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Fury-Joshua su Netflix, la previsione: 30 milioni di spettatori

Tyson Fury-Anthony Joshua potrebbe raggiungere 30 milioni di spettatori su Netflix secondo Gareth A. Davies. Il confronto con Canelo-Crawford e Paul-Tyson.

Redazione··4 min di lettura
Fury-Joshua Tipped for 30 Million Netflix Viewers

Tyson Fury-Anthony Joshua, la previsione di Gareth A. Davies: “Può raggiungere 30 milioni di spettatori su Netflix”. Tyson Fury contro Anthony Joshua potrebbe diventare uno degli eventi pugilistici più seguiti degli ultimi anni anche dal punto di vista televisivo. A sostenerlo è Gareth A. Davies, giornalista e analista britannico, che ha ipotizzato per il possibile confronto tra i due pesi massimi un'audience globale nell'ordine dei 30 milioni di spettatori su Netflix. Si tratta naturalmente di una previsione e non di un dato ufficiale, ma il numero proposto da Davies permette di comprendere quale potrebbe essere la portata mediatica di un incontro atteso ormai da quasi un decennio. Parlando con talkSPORT Boxing, Davies ha messo Fury-Joshua a confronto con altri grandi eventi trasmessi dalla piattaforma e ha indicato come riferimento i numeri ottenuti dal combattimento tra Canelo Alvarez e Terence Crawford. Secondo i dati diffusi da Netflix, Canelo-Crawford ha raggiunto una media globale di 36,6 milioni di spettatori dall'inizio alla fine del combattimento, mentre considerando la misurazione Live+1 il dato è salito a 41,4 milioni. Per Davies, Fury-Joshua potrebbe avvicinarsi a quei numeri, ipotizzando un pubblico intorno ai 30 milioni e persino la possibilità di conquistare tra due e tre milioni di nuovi spettatori per la piattaforma. Una previsione ambiziosa, soprattutto considerando che esiste un precedente completamente fuori scala: Mike Tyson contro Jake Paul. Quel combattimento, grazie anche alla straordinaria curiosità generata dal ritorno sul ring di Tyson a 58 anni e alla popolarità di Paul nel mondo digitale, aveva raggiunto numeri enormemente superiori, con una stima di circa 108 milioni di spettatori live e un picco di 65 milioni di streaming simultanei. Secondo Davies, però, non sarebbe corretto utilizzare quei numeri come metro di paragone diretto per Fury-Joshua. La sfida tra i due britannici non possiede infatti lo stesso elemento di curiosità generato da Tyson, né presenta un protagonista proveniente dal mondo degli influencer come Jake Paul. Fury e Joshua, tuttavia, hanno un vantaggio enorme: sono due dei nomi più riconoscibili della boxe britannica e il loro confronto è stato costruito attraverso dieci anni di trattative, rinvii, accordi saltati e tentativi mai arrivati alla conclusione. Proprio questa lunga attesa potrebbe diventare uno degli strumenti promozionali più potenti nel momento in cui l'incontro venisse finalmente ufficializzato. Un altro elemento che potrebbe favorire l'evento è la popolarità acquisita da Tyson Fury anche al di fuori del pubblico tradizionale della boxe. La serie Netflix At Home with the Furys ha infatti permesso al campione britannico di entrare nelle case di milioni di abbonati anche lontani dal mondo del pugilato, mostrando aspetti della sua vita privata e della sua personalità. Questo potrebbe rappresentare un vantaggio significativo per Netflix, che avrebbe già a disposizione un volto familiare a una parte del proprio pubblico. La grande incognita resta invece rappresentata dagli Stati Uniti. Se l'evento dovesse disputarsi a New York, con un inizio programmato in una fascia oraria favorevole al pubblico americano, Netflix potrebbe puntare a massimizzare l'audience negli Stati Uniti. Per gli appassionati britannici, al contrario, significherebbe probabilmente assistere al combattimento nelle ore notturne, rinunciando alla prospettiva iniziale di una grande serata organizzata nel Regno Unito. La scelta della sede avrebbe quindi un peso importante non soltanto dal punto di vista economico e organizzativo, ma anche per la strategia televisiva dell'evento. Fury-Joshua, del resto, arriva in un momento particolare. Il combattimento è stato atteso per anni e molti appassionati ritengono che la sfida abbia perso parte del fascino che avrebbe avuto quando entrambi erano nel pieno della loro carriera. Ma proprio il tempo trascorso potrebbe trasformarsi in un elemento narrativo potentissimo. Dieci anni di attesa, negoziazioni fallite e occasioni sfumate possono diventare il cuore della promozione nel momento in cui verranno finalmente annunciati data e sede. È questo il punto sul quale insiste Davies: l'ufficializzazione del combattimento potrebbe immediatamente riaccendere l'interesse del pubblico. Il confronto non avrebbe più bisogno di essere presentato come un'altra trattativa destinata a saltare, ma come la conclusione di una storia iniziata molti anni fa. Raggiungere 30 milioni di spettatori su Netflix sarebbe comunque un risultato enorme per il pugilato e confermerebbe ancora una volta la capacità dei grandi eventi della boxe di trasformarsi in fenomeni globali. Per ora, però, quella cifra resta soltanto una previsione. La vera risposta arriverà soltanto quando Fury e Joshua saliranno finalmente sul ring e milioni di persone, davanti allo schermo, potranno assistere a un combattimento che il mondo della boxe aspetta da quasi dieci anni.

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