Katie Taylor ha salutato la boxe nel modo più solenne e simbolico possibile: vincendo, dominando e facendosi abbracciare da un Croke Park gremito come nelle grandi notti della storia sportiva irlandese. Davanti a circa 83.000 spettatori a Dublino, la campionessa di Bray ha battuto nettamente Flora Pili ai punti, conquistando la cintura vacante WBC dei superleggeri e chiudendo la carriera da tre volte campionessa mondiale indiscussa.
I cartellini dei giudici hanno raccontato con chiarezza l’andamento del match: 100-90, 100-90 e 98-91 per Taylor, sempre padrona del ring e capace di imporre ritmo, precisione e intelligenza tattica contro un’avversaria generosa ma quasi mai realmente in grado di metterla in difficoltà.
La serata aveva un peso storico già prima del suono della prima campana. Era infatti il primo evento di pugilato ospitato a Croke Park dal 19 luglio 1972, quando Muhammad Ali affrontò Al Blue Lewis. Oltre mezzo secolo dopo, è stata Katie Taylor a riportare la boxe nello stadio simbolo dello sport irlandese, trasformando il suo ultimo incontro in una celebrazione collettiva.
A 40 anni, Taylor lascia il professionismo con un record di 26 vittorie e una sola sconfitta, quella subita nel maggio 2023 contro Chantelle Cameron. Un unico passo falso in una carriera che ha cambiato per sempre la percezione della boxe femminile, elevandola a evento da grandi arene, grandi audience e grandi narrazioni sportive.
Dopo il verdetto, visibilmente emozionata, Taylor ha ringraziato il pubblico irlandese: «Croke Park, ce l’abbiamo fatta, abbiamo riportato la boxe a Croke Park. Ognuno di voi mi ha aiutata a vincere. Eravate con me a Londra 2012, mi avete sostenuta dopo la delusione di Rio, siete rimasti con me quando sono passata professionista, avete viaggiato in tutto il mondo per vedermi combattere e ora siete qui con me. Non credo esista un altro Paese capace di vendere 80.000 biglietti: l’Irlanda è l’unico».
Taylor ha poi reso omaggio anche a Flora Pili: «È stata un’avversaria scomoda e una grande avversaria. La ringrazio per aver fatto parte di questa notte epica». Pili ha provato a spezzare il ritmo della fuoriclasse irlandese con un approccio basato su attese e contrattacchi, ma ha finito per subire la velocità di mani, il gioco di gambe e la capacità di Taylor di entrare e uscire dalla distanza senza concedere bersagli facili.
Il combattimento è stato una sintesi perfetta del repertorio che ha reso Taylor una delle più grandi interpreti moderne della noble art. Combinazioni rapide, angoli di uscita, pressione controllata e una lettura superiore dei tempi: round dopo round, la campionessa irlandese ha accumulato punti e tolto fiducia a Pili, costretta spesso a inseguire senza riuscire a trovare continuità.
Nel decimo e ultimo round, Taylor ha cercato un congedo all’altezza della cornice. Spinta dal boato del pubblico, ha aumentato il volume dei colpi negli ultimi secondi, chiudendo il match in attacco prima dell’abbraccio con l’avversaria al suono della campana finale. È stato il momento in cui la competizione ha lasciato spazio alla consapevolezza: il viaggio era arrivato alla sua conclusione.
La grandezza di Katie Taylor va oltre i titoli conquistati. Campionessa olimpica a Londra 2012, dove vinse l’oro nei pesi leggeri battendo la russa Sofya Ochigava, Taylor è stata una figura chiave nell’ascesa della boxe femminile. Prima di passare professionista nel 2016, aveva costruito una carriera dilettantistica straordinaria, con un bilancio di 176 vittorie, 12 sconfitte e un pareggio.
Nel professionismo ha bruciato le tappe: già al settimo incontro conquistò il titolo mondiale WBA dei leggeri. Nel giugno 2019, al Madison Square Garden di New York, divenne campionessa indiscussa dei leggeri superando Delfine Persoon con decisione a maggioranza in un match durissimo e discusso, poi confermando la propria statura nei grandi appuntamenti successivi.
Sempre al Madison Square Garden, tre anni più tardi, Taylor fu protagonista insieme ad Amanda Serrano del primo incontro femminile di boxe a fare da main event nella leggendaria arena newyorkese. Quella sfida aprì una trilogia storica con la portoricana, vinta interamente dall’irlandese, e contribuì a portare il pugilato femminile al centro della scena mondiale.
La rivalità con Chantelle Cameron rappresentò invece il capitolo più difficile e, allo stesso tempo, uno dei più significativi della sua carriera. Taylor salì nei superleggeri e perse per decisione a maggioranza nel maggio 2023, incassando la prima sconfitta da professionista. Sei mesi più tardi si prese la rivincita con lo stesso verdetto, diventando campionessa indiscussa in due categorie di peso.
Il trionfo su Pili ha completato l’ultimo tassello di un percorso irripetibile: Taylor non è stata soltanto una campionessa, ma una pioniera. Ha aperto strade, ha spinto promoter, televisioni e pubblico a guardare la boxe femminile con lo stesso rispetto riservato ai grandi eventi maschili, e ha ispirato una generazione di atlete in Irlanda e nel mondo.
Dopo l’ultima alzata di mano, Taylor si è concessa alcuni istanti per osservare lo stadio, assorbire il rumore e fissare nella memoria l’immagine di Croke Park tutto per lei. Poi, come da tradizione, ha deposto i guantoni al centro del ring. Accanto a lei, il suo team ha sistemato le cinture conquistate in carriera, mentre la campionessa percorreva un ultimo giro d’onore salutando il pubblico.
È stato un addio senza ambiguità e senza rimpianti. Katie Taylor lascia da vincente, da icona nazionale e da candidata più che credibile al titolo di più grande sportiva irlandese di sempre. La sua ultima notte non è stata solo la fine di una carriera: è stata la celebrazione di un’eredità destinata a restare.




