Canelo Alvarez e Artur Beterbiev: il possibile confronto torna al centro del dibattito dopo le osservazioni di Sergio Mora. L’ex pugile ritiene che il messicano sia troppo piccolo per affrontare sia Beterbiev sia Dmitry Bivol, ma il precedente contro Sergey Kovalev rende meno scontato liquidare l’ipotesi basandosi soltanto sulla differenza di taglia.
Interpellato da Chris Mannix su cosa dovrebbe accadere se Bivol superasse Callum Smith, Mora ha indicato come priorità un terzo incontro tra Bivol e Beterbiev, anziché una rivincita con Canelo. A suo giudizio, entrambi i campioni dei mediomassimi presentano caratteristiche che metterebbero in difficoltà il messicano.
«Bivol è più grande, ha piedi più veloci e uno dei migliori jab della boxe, che crea problemi a Canelo. E Beterbiev è semplicemente troppo grosso, troppo forte e ha anche un gioco di gambe intelligente. Non si muove dentro e fuori come Bivol, ma è tecnicamente solido. No, entrambi sono troppo grandi per lui», ha dichiarato Mora a DAZN Boxing.
Le osservazioni tecniche di Mora vanno oltre il semplice confronto fisico. La velocità di piedi e il jab di Bivol, insieme alla forza e alla solidità di Beterbiev, rappresenterebbero ostacoli distinti. Tuttavia, la carriera di Canelo offre un precedente che impedisce di considerare la differenza di peso un motivo sufficiente per escludere a priori qualsiasi sfida.
Il precedente di Kovalev a 175 libbre
Nel novembre 2019 Canelo salì fino ai mediomassimi, il limite delle 175 libbre, per affrontare Sergey Kovalev. Il messicano fermò il russo, allora 36enne, all’undicesima ripresa e conquistò la cintura WBO. Quella vittoria resta uno dei risultati più importanti del suo percorso attraverso quattro categorie di peso e dimostra che, quando si presenta l’occasione, Canelo è disposto a misurarsi con un campione dei mediomassimi.
Da qui nasce la domanda: se il salto a 175 libbre fu possibile contro Kovalev, la stazza può davvero bastare per escludere oggi un incontro con Beterbiev? I critici di questa ipotesi richiamano la potenza e la pericolosità del russo-canadese, ma il precedente di Kovalev rende il tema più articolato di un semplice divario fisico.
Un’occasione da valutare, non una sfida già definita
L’argomento riguarda anche il momento della carriera di Beterbiev. L’articolo originale sottolinea che il campione ha superato i 40 anni e porta con sé il peso di una lunga carriera. Nel 2019 Canelo affrontò Kovalev quando il russo aveva 36 anni; il parallelismo viene usato per sostenere che l’età dell’avversario, se considerata un possibile fattore, non dovrebbe diventare un motivo automatico per scartare il confronto.
Secondo questa lettura, se Canelo ha già accettato di salire di categoria per conquistare una cintura, un eventuale incontro con Beterbiev sarebbe un altro banco di prova ai mediomassimi. Non ci sono però nel testo indicazioni su trattative, accordi o date: la sfida resta un’ipotesi al centro del dibattito, non un match annunciato.
La discussione si intreccia con il futuro di Canelo ai supermedi, dove l’autore sostiene che abbia già raggiunto una posizione dominante. In questo scenario, affrontare Beterbiev significherebbe cercare una prova di alto profilo fuori dalla categoria abituale. Al contrario, escludere il match in partenza lascerebbe aperta la questione su quali avversari possano ancora rappresentare una sfida significativa per il messicano.
Mora, intanto, preferisce un terzo capitolo tra Bivol e Beterbiev, qualora Bivol abbia la meglio su Callum Smith. Per Canelo, il precedente di Kovalev alimenta invece la discussione: la differenza di taglia è un elemento concreto, ma non cancella il fatto che il messicano abbia già affrontato un campione dei mediomassimi e conquistato la cintura WBO.




