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Floyd Mayweather: nessun avversario fu vicino a batterlo

Floyd Mayweather ripercorre le sfide più dure della carriera e ribadisce che nessun avversario è mai stato davvero vicino a batterlo.

Redazione··3 min di lettura
Floyd Mayweather asked if there was ever an opponent who came close to beating him

Floyd Mayweather non indica un avversario capace di batterlo

Floyd Mayweather ha riflettuto sulla possibilità che, nel corso della sua carriera professionistica, un avversario sia mai arrivato davvero vicino a infliggergli una sconfitta. La risposta dell'ex campione americano è stata netta: secondo Mayweather, nessuno è mai riuscito a metterlo seriamente in condizione di perdere.

Mayweather ha chiuso la carriera con un record immacolato di 50 vittorie e nessuna sconfitta, diventando campione del mondo in cinque categorie di peso. Il suo ultimo incontro da professionista risale al 2017, quando impose a Conor McGregor uno stop alla decima ripresa. Non fu il modo più prestigioso per concludere il percorso agonistico, ma negli anni precedenti l'americano aveva costruito la propria leggenda attraverso vittorie di maggiore rilievo.

Le sfide più difficili della carriera

Tra i successi più importanti figurano quelli contro Oscar De La Hoya e Shane Mosley. Proprio il confronto con Mosley, disputato nel 2010, viene spesso ricordato per il momento di maggiore pericolo vissuto da Mayweather sul ring. Nel secondo round, infatti, un destro dell'avversario gli fece cedere le gambe e sembrò poter cambiare l'inerzia dell'incontro.

Mayweather riuscì però a reagire immediatamente. Dopo aver superato quel passaggio delicato, prese il controllo del terzo round e condusse il match fino alla vittoria ai punti con verdetto unanime. Quel breve momento di difficoltà resta comunque uno degli episodi più citati quando si parla delle rare occasioni in cui il fuoriclasse americano non sembrò avere il pieno controllo della situazione.

Un'altra battaglia particolarmente impegnativa fu il primo incontro con Marcos Maidana, nel 2014. Il pugile argentino riuscì a rendere il confronto molto equilibrato e Mayweather ottenne soltanto una vittoria ai punti con decisione a maggioranza. Maidana è ancora oggi considerato uno degli avversari che hanno avuto maggiore successo contro di lui.

Tra i nomi più discussi c'è anche quello di Jose Luis Castillo. Nel 2002, quando Mayweather combatteva nella categoria dei pesi leggeri, molti osservatori ritennero che fosse stato fortunato a ottenere la vittoria nel loro primo confronto. Il verdetto ufficiale fu comunque una decisione unanime a suo favore.

La risposta di Mayweather

Nonostante le difficoltà incontrate contro Mosley, Maidana e Castillo, Mayweather ha ribadito al PBD Podcast di non aver mai vissuto un incontro professionistico in cui fosse realmente vicino alla sconfitta.

«Tornavo al mio angolo e mi dicevano: “Dobbiamo aumentare un po' il ritmo”. E io lo aumentavo. No, nessuno è mai stato vicino. Io sono Mayweather, per me erano tutti facili. Se non credo in me stesso, chi ci crederà? Sono il migliore. Non si può parlare di boxe senza parlare di Mayweather».

Il consiglio di aumentare il ritmo potrebbe essere arrivato proprio dopo il secondo round contro Mosley, quando Mayweather aveva rischiato di finire al tappeto. La reazione del campione, però, fu immediata e gli permise di dominare la ripresa successiva e di portare a casa il successo senza ulteriori sbandamenti.

Un record ancora imbattuto

Le parole di Mayweather confermano la sua lettura della carriera: anche nei momenti più complicati, nessun avversario sarebbe mai stato davvero a un passo dal successo. Le sfide contro Mosley, Maidana e Castillo restano i principali riferimenti per chi cerca le occasioni in cui il campione ha mostrato qualche vulnerabilità, ma il record finale di 50-0 rimane il dato che meglio sintetizza il suo percorso professionistico.

Per questo, nella discussione sui pugili più difficili affrontati da Mayweather, i tre nomi continuano a essere citati soprattutto per la competitività mostrata nei rispettivi incontri. Dal punto di vista dell'ex campione, tuttavia, la conclusione non cambia: nessuno di loro, e nessun altro avversario, è mai arrivato vicino a batterlo.

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