Gli europei di Sofia si sono conclusi venerdì 25 settembre, ma l’Italia ha tolto il disturbo qualche giorno prima, con le sconfitte delle due ultime azzurre, Chiara Mosetti e Sirine Charaabi, mentre i maschietti le avevano anticipate con Giuseppe Canonico, Marvin Ghilarducci e Guidi Rontani eliminati, il primo negli ottavi, gli altri due nei quarti. Finiva così ingloriosamente la presenza italiana, che aveva esordito con la dichiarazione del responsabile della nazionale: “Stiamo portando una squadra competitiva per questi Europei, un torneo che si prospetta molto difficile con tante nazionali di alto livello – queste le sue parole - Tutti i pugili che abbiamo selezionato si sono allenati duramente durante tutta l’estate, alcuni dei quali hanno anche partecipato ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, portando ottimi risultati. Daremo il 300% per questo torneo”. Due le ipotesi, o non aveva la minima idea della realtà di questa manifestazione o mentiva sapendo di mentire. Ancora più stupefacente il lungo intervento del dopo europeo, con la difesa d’ufficio che in certi punti è fuori dalla realtà, considerato che parla di scarsa esperienza dovuta al poco tempo a disposizione, di verdetti iniqui, di altre facezie, dimenticandosi che dai Giochi di Parigi nel 2024, (con altri tecnici) dove l’Italia doveva tornare con tanto metallo prezioso, raccolse sconfitte su sconfitte, sono passati due anni. Smentisce sé stesso quando afferma: “Tutti i pugili che abbiamo selezionato si sono allenati duramente durante tutta l’estate”. Purtroppo, cambiata la guida tecnica, la situazione è peggiorata. Torneo dopo torneo e campionato dopo campionato l’Italia è andata sempre più alla deriva. Non uno degli azzurri è cresciuto, semmai l’opposto. Emblematica la chiusura della lunga dichiarazione del D.T.: “Oggi non abbiamo conquistato medaglie. Domani continueremo a lavorare per conquistarle. E vi assicuro che, in questa squadra, ci sono elementi validi. Ragazzi che devono ancora maturare, crescere, fare esperienza e affrontare tante battaglie. E sono convinto che alcuni di loro potranno togliersi grandi soddisfazioni. Magari, quando arriveranno quei risultati, gli stessi che oggi hanno fretta di criticarli li chiameranno “campioni”. Entrando nel particolare, sottolinea l’impresa della Mosetti: “Mosetti (48 kg.), agli ottavi, ha battuto la campionessa d’Europa in carica, nonostante una differenza di esperienza importante. Nei quarti non è riuscita a ripetersi contro la polacca, ma il suo percorso resta significativo. Rontani, Ghilarducci e Charaabi, invece, erano a un passo dalla medaglia e hanno perso con verdetti che, per andamento e contenuto degli incontri, considero difficili da giustificare”. Certo, la vittoria della romana, cresciuta nel gym di Colleferro, è stata importante, ma va anche spiegato che la mancina irlandese tornava sul ring dopo un riposo forzato di nove mesi per infortunio. Inoltre, l’azzurra ha compiuto a maggio 29 anni, contro i 27 di Shannon. Certo, ha più esperienza, ma detta situazione significa che loro si programmano meglio di noi. La polacca Angelika Krysztoforska, 26 anni, attiva dal 2019, dopo aver battuto 5-0 l’azzurra, si è fermata in semifinale contro la russa Yulia Chumgalakoova, 29 anni da compiere il 31 dicembre prossimo. L’atleta di Domodedovo cittadina a 40 km, da Mosca, giunta al terzo europeo, a Sofia ha letteralmente fatto una passeggiata dominando dall’esordio alla finale. Per quanto riguarda il fiorentino Guidi Rontani la punta della squadra, dopo aver superato il modesto Benny (Israele) e il bulgaro Nedelchev, si è fermato contro l’irlandese Mc Connell, alla sua portata. Battuto in semifinale dall’azero Isgandarov, giunto all’argento. Il toscano Marvin Ghilarducci della Boxe Salvemini, negli 85 kg. 21 anni a dicembre, vista l’effettiva scarsa esperienza, è stata l’unica nota positiva. Dopo l’israeliano Barashi e il più quotato bulgaro Boldirev, ha lottato alla pari con Grabic, rivale di tutto rispetto e forse meritava la vittoria. In semifinale il croato ha ceduto nettamente col russo Karmanov, vincitore dell’oro. Il siciliano Tommaso Sciacca, del gennaio 2001, campione italiano nel 2021 e 2022, ovvero cinque e quattro anni fa, dopo il facile esordio con lo svedese Ibrahin, di fronte al cubano bulgarizzato Ibanez Diaz, ha ceduto con secco 5-0. Nonostante combattesse in casa, Diaz è stato superato dall’inglese Burton nei quarti. Nei 60 kg. l’atleta delle Fiamme Azzurre, Giuseppe Canonico, 30 anni compiuti a febbraio, da oltre un decennio nel giro della nazionale, primo tricolore nel 2021, non fatica a battere il solito israeliano Rahal. Ma a rendere inutile la boxe lineare ma prevedibile dell’azzurro, basta l’armeno Bazeyan, pugile modesto, poi stoppato con facilità da Rustemovski, che difendeva i colori della Macedonia del Nord, meno di due milioni di abitanti, ma capace di portare una medaglia alla nazione! Il reggiano Giacomo Giannotti, 25 anni, azzurro dal 2019, sembra aver perduto la verve delle scorse stagioni. Nel 2024 aglio europei di Belgrado pur perdendo aveva dato filo da torcere al russo Gabil Mamedov, dominatore nei 63,5, unico ad aver ottenuto la preferenza di un giudice. A Sofia l’armeno Saharyan l’ha superato su ogni tema. Il 4-1 è frutto della fantasia del giudice del Botswana. Il gigante di colore Dean Chime nei 90 kg. ha perduto una grande possibilità di salire sul podio. Il russo Dadaev, dal buon passato si è dimostrato avversario alla sua portata. Purtroppo il longilineo azzurro se non frutta le lunghe leve, ma si limita ad allungare le braccia, non farà molta strada. Anche per lui il solito ritornello: non cresce. Che nostalgia per Franco Falcinelli che sapeva tirar fuori il 110% dagli atleti. Lui era un vero maestro, gli attuali non gli sono neppure lontani parenti. Concludo la disamina femminile. Riguardo ad Irma Testa, ritiratasi dopo i Giochi di Parigi 2024, nel 2023 ha vinto il mondiale. Al suo riguardo il DT ha detto. “La Testa ha ripreso il suo percorso dopo un anno e mezzo di stop”. Una freddura. Stiamo parlando dell’azzurra più titolata in assoluto. Valeva la pena di partecipare, visto che è stata battuta nei sedicesimi all’esordio, dall’inglese Glynn, eliminata subito dopo? La campana di Torre Annunziata, allieva di Zurlo (27 anni), ha ripreso da un anno e nel frattempo ha disputato tre tornei, con scarsi risultati. Sta preparando Los Angeles 2028, guidata da Roberto Cammarelle. Faccio gli auguri al grande campione, ma la vedo dura, anzi durissima. Emblematico il caso di Sirine Charaabi che dopo l’argento iridato 2023, ha innestato la marcia del gambero. Per la conferma, andatevi a vedere i vari tornei e i suoi risultati. Il DT ne esalta il comportamento agli europei, dimenticandosi che parliamo di una vice campionessa del mondo 2023. Mica un secolo addietro. Nei 54 kg, Sirine Charaabi era la testa di serie numero uno. Ha debuttato contro la portoghese Resende senza problemi. Nei quarti trova la russa Nastasia Koll, 21 anni, terza agli assoluti 2026, all’esordio in una rassegna europea. L’azzurra ha 27 anni e il triplo di esperienza. Pur lottando’ ha perso sia pure di misura. La russa è un fenomeno? Per niente. Infatti la serba Cirkovic l’ha liquidata con un netto 5-0. Prendendosi poi l’oro in finale contro la finlandese Kaivo con 3-2, poco convincente, bissando il titolo 2024 nella sua Belgrado. Nei 70 kg. Chiara Saraiello, 23 anni, cresciuta discretamente nelle giovanili, trova subito la russa Golubeva, troppo esperta per l’azzurra che riduce il minimo i danni. Diciamo che ha fatto esperienza, anche se in altre nazioni, alla sua età puntano almeno al podio. Martina Vassallo, non pervenuta, anche se iscritta. Il bilancio dice 9 vittorie e 11 sconfitte. Fuori dal podio in assoluto. Il medagliere premia 19 nazioni tra gli uomini e 16 nel femminile. Di questi europei, di alto valore assoluto, ne parlo in un prossimo articolo specifico. Personalmente non condivido la presenza ufficiale di Russia e Bielorussia, che potevano esserci senza inno e bandiera. Considerato che hanno invaso l’Ucraina. Torno all’autodifesa del DT. Mi chiedo con quale disinvoltura possa parlare di scarsa esperienza, dopo tre stagioni di sconfitte su sconfitte. Dico questo con molta amarezza, amando la nazionale della quale scrivo, quando l’attuale responsabile non era ancora nato. Ho visto nascere e crescere le squadre guidate da Natalino Rea, Franco Falcinelli e anche Raffaele Bergamasco, Francesco Damiani ed Emanuele Renzini. Che hanno tolto il disturbo quando i risultati sono stati sotto le attese. Comunque capaci di far crescere i giovani portandoli al successo al momento opportuno, dagli europei ai mondiali fino ai Giochi. Non voglio fare paragoni con Rea e Falcinelli, perché sarebbe offensivo nei loro riguardi. Mi limito a raffrontare il cammino dell’Italia di Bergamasco, Damiani e Renzini, con l’attuale responsabile, che tra l’altro svolge attività sia da organizzatore di eventi pro e altro. C’è chi insiste nel dire che esiste una situazione definibile come “conflitto di interessi”. Non lo dico io. I suoi predecessori qualcosa hanno raccolto mentre l’attuale conduttore deve ancora iniziare. Dopo tre stagioni. A questo punto il sospetto che gli insuccessi derivino dal manico, ovvero dalla modestia dei tecnici responsabili della nazionale, appare sempre più evidente. Nonostante i proclami federali e la difesa d’ufficio. Altra considerazione, non meno importante: la mancanza di autocritica e la giustificazione totale dei continui fallimenti. La squadra presente a Sofia con cinque atlete: Chiara Mosetti (48), Martina Vassallo (51), Sirine Charaabi (54), Irma Testa (57) e Chiara Saraiello (70) e sei atleti: Tommaso Sciacca (55), Giuseppe Canonico (60), Giacomo Giannotti (65), Gabriele Guidi Rontani (70), Marvin Ghilarducci (85) e Dean Nwokedi Chime (90) non era certo alle prime armi. L’unico nome nuovo è la Mosetti, bronzo agli assoluti 2024 e oro lo scorso anno. Comunque da tre anni in azzurro. Tutti gli altri militano in azzurro da almeno tre anni. Alcuni da un decennio! Canonico nato nel 1996, ha esordito agli assoluti di Bergamo nel 2016, li ha vinti nel 2017, 2018, argento nel 2019 e 2021. Sciacca ha vinto gli assoluti 2021 e 2022, Tutti gli altri sono nel giro azzurro da cinque a sei anni. Faccio una domanda? Dove sono finiti Attrattivo, Baldassi, Malanga, la Prisciandaro, la Ayari e la Gemini? Tanto per fare qualche nome, da anni in nazionale, assenti agli europei. Non erano pronti? Il motivo del forfait di Martina Vassallo? Questo e molto altro ci sarebbe da trattare. Trovare la scusa della partecipazione dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo a Taranto, dove il bilancio è stato salvato dalle donne, mentre i nostri non hanno raccolto neppure un oro, è l’ammissione che siamo alla frutta. Se ci fosse sia il ricambio che la base, il Mediterraneo doveva servire per lanciare i giovani e non mandare il meglio, confermatosi mediocre. Comico e tragico che nei proclami della FPI si inneggia a ori importanti, non specificando mai che arrivano dai settori giovanili, guidati dai tecnici Giulio Coletta e Franco Federici, che non fanno dichiarazioni ma lavorano sodo. Altra realtà ignorata, da anni la base agonistica si assottiglia. Le palestre fanno il pieno di ragazzi e ragazze che praticano la boxe solo per difesa personale, non oltre. La percentuale che sale sul ring non supera e 15/20 %. Questa la realtà. Al momento l’Italia è nella parte più bassa dell’Europa. Aggiungo e lo dico a fine 2026, il rischio di andare a Los Angeles con un paio di atleti è ottimistico. Due parole per il sito federale, sempre più sgangherato, impreciso e penoso. Anni fa lo feci notare al presidente, che allargò le braccia. Piccolo particolare: ho scelto la foto dei tecnici azzurri, sorridenti e soddisfatti per i…tonfi europei. Giuliano Orlando
Europei di Sofia senza medaglie per l'Italia: un fallimento che la guida tecnica non può giustificare
Europei a Sofia, l’Italia come nelle previsioni fuori dalle medaglie. Smentite le ottimistiche dichiarazioni della vigilia. Azzurri sempre più in basso. Tecnici sorridenti e presidente soddisfatto

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