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Derek Chisora sceglie il migliore tra Fury, Usyk e Klitschko

Derek Chisora ha affrontato Fury, Usyk e Klitschko: ecco chi considera il migliore e perché, nonostante la superiorità tecnica attribuita a Usyk.

Redazione··6 min di lettura
Derek Chisora names the best he faced after sharing the ring with Tyson Fury, Usyk and Klitschko

Derek Chisora ha combattuto 50 volte da professionista, attraversando quasi vent'anni di boxe ai massimi livelli e condividendo il ring con alcuni dei più grandi heavyweight della sua generazione. Tyson Fury, Oleksandr Usyk e Vitali Klitschko sono soltanto tre dei nomi più importanti incontrati lungo il suo percorso, ma proprio questi tre rappresentano un interessante metro di paragone per capire quanto sia stato difficile il viaggio di “Del Boy” nel mondo dei pesi massimi. Chisora ha affrontato tutti e tre e, dopo cinque decenni di combattimenti professionistici, ha provato a stabilire chi fosse realmente il migliore. La risposta non è così semplice come potrebbe sembrare. Dal punto di vista puramente tecnico, Chisora riconosce a Usyk caratteristiche probabilmente superiori a quelle degli altri due. Il pugile ucraino, secondo il britannico, possiede una combinazione straordinaria di difesa, movimento dei piedi e intelligenza sul ring. Eppure, quando gli è stato chiesto chi considerasse il più grande avversario affrontato nella sua carriera, Chisora ha indicato senza esitazione Tyson Fury. “Mi ha battuto tre volte, quel fottuto Gypsy King”, ha dichiarato con la consueta schiettezza che lo ha sempre contraddistinto. Una frase breve, ma che racconta molto della considerazione che Chisora nutre nei confronti del connazionale. Fury e Chisora si sono affrontati tre volte nell'arco di oltre un decennio, e in tutte le occasioni il risultato ha premiato il campione britannico. Il primo confronto risale al luglio 2011, quando Fury conquistò una vittoria ai punti al termine di un combattimento che rappresentò uno dei primi passaggi importanti della sua carriera. All'epoca Fury non era ancora il campione dominante che sarebbe diventato negli anni successivi, ma possedeva già quelle dimensioni, quella mobilità e quelle caratteristiche tecniche che lo avrebbero reso un problema enorme per la maggior parte dei pesi massimi. I due tornarono ad affrontarsi nel novembre 2014. Quella volta il divario apparve ancora più evidente e Chisora fu costretto ad abbandonare il combattimento dopo il decimo round. Fury era ormai diventato un pugile completamente diverso, più maturo e più consapevole delle proprie capacità. La terza sfida arrivò nel 2022, quando in palio c'era ancora una volta il titolo mondiale WBC dei pesi massimi. Chisora aveva già attraversato la fase più brillante della sua carriera, mentre Fury era ormai uno dei nomi dominanti dell'intera categoria. Il britannico riuscì a fermare Chisora al termine del decimo round, completando così una trilogia nella quale non aveva mai perso contro il connazionale. Per Chisora, però, la valutazione di Fury non significa necessariamente sminuire Usyk. Anzi, il britannico riconosce apertamente che il campione ucraino rappresenta un avversario estremamente difficile da affrontare. Quando Chisora affrontò Usyk nell'ottobre 2020, l'ucraino era soltanto al secondo incontro nella categoria dei pesi massimi. Nonostante la differenza di esperienza nella divisione, Usyk dovette lavorare duramente per conquistare la vittoria. Chisora riuscì infatti a metterlo sotto pressione soprattutto nelle prime fasi del combattimento, costringendolo a combattere a ritmi elevati e impedendogli di gestire l'incontro con la consueta comodità. Alla fine Usyk vinse ai punti, ma quella sfida rimane ancora oggi una delle più impegnative affrontate dal campione ucraino nella sua carriera ai pesi massimi. Ed è proprio osservando quella prestazione che si comprende il giudizio di Chisora. Usyk non è necessariamente il pugile che lo ha colpito maggiormente per potenza o dimensioni, ma è probabilmente quello che lo ha impressionato di più dal punto di vista tecnico. Il suo controllo delle distanze, la capacità di cambiare angolo, il lavoro di gambe e la lettura delle situazioni rendono estremamente difficile anticiparne le mosse. Anche quando sembra essere sotto pressione, Usyk riesce spesso a trovare una soluzione tecnica per uscire dalla situazione e riportare il combattimento sul terreno a lui più congeniale. Il terzo grande nome della lista è Vitali Klitschko, affrontato da Chisora nel febbraio 2012 per il titolo mondiale WBC. Anche in quella occasione il britannico uscì sconfitto, ma riuscì a rendere il combattimento molto più competitivo di quanto molti si aspettassero. Klitschko, allora campione dominante della categoria insieme al fratello Wladimir, rappresentava un ostacolo enorme per qualsiasi sfidante. La sua esperienza, la struttura fisica e la capacità di mantenere il controllo del combattimento lo rendevano estremamente difficile da superare. Chisora affrontò quella sfida con la consueta aggressività, senza mai tirarsi indietro, e riuscì a creare momenti interessanti nonostante la sconfitta ai punti. A distanza di anni, però, quando gli viene chiesto di scegliere il migliore tra i tre, Chisora torna sempre su Fury. Il motivo potrebbe essere proprio la frequenza con cui si sono incontrati. Tre combattimenti permettono infatti di conoscere un avversario in maniera molto più profonda rispetto a un singolo confronto. Fury ha battuto Chisora in tre momenti diversi della carriera e con tre versioni differenti del proprio stile. Nel primo incontro utilizzò maggiormente le proprie dimensioni e il jab, mentre negli anni successivi sviluppò ulteriormente mobilità, difesa e capacità di combattere anche dalla corta distanza. Chisora ha quindi avuto modo di osservare l'evoluzione di Fury da una prospettiva privilegiata. Il giudizio assume ancora più valore considerando la carriera di “Del Boy”. Chisora ha affrontato campioni del mondo, ex campioni, imbattuti e alcuni dei migliori pesi massimi della sua generazione. Oltre a Fury, Usyk e Klitschko, nel suo curriculum figurano nomi come David Haye, Dillian Whyte, Joseph Parker, Kubrat Pulev, Carlos Takam e Deontay Wilder. Pochi pugili della sua generazione possono vantare una lista di avversari così competitiva e una carriera costruita quasi sempre accettando le sfide più difficili. Proprio per questo il suo giudizio su Fury assume un significato particolare. Chisora aveva apparentemente deciso di chiudere la carriera dopo la sconfitta contro Deontay Wilder nell'aprile scorso, presentata come il possibile ultimo capitolo della sua lunga esperienza sul ring. A 42 anni, sembrava arrivato il momento di salutare definitivamente il pugilato. Tuttavia, nelle ultime settimane qualcosa è cambiato. Chisora ha avuto un faccia a faccia con il nuovo campione WBA dei pesi massimi Murat Gassiev, alimentando le indiscrezioni su un possibile ritorno. Al momento non è quindi possibile sapere con certezza se il combattimento contro Wilder sia stato realmente l'ultimo della carriera di “Del Boy”. Se dovesse tornare, Chisora avrebbe comunque poco altro da dimostrare. Ha costruito la propria popolarità affrontando praticamente chiunque, spesso quando sarebbe stato molto più semplice scegliere percorsi meno rischiosi. La sua carriera non è stata caratterizzata soltanto dai risultati, ma soprattutto dalla disponibilità ad accettare combattimenti che altri avrebbero evitato. E quando un uomo che ha affrontato Tyson Fury tre volte, Oleksandr Usyk e Vitali Klitschko mette il nome del “Gypsy King” davanti a tutti gli altri, vale la pena ascoltarlo. Usyk potrebbe essere il più raffinato tecnicamente. Klitschko poteva rappresentare una combinazione impressionante di esperienza, potenza e dimensioni. Ma per Derek Chisora, il migliore avversario rimane Tyson Fury. Tre sconfitte possono sembrare un argomento sufficiente per chiudere il dibattito. Per “Del Boy”, invece, sono proprio quelle tre sconfitte ad avergli permesso di capire quanto fosse speciale il pugile che aveva davanti.

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