Filip Hrgovic vede Daniel Dubois come un avversario più semplice di Moses Itauma, una valutazione che sta già facendo discutere nel mondo dei pesi massimi. Il croato, reduce dal duro successo ottenuto contro il giovane britannico, ha spiegato che un eventuale ritorno sul ring contro Dubois o una sfida con Agit Kabayel, dal punto di vista stilistico, sarebbero meno complicati rispetto all’ultimo match disputato.
Parlando a talkSPORT Boxing, Hrgovic ha sostenuto che la chiave sia soprattutto tecnica: “Penso che i combattimenti contro Kabayel e Dubois sarebbero più facili di questo match. Stilisticamente, per velocità, sarebbero molto più semplici perché non sono così veloci. Non sono mancini. È più facile fare boxe contro di loro”. Una dichiarazione forte, soprattutto alla luce di ciò che è accaduto nel primo confronto con Dubois.
Nel loro incrocio del 2024, infatti, Hrgovic era riuscito più volte a trovare il bersaglio con il destro, colpendo con precisione e continuità. Ma quei colpi non bastarono a contenere l’avanzata del britannico. Dubois incassò, continuò a pressare senza arretrare e, round dopo round, prese il controllo del combattimento fino allo stop all’ottava ripresa. Decisivo fu il lavoro di potenza e pressione fisica, con i colpi pesanti che finirono per aprire profonde ferite al volto del croato.
È proprio questo il punto che rende discutibile il ragionamento di Hrgovic. La velocità di mani e gli angoli mancini di Itauma possono aver creato problemi tattici, ma Dubois rappresenta una minaccia completamente diversa: pressione costante, pugni duri sopra e sotto la guardia, resistenza agli scambi e una capacità di imporre il proprio ritmo che nei pesi massimi fa spesso la differenza. Hrgovic, nel primo match, ha trovato il bersaglio; il problema è stato non riuscire a fermare l’avanzata del rivale.
Inoltre, il recente confronto con Moses Itauma ha lasciato segni evidenti. Lo stesso Hrgovic ha ammesso di aver pensato al ritiro subito dopo quella battaglia, un passaggio che racconta bene il peso mentale e fisico accumulato in incontri di alto livello. Parole che inevitabilmente alimentano interrogativi sulla sua tenuta in vista dei prossimi impegni.
Prima ancora di pensare a una ricchissima rivincita con Dubois, Hrgovic dovrà infatti fare i conti con l’obbligatorio IBF Frank Sanchez. Il cubano, meno appariscente dal punto di vista mediatico ma estremamente ordinato e pericoloso sul piano tecnico, rappresenta un ostacolo reale. Sanchez ha disciplina tattica, buon controllo della distanza, mani rapide e un efficace contrattacco: tutte qualità che possono trasformarsi in un incubo per un campione appesantito da una guerra recente.
L’IBF, storicamente, è una federazione molto rigida quando si tratta di sfidanti ufficiali. Sanchez aveva già accettato un passo indietro economico per permettere l’organizzazione del match tra Hrgovic e Itauma per il titolo vacante, e difficilmente il suo team sarà disposto a farlo di nuovo. Il cubano vede l’occasione e sa che il campione è uscito logorato dal suo ultimo incontro. Sottovalutarlo, in questo momento, sarebbe un errore gravissimo.
A differenza di Itauma, giovane e ancora inesperto nella gestione delle distanze e del ritmo sulle lunghe riprese, Sanchez non tende a forzare in modo scomposto né a svuotare il serbatoio nei primi round. Se Hrgovic dovesse salire sul ring scarico, troppo sicuro di sé o con ancora addosso i chilometri della battaglia precedente, il cubano avrebbe le qualità per portarlo fuori giri, vincere round e strappargli la cintura IBF.
Quanto a una rivincita immediata con Itauma, anche questa ipotesi appare oggi poco probabile. Il ventunenne britannico ha mostrato esplosività e talento, ma anche limiti evidenti nella gestione del match quando la pressione aumenta. Un ritorno immediato contro Hrgovic, dopo il crollo fisico e mentale mostrato nell’ultimo scontro, rischierebbe di essere prematuro. Più realistico immaginare per lui un percorso di ricostruzione contro avversari di livello intermedio.
Per Hrgovic, dunque, lo scenario è chiaro ma tutt’altro che semplice. La sfida economicamente più allettante resta quella con Daniel Dubois, ma per arrivarci da campione dovrà prima superare Frank Sanchez. Se cercasse di aggirare l’obbligatorio, rischierebbe di perdere la cintura IBF e di presentarsi a un eventuale rematch con Dubois non più da campione, bensì da contender reduce da dure battaglie.
In altre parole, il croato è davanti a un bivio delicatissimo: inseguire il grande incasso oppure concentrarsi sul pericoloso esame tecnico imposto dalla federazione. E nei pesi massimi, quando lo sguardo è già rivolto al futuro, spesso è proprio l’ostacolo immediato a rovinare i piani meglio costruiti.




