David Benavidez guarda già oltre le categorie che oggi lo vedono protagonista e sogna un futuro assalto ai pesi massimi. Nelle ultime dichiarazioni rilasciate dal padre e allenatore José Benavidez Sr., il nome cerchiato in rosso per un eventuale debutto nella divisione regina è quello di Andy Ruiz Jr., ex campione del mondo dei massimi e pugile dal grande richiamo mediatico, soprattutto per il pubblico messicano e statunitense.
Secondo il piano delineato dal team Benavidez, il "Mexican Monster" potrebbe affrontare prima una campagna ambiziosa in più categorie di peso. L'idea sarebbe quella di salire nei cruiserweight per sfidare nomi importanti come Michal Cieslak e Jai Opetaia, poi tornare nei mediomassimi per eventuali incroci di altissimo profilo contro Dmitry Bivol o Artur Beterbiev, e solo in un secondo momento fare il salto definitivo tra i massimi.
José Benavidez Sr. non ha nascosto il fascino dell'ipotesi Ruiz: ha spiegato che sarebbe un grande evento, quasi una sfida di famiglia, pur ammettendo apertamente che al momento si tratta più di un sogno che di una trattativa concreta. Il riferimento ad Andy Ruiz, però, non è casuale. Parliamo di un pugile ancora molto riconoscibile, con un nome pesante sul mercato e uno stile rapido di combinazioni che lo ha reso celebre a livello mondiale, soprattutto dopo il clamoroso successo del 2019 contro Anthony Joshua.
Dal punto di vista tecnico e atletico, però, il progetto appare estremamente complesso. Passare da una categoria all'altra, tra cruiserweight, mediomassimi e poi pesi massimi, comporta trasformazioni fisiche enormi. Un pugile dovrebbe aumentare massa per reggere l'urto a 200 libbre, poi perdere peso per rientrare a 175, e infine ricostruire di nuovo il corpo per affrontare avversari molto più grandi nella divisione regina. Nel pugilato moderno, percorsi del genere sono rari proprio per l'impatto che hanno su resistenza, esplosività e capacità di assorbire i colpi.
La sensazione è che la scelta di Ruiz possa rappresentare soprattutto un'opportunità strategica. Non tanto il confronto con un peso massimo nel suo momento migliore, quanto piuttosto una sfida dal forte impatto commerciale contro un nome noto, ma meno pericoloso rispetto ai giganti della categoria. Ruiz, infatti, pur avendo mani veloci e buon bagaglio offensivo, non ha la statura e l'allungo dei massimi più temibili della scena internazionale.
Inoltre, il momento di Andy Ruiz Jr. solleva diversi interrogativi. Dopo un lungo stop di circa due anni, il californiano è tornato sul ring senza riuscire a rilanciarsi davvero, incassando anche una sconfitta contro Damian Knyba. Se il progetto Benavidez dovesse richiedere ancora tempo per svilupparsi, l'ex campione arriverebbe a quell'eventuale incontro in una fase molto avanzata della carriera, con inevitabili dubbi su condizione, continuità e motivazioni.
Anche sul ring, il percorso immaginato dal team Benavidez è tutt'altro che semplice. Jai Opetaia, per esempio, non rappresenta certo una tappa morbida: l'australiano è uno dei cruiserweight più completi e pericolosi in circolazione, capace di abbinare mobilità laterale, potenza e precisione. Benavidez, già visto in difficoltà in alcuni frangenti fisici contro Oleksandr Gvozdyk, dovrebbe dimostrare di poter reggere un impatto ancora più duro a 200 libbre.
Oltre agli ostacoli tecnici, ci sono poi quelli promozionali. Organizzare match di alto livello in tre diverse categorie di peso significa coordinare federazioni, titoli, promoter rivali e piattaforme televisive differenti. Un labirinto che rischia di allungare i tempi e di consumare anni preziosi della carriera di Benavidez, lasciando magari sulla carta sfide affascinanti ma difficili da realizzare nella pratica.
Per questo, l'ipotesi di vedere David Benavidez contro Andy Ruiz tra i pesi massimi resta oggi soprattutto una suggestione. È una prospettiva che incuriosisce per il richiamo del nome e per il possibile appeal commerciale, ma che al momento appare lontana dalla concretezza. Molto dipenderà da come Benavidez saprà muoversi nelle prossime stagioni e, soprattutto, da quali avversari affronterà davvero prima di pensare al salto nella categoria più prestigiosa del pugilato.




