La sconfitta di Moses Itauma contro Filip Hrgovic ha messo in luce una difficoltà nella gestione del ritmo e delle energie. Il giovane peso massimo aveva mostrato velocità e capacità di controllare le prime fasi dell’incontro, ma non era ancora riuscito a dosare lo sforzo sotto la pressione di un avversario di alto livello. David Haye ha indicato proprio questo aspetto come uno dei punti da affrontare mentre Itauma prepara il ritorno sul ring.
Secondo Haye, prima di attribuire responsabilità ad altri, Itauma dovrebbe analizzare con attenzione quante energie ha speso e come ha scelto i colpi. L’ex campione del mondo in due categorie di peso ha accostato la situazione alla propria sconfitta del 2004 contro Carl Thompson: un avvio aggressivo, seguito dalla difficoltà di mantenere lo stesso ritmo nelle riprese successive.
«Le prime cinque riprese è stato incredibile», ha osservato Haye a talkBOXING. «Anche in quei primi cinque round, doveva davvero tirare così tanti colpi per vincerli comodamente? Quando persi contro Carl Thompson, non pensai di aver bisogno di un nuovo allenatore. Era l’ultima cosa che mi venne in mente. Fu come dire: l’allenatore mi aveva detto una cosa, io ne feci un’altra. E mi presi una bella lezione».
La sua esperienza offre a Itauma un precedente utile, senza cancellare le differenze tra i due percorsi. Dopo quella battuta d’arresto, Haye tornò a vincere e conquistò titoli nei cruiser e poi nei pesi massimi. Una sconfitta precoce, quindi, può diventare un’occasione per correggere errori e maturare, soprattutto quando mette in evidenza aspetti che le vittorie rapide non avevano ancora messo alla prova.
Prima del confronto con Hrgovic, i successi per ko contro avversari superati in fretta avevano alimentato le aspettative attorno a Itauma. Ma gli incontri che finiscono in pochi minuti offrono poche occasioni per verificare come un pugile reagisce quando è stanco, deve cambiare strategia o trova davanti a sé un avversario capace di resistere. Hrgovic ha superato la fase iniziale e ha costretto Itauma a misurarsi con ritmo, selezione dei colpi e difesa mentre le energie diminuivano.
Haye ritiene che la responsabilità principale sia del pugile, ma invita anche a valutare il lavoro dell’angolo guidato da Ben Davison. Se Itauma stava consumando troppe energie pur controllando l’azione, il suo team avrebbe potuto aiutarlo a ridurre il ritmo. Allenatore e atleta dovranno quindi confrontarsi sugli errori tattici emersi, indipendentemente dal fatto che la loro collaborazione prosegua.
Intanto, alcune immagini di Itauma nella palestra di Floyd Mayweather, insieme a Shakur Stevenson e Zaquin Moses, hanno alimentato le speculazioni sul suo futuro. Nessuno dei team ha confermato una separazione da Davison: il viaggio a Las Vegas potrebbe essere soltanto una parentesi di allenamento e non un cambio definitivo di guida.
Il promoter Frank Warren ha prospettato per Itauma un programma di quattro incontri nel 2027. Un calendario intenso può aiutarlo a fare esperienza, ma il numero di presenze non basta da solo: gli avversari dovranno metterlo alla prova anche fuori dalla sua zona di comfort. Tornare a vincere contro pugili alla portata potrebbe restituirgli fiducia dopo la sconfitta, ma affrontare soltanto avversari meno impegnativi rischierebbe di lasciare irrisolte le lacune emerse contro Hrgovic.




