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Usyk-Benavidez: Froch teme per l’eredità del campione

Froch mette in guardia Usyk dal ritorno nei cruiser per affrontare Benavidez: il peso potrebbe essere gestibile, ma la pressione e la tenuta sulle dodici riprese sono decisive.

Redazione··3 min di lettura
Froch Warns Usyk That Benavidez Fight Could Ruin His Legacy

Il possibile confronto Usyk-Benavidez divide gli appassionati e solleva dubbi sulla scelta di categoria. Carl Froch avverte che Oleksandr Usyk potrebbe mettere a rischio la propria eredità tornando nei cruiser per affrontare David Benavidez, vicino ai 40 anni. Secondo l’ex campione britannico, il rientro dopo i successi nei pesi massimi sarebbe una decisione pericolosa. Il paragone con Roy Jones Jr., però, non racconta necessariamente ciò che accadrebbe sul ring.

L’avvertimento di Froch

Intervenendo nel suo programma Froch on Fighting, Froch ha sottolineato quanto Usyk sia cresciuto fisicamente durante la parentesi nei pesi massimi: «Per arrivare ai pesi massimi e fare quello che ha fatto, battere Dubois due volte, Fury due volte e AJ due volte, si è riempito per quella categoria. Tornare giù adesso, secondo me, è pericoloso, potrebbe essere una pessima mossa e potrebbe distruggere la sua eredità».

Il peso: un taglio gestibile?

I numeri, tuttavia, offrono una prospettiva diversa. Nell’intervista citata durante la trasmissione, Usyk ha indicato un peso abituale compreso fra 96 e 97 chilogrammi, cioè circa 212-214 libbre. Per rientrare nel limite dei cruiser, fissato a 200 libbre, dovrebbe perdere all’incirca 12-14 libbre.

Il confronto con Jones Jr. non è del tutto sovrapponibile: Jones perse 18 libbre per scendere da 193 a 175, partendo da una struttura fisica più contenuta. Per Usyk si tratterebbe di ridurre circa il 6% del peso totale, una quota che il testo descrive come compatibile con il margine di preparazione di molti cruiserweight moderni, non come una perdita estrema che comporterebbe necessariamente la rinuncia a massa muscolare funzionale.

La pressione di Benavidez è il vero ostacolo

La difficoltà più concreta potrebbe arrivare dallo stile di Benavidez. Il pugile statunitense fa male quando riesce a fermare gli spostamenti dell’avversario e a scaricare combinazioni in serie, spesso da quattro a sei colpi. Usyk non potrebbe limitarsi a chiudersi in una guardia alta e restare fermo: dovrebbe interrompere le azioni prima che prendano ritmo.

Per farlo, gli servirebbero tocchi e controlli con la mano avanzata, pivot rapidi da mancino e uscite laterali dopo gli attacchi. Costringendo Benavidez a girarsi e a riposizionare i piedi, Usyk potrebbe spezzare le sue combinazioni e trasformare le serie prolungate in colpi isolati.

Un’altra insidia è il lavoro al corpo di Benavidez. Se riuscisse a bloccare Usyk alle corde, potrebbe colpire al tronco per abbassargli la guardia e poi salire con i colpi più potenti. Per il campione ucraino, evitare di rimanere intrappolato lungo le corde sarebbe quindi una priorità difensiva.

La tenuta sulle dodici riprese

Il punto non sarebbe soltanto raggiungere le 200 libbre alla pesatura. La verifica decisiva riguarderebbe la capacità di Usyk di conservare velocità e reattività nelle gambe per dodici riprese intense, arrivato vicino ai 40 anni. Se il taglio di peso ne riducesse la resistenza, Benavidez avrebbe più occasioni per combattere alla distanza ravvicinata che preferisce.

Usyk ha conquistato titoli unificati sia nei cruiser sia nei pesi massimi: il possibile ritorno nella sua precedente categoria metterebbe dunque al centro una questione soprattutto sportiva. Riuscirà ancora a muoversi abbastanza per tenere a distanza un avversario più giovane e costantemente in pressione? Nel testo non vengono indicati un incontro ufficiale, una data o decisioni federali: il confronto resta una prospettiva ipotetica, con il peso e la mobilità come temi centrali.

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