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Dana White insiste: è ancora coinvolto in Fury-Joshua

Dana White ribadisce il suo ruolo in Fury-Joshua e smentisce Eddie Hearn. Cresce il caos sulla promozione del match del 11 dicembre a Cardiff.

Redazione··3 min di lettura
Dana White Says He Is Still Involved In Fury-Joshua Fight

Dana White resta al centro del caso Fury-Joshua. Il presidente della UFC ha ribadito pubblicamente di essere ancora coinvolto nell’organizzazione del super match tra Tyson Fury e Anthony Joshua, nonostante le dichiarazioni opposte arrivate nei giorni scorsi dal promoter Eddie Hearn. La vicenda aggiunge ulteriore tensione alla marcia di avvicinamento verso l’attesissimo incontro dei pesi massimi, annunciato per l’11 dicembre al Principality Stadium di Cardiff.

Le nuove dichiarazioni di White sono arrivate dopo Zuffa Boxing 11, andato in scena a Londra, dove il manager americano è stato incalzato dai giornalisti proprio sul suo ruolo nel progetto. Il nodo è ormai chiaro: secondo Hearn, né White né Zuffa Boxing avrebbero il via libera per promuovere l’evento dalla parte di Anthony Joshua. White, invece, ha smentito con decisione, sostenendo che la sua posizione non sia cambiata di una virgola.

"È la stessa di ieri e del giorno prima", ha tagliato corto White, respingendo l’idea di un ridimensionamento del suo coinvolgimento. E quando gli è stato chiesto se la conferenza stampa prevista nei prossimi giorni fosse confermata e se il match fosse davvero blindato per dicembre, la sua risposta è stata netta ma anche significativa: non ha fornito certezze sull’organizzazione imminente, limitandosi a ribadire di essere ancora dentro l’operazione.

Il botta e risposta tra i due fronti è diventato uno dei temi principali attorno al match. Hearn aveva già sostenuto che White non potesse avere un ruolo nella promozione di Fury-Joshua, ma dal lato del campione britannico sono arrivati segnali opposti. Lo stesso Tyson Fury, infatti, avrebbe confermato di aver voluto personalmente la presenza di White, spiegando di aver fatto rimuovere dal proprio contratto una clausola che ne avrebbe impedito il coinvolgimento.

Questa posizione rafforza la sensazione che il vero scontro non riguardi il combattimento in sé, ma il controllo della macchina promozionale. Da una parte c’è Hearn, storico uomo forte del mondo Joshua e di Matchroom Boxing; dall’altra c’è White, che con Zuffa Boxing sta cercando di ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel pugilato di alto livello. In mezzo, un evento gigantesco che unisce la rivalità tutta britannica tra Fury e Joshua a una struttura internazionale fatta di investimenti sauditi e distribuzione globale su Netflix.

White non ha usato mezzi termini nemmeno nel commentare la posizione di Hearn, accusandolo apertamente di aver contribuito a trasformare il lancio di uno degli incontri più attesi degli ultimi anni in una situazione confusa e caotica. Parole forti, che certificano come la partita dietro le quinte sia tutt’altro che chiusa.

A rendere ancora più complesso il quadro ci sono anche le osservazioni emerse durante la trasmissione di Zuffa Boxing 11. Il commentatore Max Kellerman aveva infatti suggerito che White stesse aiutando Turki Alalshikh in veste personale, più che come vero e proprio promoter. Una lettura che White ha detto di non condividere, definendola quantomeno strana e ribadendo ancora una volta di essere parte attiva del progetto.

Dal punto di vista giornalistico e industriale, il caso è tutt’altro che secondario. Se White ha ragione, Fury-Joshua andrà avanti con una struttura promozionale in cui il suo nome continuerà a comparire. Se invece dovesse prevalere la linea di Hearn, sarà necessario ridefinire la presentazione pubblica del match e forse anche l’assetto organizzativo prima dei prossimi appuntamenti mediatici.

Il prossimo passaggio decisivo sarà dunque la conferenza stampa di presentazione: capire chi salirà sul palco, con quale ruolo e con quale etichetta promozionale, dirà molto sullo stato reale delle trattative. Una presenza congiunta di White, Hearn, Fury e Joshua lancerebbe il messaggio di una tregua operativa, almeno temporanea. Al contrario, eventuali assenze, rinvii o cambi di programma confermerebbero che la disputa è ancora apertissima.

Per il momento, un fatto resta incontestabile: Hearn ha detto che Dana White non può far parte della promozione, mentre Dana White continua a sostenere l’esatto contrario. E finché non arriverà un chiarimento ufficiale condiviso dalle parti, il retroscena sul controllo di Fury-Joshua resterà una delle storie più calde del grande pugilato internazionale.

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