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Moses Itauma, Wardley difende il camp: «C’è un motivo»

Fabio Wardley difende la preparazione di Moses Itauma dopo il ko con Filip Hrgovic e chiarisce il caso dei 12 round in sparring.

Redazione··2 min di lettura
Fabio Wardley Reacts To Moses Itauma Saying He Had Never Sparred 12 Rounds: Theres A Reason

Moses Itauma è finito al centro del dibattito dopo la sconfitta contro Filip Hrgovic, soprattutto per una vecchia clip in cui il giovane peso massimo sembrava ammettere di non aver mai disputato dodici round neppure in allenamento. Fabio Wardley, però, ha voluto chiarire la questione: secondo lui, quella lettura non racconta tutta la verità sul camp di preparazione.

Itauma era salito sul ring lo scorso weekend per il suo primo assalto a un titolo mondiale, un salto di livello importante per un pugile abituato fin lì a chiudere rapidamente i match. Per otto round ha dato l’impressione di controllare l’incontro, vincendo le riprese in modo netto e mostrando velocità, precisione e aggressività. Proprio quella superiorità iniziale, però, potrebbe averlo tradito: il ritmo altissimo gli ha fatto consumare più energie del necessario.

Nel nono round la situazione è cambiata. Hrgovic, più esperto e più abituato alla lunga distanza, ha iniziato a trovare il tempo giusto, approfittando del calo fisico dell’avversario. Itauma, alla prima esperienza oltre la sesta ripresa da professionista, si è ritrovato senza benzina e il croato ha aumentato la pressione fino a costringere l’arbitro a fermare il combattimento.

La discussione si è accesa quando sui social è tornato a circolare un video in cui Itauma diceva di non aver ancora fatto dodici round in preparazione. Intervenendo a talkSPORT Boxing, Wardley ha difeso il lavoro svolto dal team del britannico: «Ripensando a quel video, io so che Moses ha fatto dodici round più volte durante l’avvicinamento al match. Non al momento in cui è stato girato quel filmato, ma c’è un motivo: ci si costruisce gradualmente verso un obiettivo».

Wardley ha poi usato un paragone efficace per spiegare la gestione del carico di lavoro: «Se parli con un maratoneta e gli chiedi se ha corso una maratona intera in preparazione, ti dirà di no. Magari ha fatto otto round, poi dieci, e alla fine dodici. Non si fanno dodici round settimana dopo settimana, altrimenti non arrivi al combattimento. Bisogna gestirsi e dosare bene il lavoro. Io so che li ha fatti».

La sconfitta di Itauma è stata attribuita da molti più all’inesperienza che a limiti tecnici strutturali. Il talento resta evidente, ma il match con Hrgovic ha mostrato quanto sia diverso dominare le prime riprese rispetto a gestire un incontro mondiale sulla lunga distanza, soprattutto nei pesi massimi, dove un calo di lucidità può cambiare tutto in pochi secondi.

Itauma ha già lasciato intendere di volere una rivincita, ma al momento lo scenario più probabile porta Hrgovic verso una difesa della cintura IBF contro lo sfidante obbligatorio Frank Sanchez. Quest’ultimo aveva accettato di farsi da parte per permettere la disputa del match con Itauma e ora potrebbe tornare in prima fila nei piani della federazione.

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