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Tyson Fury provoca Anthony Joshua: "Se firmi, ti metto ko in fretta"

Tyson Fury torna ad attaccare Anthony Joshua e promette un ko rapido. Ma dietro le provocazioni resta l’attesa per il supermatch britannico.

Redazione··3 min di lettura
Tyson Fury Pins Coward Label on Anthony Joshua

Tyson Fury Anthony Joshua torna al centro della scena mediatica con l’ennesima raffica di dichiarazioni al vetriolo del "Gypsy King", deciso a riaccendere i riflettori su uno degli incroci più attesi del pugilato britannico. L’ex campione del mondo dei pesi massimi ha promesso di rendere il possibile scontro con Anthony Joshua "rapido e indolore", sempre che il suo rivale trovi il coraggio di firmare il contratto.

Fury, reduce secondo le sue parole da una durissima sessione in palestra, ha usato i social per lanciare un messaggio diretto ad AJ, dipingendolo come un uomo più interessato ai suoi affari che a salire sul ring. Il tono, come spesso accade quando parla il campione di Manchester, è stato un mix di provocazione, promozione e attacco psicologico.

"Va tutto bene, Joshua. So che hai paura, ma non ti farò male. La renderò veloce. Sarà un ko rapido così potrai tornare ai tuoi affari, a fare il proprietario di case e tutto il resto", ha detto Fury nel video pubblicato sui social. "Farò tutto molto in fretta, senza dolore per te, per il tuo team e per Eddie. Prometto che non gli farò troppo male. Sarà rapido, finirà presto, e lui potrà tornare a fare l’uomo d’affari e capire chi è lo Spartan".

È il classico Fury: spettacolo mediatico, provocazione da cortile e tentativo evidente di costringere Joshua a rispondere pubblicamente. Ma il britannico non si è fermato qui. Ha alzato ulteriormente il livello degli insulti, definendo AJ un codardo e mettendo in discussione perfino la sua tenuta.

"Se mai troverà il coraggio, perché in questo momento io vedo solo giallo. Corre in giro da codardo. Bandiera bianca. Dove sei? Sto arrivando. Grosso, brutto, inutile. Mascella di vetro", ha aggiunto Fury, esasperando volutamente i toni per aumentare la pressione sul suo connazionale.

Al di là delle frasi a effetto, il punto interessante è proprio questo: Fury sta insistendo molto sulla narrativa della paura. Eppure Joshua, nel corso della sua carriera, non si è mai comportato come un pugile intimorito dai grandi colpitori. Ha affrontato Wladimir Klitschko, Oleksandr Usyk per due volte, Daniel Dubois e altri avversari di altissimo livello, tutti uomini capaci di chiudere un match con un solo colpo.

Più che paura, nel caso di Joshua, potrebbe trattarsi di cautela. AJ arriverebbe infatti al più grande derby britannico possibile in una fase delicata della sua carriera: dopo una lunga assenza, una sconfitta prima del limite e un altro cambio nello staff tecnico. In un contesto del genere, valutare tempi e condizioni di un eventuale ritorno non significa necessariamente essere spaventati.

La realtà, però, è che Fury ha bisogno di Joshua tanto quanto Joshua ha bisogno di Fury. Sul piano economico e mediatico non esiste oggi, per nessuno dei due, un’opzione paragonabile. Il tempo inoltre non è infinito: entrambi sono chiamati a decidere presto se trasformare anni di trattative, rinvii e dichiarazioni in un vero supermatch.

Fino a quando non arriverà una firma, o finché il progetto non naufragherà definitivamente, gli attacchi verbali continueranno. Fury può promettere un ko semplice e senza sofferenza, ma Joshua possiede potenza sufficiente per rendere quella sicurezza un azzardo. Se mai saliranno davvero sul ring, è difficile immaginare che uno dei due possa uscirne comodamente e tornare ai propri affari come se nulla fosse.

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