Shields spinge per il combattimento nel primo trimestre del 2027

Poche ore prima, il 6 novembre, Claressa Shields aveva espresso pubblicamente il desiderio di rendere possibile l’incontro. La statunitense ha dichiarato che il suo team aveva presentato un’offerta importante e ha descritto la sfida come un confronto tra la campionessa dei 160 e quella dei 154 pound.

Shields ha indicato Cameron come la numero due della propria classifica pound-for-pound, mentre ha definito se stessa la numero uno. Nel suo messaggio ha anche riferito che Cameron sarebbe interessata a combattere nel primo trimestre del 2027.

Il post, tuttavia, non indicava il peso contrattuale dell’incontro, la sede, una data precisa o l’ammontare dell’offerta. In una risposta successiva, Shields ha aggiunto che la proposta comprendeva giudici e arbitri neutrali, oltre a condizioni di gara equilibrate. Ha quindi invitato Cameron a procedere se davvero desiderava affrontare questa sfida.

«Io e il mio team ci siamo presentati con un’offerta importante, giudici neutrali, arbitri neutrali e un terreno di confronto equo. Se vuoi questo match, facciamolo accadere», ha scritto Shields.

Né il primo annuncio dell’offerta né il messaggio successivo della campionessa statunitense facevano riferimento alla presunta riduzione del 27% denunciata in seguito da Bidarian.

Il match non era ancora stato ufficializzato

La prima risposta di Cameron, pubblicata lo stesso 6 novembre, era stata favorevole alla possibilità di affrontare Shields, ma subordinata al raggiungimento di un accordo tra i rispettivi team.

«Affronterei volentieri il meglio del meglio. È per questo che pratico la boxe: per mettermi alla prova contro le più grandi. Se i team riusciranno a rendere possibile questo incontro, saliamo sul ring. Sarebbe un onore fare nuovamente la storia», aveva scritto la britannica.

Nel messaggio successivo Cameron aveva coinvolto anche Jake Paul e Nakisa Bidarian nella discussione. Per questo, la precisazione del 7 novembre non riguarda la cancellazione di un combattimento già prenotato, ma lo stop a una trattativa che non aveva ancora prodotto un accordo definitivo.

La distanza tra le parti riguarda quindi soprattutto le condizioni economiche e organizzative. Da una parte Shields sostiene che sia stata presentata un’offerta consistente per mettere di fronte due campionesse provenienti dalle categorie dei 160 e dei 154 pound; dall’altra, MVP denuncia un cambiamento nei termini economici inizialmente discussi.

Un’idea già emersa dopo Cameron-Mayer

Il possibile confronto non nasce dalle dichiarazioni di novembre. Cameron e Shields avevano già discusso pubblicamente dell’ipotesi di affrontarsi dopo la vittoria di Cameron su Mikaela Mayer.

In uno scambio avvenuto il 30 agosto, Shields aveva chiesto se fosse possibile incontrarsi prima che Cameron disputasse una rivincita con Mayer. La pugile britannica aveva risposto invitando i rispettivi team ad avviare un dialogo.

Il risultato delle trattative resta dunque legato alle decisioni dei rappresentanti delle due atlete. Cameron ha ribadito che il suo obiettivo non è cambiato e che considera l’incontro importante per la propria eredità sportiva. Shields, dal canto suo, ha indicato il primo trimestre del 2027 come finestra desiderata, ma al momento non sono stati comunicati una data, un luogo, un peso contrattuale o un accordo ufficiale.

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