Joe Calzaghe Carl Froch è il match che ancora oggi fa discutere gli appassionati britannici. L’ex campione gallese, imbattuto in tutta la sua carriera professionistica, ha ammesso di avere un rimpianto preciso: non aver incrociato Carl Froch nel pieno della sua parabola agonistica, in quello che sarebbe stato uno dei derby inglesi più attesi dell’era moderna.
Calzaghe è considerato uno dei pugili britannici più grandi di sempre. La sua avventura ai massimi livelli cominciò nei supermedi, categoria nella quale costruì gran parte della sua leggenda grazie a mani velocissime, combinazioni continue, difesa solida e un ritmo impossibile da sostenere per molti avversari.
Il primo titolo mondiale arrivò nel 1997, quando superò ai punti Chris Eubank. Da lì iniziò un regno straordinario, impreziosito da 20 difese del titolo nell’arco di un decennio, un dato che lo ha consegnato alla storia della divisione. Nel suo palmarès spiccano successi contro nomi di alto livello come Jeff Lacy, Robin Reid, Mikkel Kessler e Sakio Bika.
Per gli ultimi due incontri della carriera, il fuoriclasse gallese salì nei mediomassimi e firmò due vittorie di enorme prestigio: prima contro Bernard Hopkins, poi contro Roy Jones Jr. Il risultato finale fu perfetto, con 46 vittorie in 46 incontri, un record immacolato che ne rafforza ulteriormente l’eredità nel pugilato mondiale.
Eppure, nonostante una carriera praticamente senza macchie, Calzaghe ha confessato in passato a Sky Sports Boxing di avere un rimorso sportivo ben preciso: non aver affrontato un altro grande nome britannico dei supermedi, Carl Froch.
Secondo Calzaghe, sarebbe stato un incontro enorme sotto tutti gli aspetti, tecnico, mediatico ed economico. L’ex campione si è detto convinto che avrebbe avuto la meglio in modo netto, sottolineando come, se potesse tornare indietro, quello con Froch sarebbe il combattimento che sceglierebbe senza esitazioni.
Il gallese ha spiegato che, in quel periodo, la sua attenzione era rivolta ad obiettivi ancora più importanti dal punto di vista della legacy. Prima c’era la sfida a Mikkel Kessler per l’unificazione completa nei supermedi, poi il passaggio ai mediomassimi per conquistare un successo di prestigio internazionale negli Stati Uniti contro Bernard Hopkins, allora considerato tra i migliori pound for pound del mondo.
Calzaghe ha anche ammesso di non aspettarsi che Froch avrebbe poi costruito una carriera così lunga e significativa. Nel giudizio dell’ex campione, il pugile di Nottingham ha fatto molto bene: ha vinto titoli mondiali, ha conosciuto sconfitte pesanti, ma ha sempre saputo rialzarsi e tornare al vertice, qualità che ne hanno cementato la reputazione.
Dal canto suo, Carl Froch ha spesso sostenuto di aver inseguito quel confronto e non ha mai nascosto la fiducia nei propri mezzi. Pur essendo leggermente più giovane e in una fase diversa della carriera rispetto a Calzaghe, Froch ha più volte ribadito di credere che avrebbe potuto imporsi se il match si fosse materializzato.
Resta quindi il fascino di una sfida mai realizzata, una di quelle che continuano ad alimentare dibattiti tra tifosi, addetti ai lavori e storici della boxe. Joe Calzaghe contro Carl Froch avrebbe messo di fronte due personalità forti, due stili diversi e due carriere di altissimo livello. Proprio per questo, a distanza di anni, quel combattimento rimane uno dei grandi “what if” del pugilato britannico.




