Un nuovo ostacolo rischia di rallentare il tanto atteso scontro tra Tyson Fury e Anthony Joshua. Quando sembrava che la sfida tra i due pesi massimi fosse finalmente vicina all’ufficialità, è emersa una nuova questione legata ai controlli antidoping, tema che nelle ultime ore ha acceso il dibattito tra addetti ai lavori e tifosi.
Nelle scorse settimane, il principale nodo da sciogliere riguardava la sede dell’incontro. Gli organizzatori di Sela e il broadcaster Netflix spingevano per portare l’evento a New York, mentre Joshua e il suo promotore Eddie Hearn hanno sempre insistito per rispettare l’accordo iniziale e disputare il match nel Regno Unito. Secondo quanto filtra, questa battaglia sarebbe stata vinta dal team di AJ, con il combattimento ora indirizzato verso il Principality Stadium di Cardiff nel mese di dicembre.
Tuttavia, sistemata almeno in apparenza la questione location, restano ancora dettagli importanti da definire prima dell’annuncio ufficiale. Nel fine settimana Eddie Hearn ha infatti parlato apertamente della situazione relativa al protocollo antidoping, spiegando che il programma di test non sarebbe stato applicato nei tempi inizialmente previsti.
Hearn ha precisato di non voler puntare il dito direttamente contro Tyson Fury, sottolineando come le clausole presenti nel contratto di Anthony Joshua non coincidano necessariamente con quelle firmate dal campione di Morecambe. In particolare, il promoter britannico ha spiegato che i controlli avrebbero dovuto iniziare al momento della firma dei contratti originali, ma ciò non sarebbe avvenuto per la parte di Fury. Secondo Hearn, questo non significherebbe che Fury abbia rifiutato di aderire, bensì che nel suo contratto non sarebbe stato inserito lo stesso obbligo temporale previsto invece in quello di Joshua.
La vicenda non si è fermata qui. Anthony Joshua ha infatti pubblicato sui social una mail che farebbe riferimento a una richiesta del presidente della VADA, l’associazione volontaria antidoping, in merito all’iscrizione di Fury al programma di test per il prossimo incontro. Nel messaggio condiviso da AJ si farebbe inoltre riferimento alla necessità di ricevere il modulo con le informazioni di reperibilità, documento indispensabile per procedere all’arruolamento dei pugili nel sistema di controlli.
Il gesto di Joshua ha inevitabilmente alimentato le discussioni online, anche se il pugile ha voluto chiarire il senso della pubblicazione con un messaggio netto: non si tratta di un’accusa. Il britannico, infatti, non avrebbe insinuato alcuna irregolarità da parte del rivale, ma avrebbe semplicemente mostrato uno scambio che evidenzia come ci siano ancora aspetti burocratici da risolvere prima di arrivare all’ufficializzazione dell’evento.
Per il momento Tyson Fury non ha ancora commentato pubblicamente la vicenda. Il silenzio del “Gypsy King” lascia quindi spazio alle interpretazioni, ma la speranza generale è che il problema venga chiarito in tempi rapidi. I fan attendono da anni di vedere finalmente sul ring due dei nomi più importanti della boxe britannica e mondiale, e ogni nuovo intoppo contribuisce ad aumentare tensione, curiosità e scetticismo.
Se anche questo passaggio verrà risolto senza ulteriori complicazioni, l’annuncio ufficiale del match potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. A quel punto, Tyson Fury e Anthony Joshua potrebbero davvero avviarsi verso una delle sfide più attese dell’era moderna dei pesi massimi.




