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Shakur Stevenson lascia Zuffa Boxing: Dana White rivela di avergli offerto la rescissione

Shakur Stevenson lascia Zuffa Boxing dopo pochi mesi e senza combattere. Dana White rivela di aver proposto la rescissione, mentre il pugile cita i match mai organizzati.

Redazione··4 min di lettura
Dana White clarifies key detail as he breaks his silence on Shakur Stevensons release

Shakur Stevenson lascia Zuffa Boxing e Dana White chiarisce la posizione della promozione sulla separazione. Il CEO della UFC ha spiegato che è stato lui a proporre al pugile statunitense la possibilità di rescindere il contratto, precisando che entrambe le parti erano d’accordo sulla conclusione del rapporto. La vicenda è stata commentata durante la conferenza stampa successiva a UFC 333, andato in scena sabato sera.

Stevenson, imbattuto professionista con un record di 25 vittorie e nessuna sconfitta, aveva firmato con Zuffa Boxing nel mese di luglio. Tuttavia, dopo appena un paio di mesi di collaborazione, il rapporto tra il pugile e la nuova realtà promozionale si è interrotto prima ancora che fosse organizzato un incontro. All’inizio della settimana, il campione aveva annunciato pubblicamente la propria uscita dalla lega, aprendo il dibattito sulle ragioni che avevano portato alla separazione.

Dana White: «Gli ho offerto la possibilità di liberarsi dal contratto»

Durante la settimana che ha preceduto UFC 333, Dana White aveva scelto di non commentare pubblicamente la situazione. Dopo l’evento, però, il dirigente ha fornito una spiegazione, pur evitando di entrare nei dettagli delle trattative e delle circostanze che hanno portato alla fine dell’accordo.

«Gli ho offerto la possibilità di liberarsi dal contratto», ha dichiarato White. «Penso che tutte le persone coinvolte siano soddisfatte di come si è conclusa. Non ho nulla di negativo da dire su di lui o sul suo team: ho proposto la rescissione e loro hanno accettato».

Le parole del CEO della UFC delineano una separazione consensuale, almeno secondo la sua ricostruzione. White ha sottolineato di non avere intenzione di criticare Stevenson o il suo gruppo di lavoro, evitando anche di attribuire responsabilità specifiche per il mancato proseguimento della collaborazione.

Nessun incontro organizzato durante la collaborazione

Uno degli aspetti più significativi della vicenda riguarda proprio l’assenza di incontri durante il breve periodo trascorso da Stevenson sotto contratto con Zuffa Boxing. White ha confermato che le parti non erano riuscite ad arrivare all’organizzazione di un match, nonostante l’accordo fosse stato firmato alcuni mesi prima.

«Non abbiamo mai disputato nemmeno un match con lui. Siamo stati in affari per un paio di mesi. Non voglio entrare nei dettagli né dire cose negative su di lui, o sostenere che abbiamo provato a fare questo o quello. Siamo arrivati a un punto in cui eravamo entrambi d’accordo sulla separazione».

La dichiarazione evidenzia il principale elemento concreto della breve esperienza di Stevenson con la promozione: il rapporto contrattuale non si è tradotto in un debutto sul ring. White, tuttavia, non ha fornito ulteriori indicazioni sulle ragioni organizzative che hanno impedito di programmare un incontro, né ha anticipato eventuali dettagli sulle trattative che hanno preceduto la rescissione.

La versione di Shakur Stevenson: «Gli incontri non si sono concretizzati»

La ricostruzione di Dana White è arrivata dopo che lo stesso Shakur Stevenson aveva raccontato la propria versione dei fatti. Lunedì, il pugile aveva dichiarato di essere stato lui a chiedere di lasciare Zuffa Boxing, indicando nelle difficoltà legate all’organizzazione dei combattimenti il motivo principale della decisione.

Stevenson, campione WBO dei superleggeri, ha spiegato di essersi preparato per settimane in vista di incontri che, secondo quanto gli era stato comunicato, avrebbero dovuto svolgersi, ma che alla fine non sono stati organizzati.

«Mi sono allenato per circa otto settimane in vista di incontri che mi era stato detto si sarebbero fatti, ma che poi non si sono concretizzati», ha scritto sui social. «Questo è il mondo della boxe. Non sono arrabbiato con nessuno e non voglio puntare il dito. Considerati questi problemi e tutto quello che è successo, ho chiesto di essere liberato da Zuffa Boxing».

Il messaggio del pugile mette quindi al centro della separazione la mancanza di appuntamenti agonistici concreti. Le otto settimane di preparazione citate da Stevenson rappresentano un elemento importante della sua spiegazione: il campione sostiene di essersi allenato in vista di incontri che riteneva programmati, senza però arrivare a disputare un match.

Cosa cambia per Stevenson e per Zuffa Boxing

La separazione chiude una collaborazione che non ha prodotto incontri ufficiali. Per Stevenson, imbattuto dopo 25 vittorie da professionista e detentore del titolo WBO dei superleggeri, la priorità indicata nelle sue dichiarazioni è tornare a concentrarsi su opportunità agonistiche concrete. Il suo status di campione e il record immacolato rendono la programmazione dei prossimi impegni un passaggio importante per la prosecuzione della carriera.

Per Zuffa Boxing, invece, la vicenda si conclude senza che la promozione abbia portato sul ring uno dei nomi più importanti coinvolti nell’accordo. Le dichiarazioni di White e Stevenson concordano sul fatto che il rapporto sia terminato, ma presentano prospettive differenti sulla decisione: il dirigente parla di una rescissione proposta dalla società e accettata dal pugile, mentre Stevenson afferma di aver chiesto personalmente di essere liberato dal contratto a causa delle difficoltà nell'organizzazione dei match.

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