Dana White vede in DaMazion Vanhouter una possibile stella dei pesi massimi americani. Il ventunenne è passato da 151 libbre (circa 68,5 kg) a 231 (circa 104,8 kg) in quattro anni e ha raccolto dieci KO in 13 incontri da professionista, tutti vinti. Il prossimo impegno sarà contro Ivan Balaz, sabato sera in Gran Bretagna: una vittoria convincente potrebbe aprirgli le porte della card di Tyson Fury contro Anthony Joshua, in programma l’11 dicembre.
White scommette sul giovane peso massimo
Il fondatore di Zuffa Boxing ha indicato Vanhouter come un possibile futuro protagonista della categoria regina, pur riconoscendo che la carriera del pugile è ancora agli inizi. Alla vigilia del match con Balaz, intervistato da Sky Sports, White ha risposto così alla domanda sulle possibilità che il ventunenne diventi il prossimo grande peso massimo degli Stati Uniti:
«Dobbiamo vedere cosa succederà [nel fine settimana], ma la risposta alla domanda se possa diventare la prossima grande speranza americana dei pesi massimi è assolutamente sì. Niente è più importante della categoria dei pesi massimi e, se dopo il suo ultimo incontro non siete entusiasti di lui, spero che lo sarete domani sera».
Il sostegno arriva mentre il pugilato statunitense cerca di ritrovare il peso che aveva avuto in passato nella divisione. Lo scorso maggio, White aveva osservato che negli ultimi anni la boxe è diventata sempre più europea e che la scena americana fatica a recuperare il prestigio dell’epoca d’oro dei pesi massimi.
Dalle 151 alle 231 libbre
Nel secondo incontro da professionista, disputato nell’agosto 2022 contro Jorge Flores Morales, Vanhouter pesava appena 151 libbre, una misura vicina al limite dei superwelter e molto lontana dai valori tipici dei massimi. Nel settembre 2026, contro Raphael Akpejiori, è salito a 231 libbre: un aumento di 79 libbre, cioè quasi 36 kg, in poco più di quattro anni.
La crescita fisica è andata di pari passo con una serie di sette vittorie consecutive prima del limite, sei delle quali ottenute nel primo round. Il suo bilancio è di 13 successi senza sconfitte e dieci KO complessivi. I numeri raccontano una potenza in sviluppo, ma gli avversari affrontati finora sono ancora lontani dal livello dei pesi massimi affermati a livello mondiale: il salto di qualità resta da dimostrare.
La pressione della categoria
White ha invitato a non correre troppo con le previsioni. Individuare un talento, ha spiegato, non significa aver già trovato un contendente: Vanhouter dovrà continuare a crescere e a misurarsi con prove sempre più impegnative.
«Cerco di non entusiasmarmi troppo per qualcuno prima che sia più avanti nel percorso e abbia iniziato a dimostrare il proprio valore, ma in questo sport la pressione è inevitabile. Ogni incontro è più importante del precedente. Negli sport di squadra una sconfitta non ti fa arretrare, mentre negli sport individuali può essere devastante».
White aveva già descritto il cambiamento degli equilibri internazionali dopo Zuffa Boxing 6 a Las Vegas:
«Realisticamente, negli ultimi 15 o 20 anni la boxe è diventata uno sport europeo. Negli Stati Uniti non ha più la stessa forza che aveva negli anni Novanta e nei primi anni Duemila».
Un posto nella card di Fury-Joshua darebbe a Vanhouter visibilità davanti a un pubblico molto più ampio, ma prima dovrà superare Balaz. L’eventuale presenza sull’evento avrebbe anche un legame diretto con White, indicato tra i promotori dell’incontro del prossimo 11 dicembre.
Per trasformare una crescita fisica fuori dal comune in una carriera da campione, il pugile dovrà dimostrare di saper reggere avversari capaci di mettere alla prova resistenza, mento e potenza. Il match con Balaz rappresenta il prossimo banco di prova; la strada verso il livello mondiale resta ancora da percorrere.




