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Fabio Wardley contro Daniel Dubois: la rivincita

Fabio Wardley contro Daniel Dubois: il 17 ottobre la rivincita dopo la guerra del primo match. Tecnica e mentalità saranno decisive.

Redazione··2 min di lettura
Fabio Wardley Questions Daniel Dubois Sudden Attitude

Fabio Wardley contro Daniel Dubois sarà una rivincita nella quale l'aspetto mentale potrebbe pesare quanto quello tecnico. Wardley ritiene infatti che Dubois abbia costruito una nuova ostilità per prepararsi al secondo confronto del 17 ottobre. Durante il face-off, Wardley è rimasto tranquillo, quasi impassibile, suggerendo che il suo avversario abbia bisogno di alimentare l'aggressività per tornare con la mente alla battaglia e alle punizioni subite nel primo incontro. Il cambiamento di atteggiamento di Dubois ha sorpreso Wardley, soprattutto perché dopo la vittoria del britannico per KO all'11° round, i due si erano stretti la mano e si erano congratulati reciprocamente per la grande battaglia. «È decisamente troppo presto per tutto questo. L'ultima volta che l'ho visto ci siamo stretti la mano, ci siamo congratulati per un grande combattimento. Io ho perso e l'ho accettato. Poi si è presentato con un certo atteggiamento e ho pensato: aspetta, cosa sta succedendo? Ma se questo è ciò di cui ha bisogno per prepararsi a un'altra battaglia, se sa quale guerra abbiamo affrontato l'ultima volta e questo gli serve per mettersi nella giusta condizione mentale, allora faccia pure. Io resterò calmo come un cetriolo», ha detto Wardley a DAZN. La sicurezza di Wardley nasce anche dalle due sfide contro Frazer Clarke. Il primo incontro, dopo 12 durissimi round, terminò con un pareggio. Nella rivincita Wardley cambiò completamente approccio e distrusse Clarke già al primo round. Ma proprio quel precedente mette in luce il rischio della sua strategia. La partenza esplosiva aveva risolto il problema Clarke, ma contro Dubois contribuì alla sconfitta. Dopo aver mandato al tappeto Dubois due volte, Wardley consumò enormi energie cercando di chiudere il match. Con il passare dei round diminuirono sia il volume dei colpi sia la disciplina difensiva, permettendo a Dubois di prendere il controllo attraverso il jab e di arrivare al finale contro un avversario ormai esausto. Quei due atterramenti, inoltre, dimostrarono che colpire duramente Dubois non significa necessariamente farlo crollare. Il britannico utilizzò il jab per ritrovare equilibrio, interrompere gli attacchi di Wardley e guadagnare il tempo necessario per superare la crisi. Clarke, nella rivincita, non ebbe mai l'opportunità di farlo. Per ottenere un risultato diverso non basterà quindi partire ancora una volta a tutta velocità. Wardley dovrà accorciare il destro, riportare immediatamente la guardia dopo averlo tirato e soprattutto evitare di caricare eccessivamente i colpi negli scambi ravvicinati. Nella prima sfida, la sua voglia di chiudere il match lo lasciò spesso esposto ai contrattacchi di Dubois. L'aggiustamento decisivo, però, sarà soprattutto psicologico. Wardley non potrà permettere che due knockdown, un'altra arena infuocata o un Dubois apparentemente vulnerabile gli facciano credere che il combattimento sia già vinto. Restare calmo come un cetriolo durante un face-off è semplice. Conservare quella stessa lucidità dopo aver ferito Dubois sarà ciò che determinerà se la rivincita avrà un finale diverso.

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