Lomachenko Foster è una possibile sfida che riaccende il sogno di Vasiliy Lomachenko: conquistare un’ultima volta il titolo di campione indiscusso. Il progetto, però, porta con sé una domanda inevitabile: che cosa ha fatto di recente l’ex campione per meritare l’ingresso diretto in un match mondiale?
Affrontare O’Shaquie Foster nel 2027 significherebbe interrompere un’assenza dal ring lunga tre anni. Lomachenko compirà 39 anni a febbraio e il tempo trascorso lontano dalla competizione potrebbe pesare soprattutto su un pugile il cui stile si è sempre basato su riflessi difensivi, rapidità di gambe e continui cambi d’angolo.
L’ultimo obiettivo di Lomachenko
La motivazione del pugile ucraino è emersa nelle dichiarazioni rilasciate a The Ring: “Dobbiamo provarci ancora una volta [per diventare] campione indiscusso”. La spinta verso un’ultima corsa ai titoli è comprensibile dal punto di vista dell’eredità sportiva. Tuttavia, desiderare le cinture non significa automaticamente che il corpo sia ancora in grado di sostenere un confronto ai massimi livelli dopo un periodo così lungo di inattività.
La vittoria ottenuta contro George Kambosos Jr. nel maggio 2024 aveva mostrato il Lomachenko dei giorni migliori. Quel successo, però, appartiene ormai al passato. Dominare Kambosos allora non permette di stabilire come un veterano inattivo reagirebbe oggi davanti a un avversario preciso, disciplinato e in piena attività come Foster.
Anche la prestazione contro Devin Haney nel 2023 aveva raccolto grande rispetto, ma non è possibile vivere per sempre di sconfitte considerate moralmente positive o di prestazioni incoraggianti del passato. Lomachenko dovrebbe dimostrare quanto gli è rimasto nel serbatoio, soprattutto in termini di ritmo, resistenza e capacità di mantenere l’intensità per dodici riprese.
Foster rappresenta un test severo
O’Shaquie Foster è un avversario capace di creare problemi anche a un pugile completamente attivo e nel pieno della forma. I suoi aggiustamenti, il pugilato di rimessa dalla distanza e il tempismo mostrato contro Emanuel Navarrete hanno evidenziato la sua capacità di mettere in difficoltà avversari di alto livello.
Contro un Foster così preparato, un Lomachenko avanti con gli anni potrebbe ritrovarsi a inseguire un bersaglio sfuggente per dodici round. Il ritorno nella categoria dei superpiuma, fissata a 130 libbre, non basterebbe da solo a riportare indietro le lancette dell’orologio né a risolvere eventuali problemi di tenuta.
La necessità di un incontro di rodaggio
La situazione è resa ancora più delicata dall’affollamento della categoria. I superpiuma attivi trascorrono anni affrontando eliminatorie e contendenti qualificati per guadagnarsi una chance ai vertici. Bloccare l’intero gruppo dei 130 libbre per permettere a una leggenda ormai semi-ritirata di saltare la fila rischierebbe di impoverire il valore delle cinture in palio.
Per questo, la soluzione più logica per Lomachenko sarebbe affrontare prima un vero incontro di rodaggio contro un contendente classificato. Un passaggio del genere gli consentirebbe di verificare la risposta del fisico all’intensità di un match di alto livello e, allo stesso tempo, darebbe al pubblico una ragione concreta per credere nella sfida con Foster.
Saltare questo passaggio trasformerebbe invece l’eventuale incontro in un’operazione fondata quasi esclusivamente sulla nostalgia. I promotori venderebbero i biglietti ricordando il Lomachenko del passato, mentre Foster avrebbe l’opportunità di smontare sul ring la versione più anziana e inattiva del campione ucraino.
Il sogno di una nuova corsa al titolo indiscusso resta quindi vivo, ma prima di pensare a Foster nel 2027 Lomachenko dovrà chiarire una questione fondamentale: quanto del pugile d’élite è ancora realmente presente?




