Guido Vianello può rappresentare per Moses Itauma il banco di prova ideale nel momento più delicato della sua giovane carriera. Il peso massimo britannico è tornato ad allenarsi e il promotore Frank Warren vuole riportarlo sul ring all’inizio del prossimo anno, ma più della data del rientro conterà la scelta dell’avversario. E tra i nomi che potrebbero dire molto sul vero percorso di crescita di Itauma, quello di Vianello spicca per logica tecnica e valore del test.
La sconfitta subita contro Filip Hrgovic il 29 agosto ha lasciato indicazioni chiare. Nei primi round, la velocità e l’esplosività di Itauma hanno creato problemi seri al croato, ma col passare delle riprese il copione è cambiato. Hrgovic ha continuato a pressare, ha retto l’urto iniziale e ha portato il match su un terreno meno favorevole al britannico. Quando il ritmo si è alzato sul piano della resistenza e della gestione delle energie, Itauma non è più riuscito a mantenere la stessa efficacia. Al nono round, la sfida mondiale era ormai compromessa.
Per questo motivo, un semplice match di rientro contro un avversario destinato a cedere rapidamente servirebbe solo a rimettere una vittoria in record, senza però rispondere alla domanda più importante: Itauma ha davvero imparato a dosare le forze e ad adattarsi quando il knockout immediato non arriva?
Frank Warren, parlando a iFL TV, ha confermato che qualcosa dovrà cambiare dopo il ko. “Combatterà molto presto il prossimo anno, ci ho parlato diverse volte. È già tornato in palestra. Mi siederò con il team la prossima settimana. Ora che la polvere si è posata, possiamo parlare tutti con calma e lucidità. È molto deluso. Sa cosa ha sbagliato. E come ho detto fin dall’inizio, ci devono essere cambiamenti seri”.
Uno dei cambiamenti più importanti potrebbe riguardare proprio il matchmaking. Guido Vianello, presente nel roster dei pesi massimi Queensberry, offre caratteristiche che lo rendono un test credibile e utile. L’azzurro è un pugile fisicamente strutturato, ha esperienza, sa stare sulla distanza e può obbligare il rivale a lavorare anche oltre i round iniziali. Ad agosto è andato fino in fondo contro Moses Jolly, mostrando solidità e continuità. Non è il tipo di avversario pensato per una vittoria-lampo costruita a tavolino.
Ed è proprio questo il punto. Itauma ha bisogno di round veri, di un avversario capace di restare dentro al combattimento, di farlo resettare tatticamente e di costringerlo a scegliere con intelligenza quando accelerare e quando risparmiare energie. Prima del match con Hrgovic, il britannico non sentiva il suono dell’ultima campana dai due incontri sulle sei riprese disputati nel 2023. Nei dieci combattimenti successivi, prima della sfida mondiale, il suo impegno più lungo si era fermato a cinque round. Un dato che ha alimentato highlights spettacolari, ma che ha lasciato irrisolto un interrogativo fondamentale.
Affrontare Vianello comporterebbe inevitabilmente un rischio per un 21enne che rientra dalla prima sconfitta da professionista. Ma è proprio per questo che la scelta avrebbe valore. Queensberry può proteggere Itauma con un nome destinato a crollare in fretta, oppure può verificare davvero se il pugile stia evolvendo e se sia pronto a combattere anche quando il colpo risolutivo non si materializza nei primi minuti.
In questa fase della carriera, il prossimo avversario di Itauma dirà molto più della semplice volontà di tornare a vincere. Dirà se il suo team vuole ricostruirlo con prudenza o formarlo davvero come futuro protagonista dei pesi massimi. E sotto questo aspetto, Guido Vianello è il test che oggi ha più senso.




