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Turki Alalshikh e Canelo Alvarez: gelo sul ring

Le conversazioni di Turki Alalshikh a bordo ring durante Alvarez-Mbilli riaccendono le speculazioni sui rapporti tesi tra il promotore saudita e Canelo.

Redazione··3 min di lettura
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Turki Alalshikh e Canelo Alvarez sono tornati al centro del dibattito nel mondo della boxe dopo il comportamento del promotore saudita a bordo ring durante la difesa mondiale del messicano contro Christian Mbilli, disputata a Riyadh il 31 ottobre 2026. Secondo quanto riportato da World Boxing News, Alalshikh avrebbe trascorso gran parte del match parlando a lungo con una persona seduta accanto a lui, invece di seguire l’incontro. L’episodio ha alimentato le speculazioni sui rapporti già tesi tra il campione e uno degli uomini più influenti della boxe contemporanea.

Canelo Alvarez domina Jaime Munguia a Las Vegas

Il precedente successo di Alvarez su Jaime Munguia, ottenuto il 4 maggio 2024 alla T-Mobile Arena di Las Vegas, aveva confermato la sua posizione ai vertici dei supermedi. Il campione indiscusso si impose ai punti con verdetti di 117-110, 116-111 e 115-112, difendendo le cinture WBA (Super), WBC, WBO, IBF e The Ring davanti a 17.492 spettatori.

Alvarez mise a segno 234 colpi su 536 tentati, mentre Munguia ne collegò 170 su 663. Il messicano firmò anche l’unico atterramento del match: arrivò nel quarto round, con un potente montante destro. Al termine dell’incontro, Canelo spiegò di aver gestito con calma i dodici round e ribadì la propria fiducia nella sua esperienza e nelle sue qualità.

«Mi sono preso il mio tempo. Avevo 12 round per vincere il combattimento e l’ho fatto», dichiarò Alvarez. «È forte, ma è lento. Riuscivo a vedere i suoi colpi. È per questo che sono il migliore. Ho molta esperienza».

L’evento ebbe anche un forte riscontro economico. La borsa garantita di Alvarez fu di 35 milioni di dollari, mentre Munguia incassò 10 milioni. La presenza del pubblico e le vendite pay-per-view confermarono il richiamo commerciale dei due pugili.

Il comportamento di Alalshikh accende le discussioni

La scena di Riyadh ha attirato l’attenzione di appassionati e media. Sui social sono comparsi commenti ironici e critici: un utente ha scritto «Bello vedere il grande appassionato di boxe Turki Al-Sheikh conversare per tutto l’incontro». Altri hanno sostenuto che Alalshikh si fosse ormai disinteressato alla boxe o che non avesse seguito neppure un momento del match.

Il fatto che il promotore si voltasse ripetutamente verso il suo interlocutore è stato interpretato da alcuni come uno sgarbo nei confronti di Alvarez. La lettura ha preso forza anche per il valore della sfida: era in palio un titolo mondiale e, secondo quanto riportato, il messicano avrebbe guadagnato circa 40 milioni di dollari nell’ambito dell’accordo con Riyadh Season.

Al termine del combattimento, Alalshikh avrebbe festeggiato con entusiasmo sul ring la vittoria di Alvarez contro Mbilli. Il contrasto tra le conversazioni a bordo ring e la successiva celebrazione ha lasciato spazio a interpretazioni diverse: alcuni osservatori si sono chiesti se il promotore volesse lanciare un messaggio, mentre altri hanno ipotizzato che stesse semplicemente discutendo di affari.

Una tensione già emersa pubblicamente

L’episodio non è isolato rispetto alle frizioni tra i due. Alvarez ha già contestato il metodo negoziale di Alalshikh, sottolineando di non dipendere da lui e di voler stabilire in autonomia le condizioni di un eventuale accordo.

«Non ho bisogno di loro. Se vogliono lavorare con me, sarà alle mie condizioni», ha detto il campione.

In un’altra occasione, Canelo ha precisato: «Rispetto Turki, ma non mi piace il suo modo di fare affari. Non andrò a chiedergli l’elemosina né a ingraziarmelo come fanno gli altri pugili». Le dichiarazioni descrivono una divergenza sul modo di condurre le trattative e sul rapporto tra promotori e atleti di alto livello.

Anche Alalshikh ha criticato pubblicamente Alvarez. In passato ha lasciato intendere che il messicano fosse riluttante ad affrontare Terence Crawford e lo ha accusato di far perdere tempo con richieste economiche eccessive. La disputa è proseguita sui social, dove il promotore ha replicato alle parole del pugile.

Il confronto tra Alvarez e Crawford è stato al centro di indiscrezioni per diverso tempo. Canelo ha raccontato che Alalshikh gli aveva scritto proponendogli un incontro a febbraio, ma ha preferito non approfondire la questione e concentrarsi sulla difesa del 14 settembre contro Edgar Berlanga. Secondo le ricostruzioni, Alalshikh riteneva che la richiesta economica di Alvarez per una super sfida potesse essere troppo elevata.

L’accordo con Riyadh Season e la posizione di Alvarez

La solidità economica di Alvarez gli consente di affrontare le trattative da una posizione di forza. Secondo quanto riportato, il pugile guadagna circa 40 milioni di dollari per incontro in alcune difese contro avversari come Edgar Berlanga, Jaime Munguia e John Ryder.

Nel febbraio 2025 Canelo ha firmato un accordo di quattro combattimenti con Alalshikh e Riyadh Season. Il primo incontro previsto dall’intesa è stato contro William Scull: il 3 maggio 2025 Alvarez ha vinto ai punti con verdetto unanime.

Il secondo match è stato la sfida di alto profilo con Terence Crawford, disputata il 13 settembre 2025. Alvarez ha perso ai punti per decisione unanime, ma l’evento ha generato un incasso al botteghino superiore a 47 milioni di dollari, tra i più alti della boxe moderna.

La difesa contro Christian Mbilli del 31 ottobre 2026 è stata indicata come il terzo incontro di Canelo nell’ambito dell’accordo con Riyadh Season. All’appello, secondo la ricostruzione, ne resta quindi uno per completare l’intesa.

Gli investimenti sauditi e le prospettive per la boxe

Gli investimenti di Riyadh Season, guidati da Alalshikh, hanno portato nel pugilato importanti risorse economiche, nuove opportunità per i pugili e incontri di grande richiamo in Arabia Saudita. Al tempo stesso, il peso crescente di questi finanziamenti ha aperto una discussione sul rapporto tra interessi commerciali, promozione e valori sportivi.

World Boxing News ha criticato le implicazioni più ampie di queste dinamiche, mettendo in dubbio che investire ingenti somme significhi automaticamente comprendere o condividere la passione per la boxe. Quando figure centrali del settore sembrano distanti dallo sport, secondo questa lettura, può risentirne la credibilità del movimento.

Il caso Alvarez-Alalshikh mostra inoltre che la disponibilità di grandi risorse non basta a garantire rapporti sereni tra pugili e promotori. Le condizioni economiche, l’autonomia degli atleti e il modo in cui vengono condotte le trattative restano elementi centrali, soprattutto quando le tensioni diventano pubbliche. Per Alvarez, l’accordo con Riyadh Season prevede ancora un combattimento; le frizioni tra le parti rendono quindi particolarmente osservate le prossime decisioni, senza che siano indicati nel testo avversario o data per il match conclusivo.

Le ultime notizie

  • Canelo Alvarez riconquista il titolo WBC dei supermedi.
  • Jaime Munguia batte Nikita Zon per decisione unanime.
  • Lennox Lewis indica Evander Holyfield come il suo avversario più forte.

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