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Tyson Fury contro Anthony Joshua: il contratto divide

Tyson Fury contro Anthony Joshua resta bloccato sulla sede del match: Fury attacca Joshua, mentre Hearn annuncia ore decisive per il contratto.

Redazione··3 min di lettura
Tyson Fury unleashes more social media venom at Anthony Joshua

Tyson Fury contro Anthony Joshua: il contratto divide ancora i due campioni Tyson Fury contro Anthony Joshua continua a tenere banco, con la trattativa per il grande derby britannico ancora bloccata dalle differenze sulla sede dell'incontro. I due pugili avevano raggiunto un accordo sui termini economici già all'inizio dell'anno, ma il problema è emerso quando sono stati messi a confronto i rispettivi contratti: la data e soprattutto la location prevista non coincidono. È proprio la questione della sede, e tutte le modifiche contrattuali che ne deriverebbero, a continuare a rubare la scena. Secondo quanto riportato da BoxingScene, il contratto di Joshua prevedeva originariamente che il combattimento si disputasse nel Regno Unito, mentre quello di Fury non indicava la stessa condizione. Nel frattempo, Sela e Netflix, promotori e broadcaster dell'evento, spingono per organizzare il match negli Stati Uniti, con l'obiettivo di amplificarne la portata internazionale e raggiungere un pubblico globale ancora più vasto. Per rendere possibile il trasferimento negli USA, Eddie Hearn ha chiesto che venga predisposto un nuovo contratto da sottoporre ad Anthony Joshua. Fury, però, non sembra avere alcuna intenzione di aspettare in silenzio. Il britannico è tornato a colpire Joshua sui social con parole durissime: “Joshua, dove sei? Ancora nessun accordo. Sta diventando piuttosto stancante”. Fury ha quindi sottolineato di essere disposto a combattere praticamente ovunque: “Sono stato disponibile a combattere in ogni luogo che è stato menzionato: Inghilterra, Irlanda, Las Vegas, New York, di nuovo Inghilterra, di nuovo Irlanda, di nuovo New York. Ho detto sì, sì, sì ogni singola volta, senza alcuna condizione”. Poi l'attacco è diventato ancora più diretto: “La realtà è che penso che tu sia un codardo. Penso che tu non voglia combattere e che stia prendendo in giro tutti. Penso che lo fai da anni”. Fury ha ricordato le numerose occasioni in cui Joshua avrebbe potuto affrontarlo, sostenendo che, in fondo, il suo rivale non abbia mai veramente voluto il combattimento. “Vediamo se riuscirai a farti avanti un'ultima volta. Abbiamo entrambi 37, 38 anni. Combattiamo. È un incontro di boxe”. Fury ha poi aggiunto di essere convinto che Joshua rischierebbe una sconfitta, ma ha minimizzato il pericolo: “Ti metterò KO, al cento per cento, ma non sarebbe niente che non sia già successo prima”. Poche ore dopo, Fury è ricomparso sui social al fianco di una leggenda assoluta dei pesi massimi, Mike Tyson. Anche l'ex campione del mondo ha invitato Joshua a firmare il contratto e a rendere finalmente possibile l'incontro. Dall'altra parte, Eddie Hearn continua a ribadire che il contratto è stato firmato, ma sottolinea che l'accordo originale prevedeva un Paese completamente diverso da quello richiesto oggi. Intervenendo con Ariel Helwani mercoledì, Hearn ha spiegato che le successive 48 ore sarebbero state decisive per capire se la situazione potrà finalmente sbloccarsi. Il nodo, dunque, non sembra essere più il desiderio di affrontarsi né l'aspetto economico. Fury dice di essere pronto a combattere ovunque, Joshua deve invece valutare un nuovo accordo che modificherebbe quanto stabilito nel contratto originale. E mentre il tempo passa, la sfida che potrebbe diventare uno degli eventi più importanti nella storia della boxe britannica resta ancora sospesa. Fury continua a provocare, Hearn continua a trattare e Joshua deve ancora mettere la firma definitiva sul nuovo scenario. Il ring è pronto nella fantasia dei tifosi. Il contratto, invece, continua a tenere lontana la campana.

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