Conor Benn punta alla trilogia con Chris Eubank Jr, ma prima dovrà tornare al successo. È questa la linea tracciata dal suo manager Keith Connolly, che ha spiegato come un terzo confronto con Eubank Jr a 168 libbre resti un obiettivo concreto, a patto però che Benn riesca prima a rilanciarsi dopo la pesante sconfitta per ko al secondo round contro Ryan Garcia.
Intervenuto al podcast The Last Stand, Connolly ha indicato con chiarezza la rotta: prima una vittoria, poi eventualmente il capitolo finale della rivalità con Chris Eubank Jr, questa volta nei supermedi, così da evitare ogni nuova polemica sul peso. Un progetto che, almeno sulla carta, appare lineare. Più complicato, però, potrebbe essere trovare l’avversario giusto per il rientro di Benn.
Il problema è soprattutto legato al contesto promozionale. Con l’ingresso di Benn nell’orbita di Zuffa Boxing, l’ex sfidante britannico non sembra destinato a un rientro morbido contro un avversario di comodo. Dana White, infatti, non ha mai mostrato interesse per il classico modello pugilistico costruito su match scelti per proteggere il pugile di casa. Al contrario, la sua visione punta su incontri vendibili, competitivi e in grado di attirare pubblico e piattaforme.
Quando Zuffa ha messo sotto contratto Benn con un accordo pluriennale, lo ha fatto puntando su un nome già noto nel Regno Unito e commercialmente spendibile. Non per investire cifre importanti in un match senza reale appeal contro un journeyman senza classifica e senza richiamo mediatico. Benn ha già incassato borse significative per affrontare Regis Prograis e poi Ryan Garcia: immaginare un compenso dello stesso livello per un rivale marginale appare fuori dalla logica del mercato.
Ed è qui che emerge il nodo tecnico. Oggi Benn non offre alcuna garanzia, neppure contro avversari teoricamente abbordabili. Il suo stile aggressivo e spesso spericolato lo espone ai colpi d’incontro, mentre le sue lacune difensive sono diventate ancora più evidenti negli ultimi incontri. Contro un Prograis di 37 anni ha faticato per dodici riprese, riuscendo a spuntarla senza entusiasmare; contro Garcia, invece, è stato travolto in appena due round.
Per questo, anche un rivale selezionato per favorire il rilancio potrebbe trasformarsi in un rischio concreto. Quando un pugile mostra vulnerabilità difensive e una tenuta al colpo in discussione, ogni incrocio può diventare pericoloso. E per una struttura come Zuffa Boxing, costruire un evento principale attorno a Benn significa dover offrire al pubblico un match credibile, non un semplice esercizio di ricostruzione.
Una scelta troppo prudente verrebbe probabilmente bocciata dagli appassionati e finirebbe per indebolire ulteriormente l’interesse verso una possibile trilogia con Eubank Jr. Se invece Benn continuerà a chiedere borse da profilo internazionale, allora la promozione pretenderà quasi certamente un avversario competitivo, capace di generare attenzione reale e suspense sportiva.
In sostanza, il piano per arrivare al terzo atto contro Chris Eubank Jr esiste, ma è accompagnato da una condizione non banale: Benn deve prima vincere, e farlo in un contesto che difficilmente gli concederà una passerella. Dopo il ko subito da Ryan Garcia, il suo ritorno sul ring si annuncia quindi tutt’altro che semplice. E forse, paradossalmente, organizzare la trilogia potrebbe risultare meno complicato che trovare il giusto primo passo per rimetterlo in carreggiata.




