Tyson Fury e la moglie Paris si commuovono fino alle lacrime nel nuovo documentario Netflix dedicato alla vita del campione dei pesi massimi. La coppia ripercorre il periodo più difficile del pugile britannico, segnato da una profonda depressione e dalla dipendenza da alcol e cocaina.
A 38 anni, Fury racconta come la sua esistenza sia precipitata dopo il successo ottenuto nel 2015 contro il rivale Wladimir Klitschko. A Düsseldorf, il pugile aveva realizzato l’ossessione che lo aveva accompagnato per tutta la carriera: conquistare il titolo mondiale dei pesi massimi. Proprio quel traguardo, però, lasciò un vuoto inatteso.
Nel trailer del documentario Tyson Fury, disponibile su Netflix, il campione spiega: «Tutto quello che volevo era battere Klitschko. Era un’ossessione per me. Avevo realizzato tutti i sogni della mia infanzia, ma mi era stato tolto il mio intero motivo di esistere. Non volevo vivere».
Paris Fury: «Il Tyson che conoscevo era sparito»
Paris Fury, moglie e fidanzata d’infanzia del pugile, racconta di aver assistito con paura al progressivo peggioramento delle condizioni del marito. Dopo il combattimento contro Klitschko, Tyson le disse: «Questo è il massimo a cui potremo mai arrivare». All’epoca Paris non riuscì a comprendere fino in fondo il significato di quelle parole.
«Il Tyson che conoscevo era sparito e avevo molta paura», ricorda nel documentario. Il racconto della coppia mostra quanto il successo sul ring abbia coinciso, per Fury, con una fase personale estremamente fragile. Alla conquista del titolo mondiale seguì infatti un periodo in cui il pugile perse punti di riferimento e sprofondò nella dipendenza.
La dipendenza da alcol e cocaina dopo il titolo mondiale
Il documentario ripercorre anche l’ambiente familiare in cui Fury è cresciuto. Secondo il campione, nella sua famiglia non c’era spazio per mostrare le emozioni: le figure maschili erano abituate a essere dure e a non esprimere la propria fragilità.
«Crescendo nella mia famiglia, non venivano mostrate emozioni. Erano tutti duri. Come ha detto 50 Cent: “Non mostrare amore, l’amore ti farà uccidere”», spiega Fury. Questo modello, raccontato dal pugile, contribuì a rendere ancora più difficile affrontare apertamente il disagio e la depressione.
Dopo aver combattuto contro i problemi legati all’alcol e alla cocaina, Fury riuscì a tornare alla boxe nel 2018. La sua rinascita sportiva raggiunse un momento decisivo nella trilogia contro Deontay Wilder, il potente pugile statunitense. In quella serie di incontri, Fury conquistò il titolo WBC dei pesi massimi.
Dalla rinascita alla sfida per l’unificazione dei pesi massimi
Il percorso del Gypsy King lo portò poi a puntare all’unificazione della categoria dei pesi massimi contro Oleksandr Usyk, considerato uno dei protagonisti assoluti della divisione. Fury, però, è stato sconfitto due volte dall’ucraino al termine di due combattimenti spettacolari.
Quelle sconfitte hanno segnato un altro passaggio significativo della sua carriera, dopo il lungo percorso che lo aveva portato dal titolo conquistato contro Klitschko alla crisi personale, dal ritorno sul ring alla conquista della cintura WBC. Il documentario mette così in relazione il campione visto sul ring con le difficoltà affrontate lontano dai riflettori.
Il ritorno sul ring e la nuova vita della famiglia Fury
Le telecamere di Netflix seguono la famiglia Fury dal 2023. La serie più recente si concentra sulla decisione di Tyson di uscire dal ritiro e sul trasferimento della famiglia da Morecambe all’Isola di Wight.
La prossima tappa raccontata dal progetto è il grande incontro contro Anthony Joshua, in programma a Cardiff l’11 dicembre. Netflix trasmetterà il combattimento, aggiungendo un nuovo capitolo alla storia sportiva e personale di Tyson Fury, già segnata dalla conquista del titolo mondiale, dalla depressione, dalla dipendenza e dalla successiva rinascita.




