Willy Hutchinson ritiene che Joshua Buatsi stia sottoponendo il proprio corpo a uno sforzo eccessivo per rientrare nel limite dei 175 libbre, la categoria dei mediomassimi. Secondo il pugile britannico, Buatsi potrebbe valutare il passaggio ai cruiserweight, dove il limite è fissato a 200 libbre, per evitare i problemi legati al peso e affrontare il prosieguo della carriera con maggiore naturalezza.
L'ipotesi, però, non è priva di rischi. Lasciare i mediomassimi significherebbe rinunciare a parte del vantaggio fisico costruito nella categoria attuale e affrontare avversari più pesanti, capaci di recuperare fino a raggiungere un peso vicino a quello dei massimi durante la notte del combattimento.
Hutchinson: «È nella categoria sbagliata»
Hutchinson ha espresso il suo giudizio dopo la rivincita contro Buatsi, disputata per il titolo WBC vacante dei mediomassimi. Il suo punto di vista è stato chiaro e diretto: a suo avviso, il fisico di Buatsi appariva ormai difficile da gestire molto prima della sfida.
«Penso che sia nella categoria di peso sbagliata. Penso che perda troppo peso. Dieci settimane fa era enorme. Te l'avevo detto, vero? È troppo grande», ha dichiarato Hutchinson ai giornalisti durante la conferenza stampa dopo l'incontro. Poi ha aggiunto: «È nella categoria di peso sbagliata e non sta diventando più giovane, vero?»
Le parole di Hutchinson fotografano una parte importante del problema, ma non spiegano completamente la prestazione di Buatsi. La posizione mobile dell'avversario, gli spostamenti laterali, gli angoli d'attacco e le accelerazioni improvvise hanno creato difficoltà tecniche che non si possono risolvere semplicemente assumendo più carboidrati o arrivando al ring con qualche energia in più.
Il problema non è soltanto il peso
Un taglio del peso particolarmente duro può avere amplificato le difficoltà di Buatsi. Per mettere pressione in modo efficace non basta avanzare in linea retta con la guardia alta e compatta. Servono gambe attive per chiudere gli spazi, un jab incisivo per imporre il ritmo e una riserva di fiato sufficiente a portare combinazioni fluide.
Quando un pugile arriva scarico, il motore rallenta. Contro Hutchinson, Buatsi ha inseguito l'avversario senza riuscire a tagliare il ring, affidandosi soprattutto a singoli destri caricati al massimo. Hutchinson, invece, è riuscito a rientrare facilmente al centro del quadrato, sottrarsi alla pressione e colpire con continuità.
La domanda centrale resta quindi una: il calo di rendimento di Buatsi è stato causato dal cedimento fisico oppure dalla mancanza di soluzioni tattiche per affrontare lo stile di Hutchinson? Il passaggio ai cruiserweight potrebbe aumentare le energie disponibili, ma non eliminerebbe automaticamente le lacune tecniche. Quelle dovranno essere affrontate in palestra.
Il salto ai cruiserweight comporta nuovi rischi
La categoria superiore potrebbe risparmiare a Buatsi il tormento della settimana del combattimento e della disidratazione necessaria per rientrare nei 175 libbre. Tuttavia, il salto di 25 libbre è tra i più impegnativi della boxe. Sentirsi più libero sulla bilancia è una cosa; assorbire i colpi di avversari che, dopo la reidratazione, possono presentarsi sul ring con una struttura da veri massimi è un'altra.
Nei mediomassimi, Buatsi può sfruttare la propria forza nel clinch e lavorare al corpo con colpi pesanti. A 200 libbre, gli avversari potrebbero assorbire meglio quella potenza, mentre appoggiarsi fisicamente su un uomo più grande rischierebbe di consumare maggiormente il pugile più leggero.
Il riferimento più evidente è David Benavidez, la cui struttura fisica e il peso raggiunto dopo la reidratazione hanno reso naturale l'idea di un eventuale passaggio ai cruiserweight. Per Buatsi, invece, il cambio di categoria sembrerebbe nascere soprattutto dalla difficoltà di raggiungere il limite dei mediomassimi, non da una superiorità fisica già dimostrata nella divisione superiore.
La valutazione della carriera
Esiste anche un aspetto commerciale. I cruiserweight rappresentano una categoria estremamente competitiva, ma con meno opportunità di grande visibilità e di incassi elevati rispetto ai principali appuntamenti nazionali dei mediomassimi. Buatsi potrebbe quindi trovarsi ad affrontare pugili duri e poco conosciuti, subendo più punizioni fisiche e guadagnando meno di quanto potrebbe ottenere nei grandi incontri della scena domestica a 175 libbre.
Hutchinson ha inoltre richiamato l'usura accumulata da Buatsi nel corso della carriera amatoriale. «Bisogna ricordare che è stato nella GB fino a 25 anni o qualcosa del genere. Questo lascia il segno. Potrebbe tornare, non ne sono sicuro, ma lo spero», ha detto.
Con circa 200 incontri amatoriali alle spalle, il record professionistico di Buatsi non racconta da solo il peso di un decennio trascorso nei tornei di alto livello. Le numerose pesate settimanali e i duri ritiri internazionali possono avere conseguenze durature sul metabolismo di un atleta.
Prima di prendere una decisione sul futuro, il suo angolo dovrà rispondere con onestà alla questione più importante. Presentarsi sul ring con il serbatoio pieno sarebbe un vantaggio soltanto parziale se Buatsi portasse nella nuova categoria lo stesso attacco prevedibile e verticale. Nei cruiserweight, gli avversari potrebbero avere la potenza necessaria per mettere seriamente alla prova una guardia troppo alta e poco dinamica.
Per il momento, il passaggio di Buatsi ai cruiserweight resta un'ipotesi. La decisione dovrà tenere insieme la gestione del peso, le esigenze della carriera e la capacità di correggere in palestra i problemi emersi contro Hutchinson.




