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Guido Vianello, analisi del match e futuro

Guido Vianello, l'analisi del match contro Moses Jolly: tecnica, pressione e aspettative. Ora serve riflettere e ritrovare serenità e fame.

Redazione··2 min di lettura
Guido Vianello, analisi del match e futuro

Ringrazio ancora il maestro Simone D’Alessandri per l’intervista esclusiva rilasciata prima dell’incontro.
Dopo il match ho letto tanti pareri e ho voluto rivederlo con calma.
Questa non è una sentenza, né la verità assoluta: è semplicemente la mia impressione.
Nelle prime riprese Guido stava conducendo il match. Era lui a dettare il ritmo,
a scegliere quando colpire e a mettere i pugni più puliti.
Con un colpo preciso arriva quasi a chiudere l’occhio al suo avversario. Sembrava avere tutto sotto controllo.
Poi, però, Moses Jolly capisce che deve rischiare il tutto per tutto. E da lì qualcosa cambia.
Guido, proprio nel momento in cui sembrava poter chiudere l’incontro, pare bloccarsi.
Non parlo di tecnica, né di preparazione: parlo di quella sensazione che si percepisce guardando un pugile quando la testa,
per un attimo, non riesce più a seguire ciò che il corpo sa fare.
Una dinamica che, a mio parere, si era già intravista anche contro Torrez ma li fu molto peggiore.Non sono uno psicologo, un medico o un maestro. Ma credo che chi vive il pugilato possa capire questo concetto:
puoi allenarti per una vita, puoi avere all’angolo il miglior tecnico possibile,
ma quando sali sul ring sei solo. Non sei collegato a un joystick. Sei tu che devi leggere i colpi, reagire, scegliere,
trovare dentro di te la lucidità per cambiare il destino del match.
Forse, quando Guido parte favorito, il peso delle aspettative e della pressione mediatica diventa più difficile da gestire.
Al contrario, nelle sue sconfitte quando non era dato per favorito abbiamo visto alcuni dei suoi incontri più belli Wbc Silver Ajagba.
È lì che abbiamo ammirato il vero pugilato di Vianello: coraggio, qualità e voglia di combattere senza il peso di dover dimostrare qualcosa a tutti i costi.
E c’è un ultimo pensiero. In America hanno creduto in Guido: prima Top Rank, oggi Queensberry.
Due delle promotion più importanti del mondo hanno investito tempo, risorse e fiducia su di lui. Non può essere un caso.A Guido mando il mio più sincero augurio e tutta la mia vicinanza.Questo è il momento di fermarsi, riflettere e lavorare con il proprio maestro e il proprio staff.

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