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Frank Bruno rivela il match che rimpiange di aver accettato: "Fu molto stupido"

Frank Bruno ammette che la rivincita con Mike Tyson fu il match che non avrebbe mai dovuto accettare: "Una delle cose più folli che abbia fatto".

Redazione··3 min di lettura
Frank Bruno Names The One Fight He Regrets Taking: It Was Very Stupid

Frank Bruno ha indicato il secondo match contro Mike Tyson come il combattimento che più rimpiange nella sua carriera, ammettendo col senno di poi che salire sul ring in quelle condizioni fu un errore enorme. L’ex campione del mondo dei pesi massimi, amatissimo in Gran Bretagna, ha spiegato che quella scelta fu dettata anche dalle responsabilità economiche verso la famiglia, ma oggi la considera una decisione "molto stupida".

Nato a Londra, Bruno costruì una carriera di assoluto rilievo già tra i dilettanti, diventando nel 1980 il più giovane campione ABA dei pesi massimi ad appena 18 anni. Passato professionista nel marzo 1982, mise insieme un impressionante avvio con 21 vittorie consecutive, tutte prima del limite, prima di incappare nella sconfitta contro James "Bonecrusher" Smith.

Da lì riuscì comunque a rilanciarsi e a conquistare chance iridate contro alcuni dei nomi più importanti della sua epoca. Nel luglio 1986 sfidò Tim Witherspoon per il titolo mondiale, ma venne fermato all’11° round. Nel 1989 arrivò la seconda occasione contro Mike Tyson per le cinture unificate, conclusa ancora una volta con una sconfitta per KO. Nel 1993 tentò poi l’assalto alla cintura WBC contro Lennox Lewis, senza però riuscire a coronare il sogno iridato.

Il momento più alto della sua carriera arrivò infine nel settembre 1995, quando a Wembley superò Oliver McCall ai punti con verdetto unanime, conquistando il titolo mondiale WBC dei pesi massimi. Un traguardo storico, che sembrava poter rappresentare la chiusura perfetta di una lunga rincorsa ai vertici.

Invece Bruno tornò ancora una volta sul ring per la rivincita con Tyson, un incontro che si concluse rapidamente con uno stop al terzo round. Fu l’ultimo combattimento della sua carriera. In un’intervista al Guardian, l’ex campione ha confessato che proprio quella seconda sfida con Iron Mike è la decisione che oggi fatica maggiormente ad accettare.

Bruno ha raccontato di aver corso un rischio enorme, spiegando che il bisogno di garantire sicurezza economica alla famiglia ebbe un peso importante nella sua scelta. Ha descritto con grande sincerità anche la componente fisica e mentale con cui affrontò quell’appuntamento, lasciando intendere di non essere nelle condizioni ideali per competere a quel livello.

"Mi sono preso un grande rischio, ma avevo una famiglia da mantenere e non potevo certo rapinare una banca", ha raccontato Bruno. "A volte nel pugilato pensi che se perdi un occhio, hai ancora l’altro. Se ti fai male a una mano, hai ancora l’altra. Sul ring vai di testa, oltre ogni limite".

Entrando ancora più nel dettaglio, Bruno ha spiegato quanto il problema alla vista abbia inciso sulla sua preparazione mentale. "Quando il tuo occhio non è a posto, la tua mente c’è all’80%, ma il restante 20% è preoccupato per la vista. La realtà ti colpisce nello spogliatoio, così sono uscito e ho improvvisato. Il combattimento è durato solo tre round prima che mi fermasse. La si può chiamare una cosa coraggiosa, ma è stata molto stupida. Una delle cose più folli che abbia mai fatto".

Secondo Bruno, la scelta più saggia sarebbe stata ritirarsi subito dopo la vittoria mondiale contro Oliver McCall. Un epilogo da campione che gli avrebbe evitato un finale amaro contro Tyson. Eppure, come spesso accade nel pugilato, tra orgoglio, necessità economiche e richiamo del grande evento, la linea tra coraggio e imprudenza può diventare sottilissima.

Nonostante quel rimpianto, la carriera di Bruno resta di altissimo profilo. Chiuse il cammino da professionista con 40 incontri, 38 vittorie prima del limite e 5 sconfitte, lasciando un segno profondo nella storia del pugilato britannico. Tra i match più duri da lui stesso ricordati c’è anche quello contro Jumbo Cummings, segno di una carriera vissuta sempre affrontando avversari di primo piano. Ancora oggi Frank Bruno rimane una delle personalità sportive più popolari e riconoscibili della sua generazione.

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