PUGILATO.TV
Boxe Story

Lennox Lewis: Evander Holyfield è stato il suo avversario più forte

Lennox Lewis ricorda Evander Holyfield come l’avversario più forte della sua carriera, ripercorrendo le due sfide del 1999 per i titoli dei pesi massimi.

Redazione··3 min di lettura
Lennox Lewis names Evander Holyfield strongest opponent

Lennox Lewis ha indicato Evander Holyfield come l’avversario più forte affrontato nella sua carriera professionistica. L’ex campione dei pesi massimi ne ha parlato durante una puntata del podcast The Joe Rogan Experience, ricordando la resistenza fisica e la solidità mentale del rivale.

Lewis: «Holyfield era il più forte»

Nel corso della conversazione con Joe Rogan, Lewis ha riassunto così la difficoltà di affrontare Holyfield: «Ho combattuto due volte contro Evander Holyfield, ed è stato l’uomo più forte che abbia mai affrontato». Il britannico ha poi descritto la sua capacità di incassare: «Era come un pezzo di granito: lo colpivi e non succedeva niente».

Per Lewis, la forza di Holyfield non si limitava alla prestanza fisica. A renderlo un avversario particolarmente impegnativo contribuivano anche la tenacia e la preparazione mentale, qualità che costringevano il rivale a dare il massimo per tutta la durata del combattimento.

Le due sfide per i titoli dei pesi massimi

Lewis e Holyfield si affrontarono per la prima volta il 13 marzo 1999 al Madison Square Garden di New York, in un incontro di unificazione dei titoli WBC, WBA e IBF. Il match terminò con un controverso pareggio diviso, una decisione contestata da molti osservatori, convinti che Lewis avesse fatto abbastanza per ottenere la vittoria.

Le statistiche dei colpi premiarono nettamente il britannico: Lewis mise a segno 348 pugni, contro i 130 di Holyfield. Il risultato lasciò aperta la rivalità e alimentò le richieste di una rivincita per stabilire un vincitore definitivo.

Il secondo incontro si disputò il 13 novembre 1999 al Thomas & Mack Center di Paradise, in Nevada. Lewis vinse ai punti per decisione unanime, con cartellini di 115-113, 116-112 e 117-111, conquistando il titolo indiscusso dei pesi massimi. La vittoria chiuse la controversia nata dal primo confronto e consolidò la sua posizione al vertice della categoria.

Una carriera tra i grandi pesi massimi

Il record professionistico di Lewis è di 41 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio, con 32 successi per knockout. Nel corso della carriera affrontò e sconfisse alcuni dei principali pesi massimi della sua epoca, tra cui Mike Tyson e Vitali Klitschko. La sua valutazione di Holyfield mette però in evidenza una forma di difficoltà diversa dalla sola potenza: la capacità di resistere e continuare a combattere.

Lewis ha indicato in passato anche altri avversari come particolarmente impegnativi. In diverse occasioni ha descritto Ray Mercer come l’autore del combattimento più duro della sua carriera e il primo a mandarlo al tappeto da professionista. Un precedente articolo citava inoltre Hasim Rahman, elogiato da Lewis in un’intervista a The Ring Magazine come l’avversario più forte incontrato durante il suo periodo d’oro.

Rahman fermò Lewis alla quinta ripresa nell’aprile 2001, conquistando i titoli mondiali WBC e IBF. Lewis si prese la rivincita nel loro incontro successivo, mettendo a segno un knockout al quarto round. Questi giudizi mostrano come la parola «forte» possa riferirsi a caratteristiche diverse: potenza, solidità fisica o capacità mentale. La dichiarazione su Holyfield offre la prospettiva più recente di Lewis su ciò che rendeva un avversario così difficile da superare.

L’eredità di Holyfield e il peso della rivalità

Evander Holyfield, soprannominato “The Real Deal”, ha chiuso la carriera con un record di 44 vittorie, 10 sconfitte, 2 pareggi e 1 no contest, con 29 knockout. È l’unico pugile ad aver conquistato quattro volte il titolo mondiale dei pesi massimi. La longevità ai massimi livelli e i risultati ottenuti in una categoria tanto competitiva contribuiscono a spiegare perché i suoi confronti con Lewis siano rimasti tra i più ricordati dell’epoca.

Le parole di Lewis non modificano l’esito dei due incontri, ma aggiungono il punto di vista diretto di uno dei protagonisti. Per un campione abituato ad affrontare i migliori, la capacità di Holyfield di assorbire i colpi e restare mentalmente presente rappresentava una prova fuori dal comune.

La rivalità tra i due continua a richiamare l’attenzione degli appassionati perché riuniva qualità tecniche, titoli in palio e una posta in gioco decisiva per la supremazia dei pesi massimi. Il ricordo di Lewis offre inoltre un riferimento utile per discutere cosa distingua un avversario semplicemente potente da uno capace di mettere alla prova ogni aspetto di un pugile.

Pubblicità

Leggi anche