Moses Itauma vuole affrontare di nuovo Filip Hrgovic, ma il promoter Frank Warren ritiene che il giovane peso massimo debba prima rilanciare la propria carriera. Per il suo rientro sul ring, Warren punta a un avversario tra i primi dieci della categoria. La posizione in classifica, però, non basta da sola a definire il valore del test: saranno soprattutto lo stile e la resistenza dell’avversario a indicare quanto l’incontro potrà preparare Itauma alla rivincita.
Warren spera di annunciare il ritorno di Itauma la prossima settimana. Nel frattempo, Hrgovic deve sbrigare un impegno da sfidante obbligatorio contro Frank Sanchez. Itauma avrà quindi un percorso di ricostruzione da affrontare mentre si delinea la situazione dei titoli mondiali.
«Beh, è quello che vorrebbe. Lo ha chiesto subito, e sarebbe un grande evento. Non ci sono dubbi», ha detto Warren a BoxNation parlando di una nuova sfida tra Itauma e Hrgovic. «La scorsa volta abbiamo fatto il tutto esaurito. Sono sicuro che, se la organizzassimo di nuovo, il combattimento è stato così emozionante che registrerebbe ancora il tutto esaurito. Ma prima di tutto deve rilanciarsi, e Filip deve liberarsi dell’impegno obbligatorio contro Sanchez».
Quando gli è stato chiesto quale livello di avversario avesse in mente per il rientro di Itauma, Warren ha risposto: «Top 10».
La classifica non racconta tutto
Un avversario tra i primi dieci rappresenterebbe un banco di prova ambizioso, ma il ranking non dice quali difficoltà tecniche Itauma dovrà affrontare. La top 10 dei pesi massimi comprende pugili con caratteristiche molto diverse, e la scelta dello sfidante sarà decisiva per trasformare il rientro in un passaggio utile alla crescita.
Un confronto con un pugile come Bakhodir Jalolov, per esempio, lo costringerebbe a gestire altezza, allungo e distanza contro un mancino imponente, capace di controllare la misura con il jab. Sarebbe un problema tattico importante, ma diverso dalla pressione fisica esercitata da Hrgovic. Joseph Parker offrirebbe un test di tutt’altro genere: la sua resistenza gli consente di assorbire colpi puliti, mentre l’esperienza e il lavoro ravvicinato metterebbero alla prova la difesa di Itauma e la sua capacità di restare attivo sotto pressione.
Contro un avversario capace di avanzare con continuità, arretrare in linea retta può lasciare un pugile esposto e spingerlo verso le corde. Un test di questo tipo obbligherebbe Itauma a uscire dalla linea centrale con i passi laterali, a liberarsi arretrando e a riconquistare la posizione sul ring, invece di limitarsi a indietreggiare.
Il rientro deve colmare lacune precise
Un incontro utile dovrebbe verificare anche cosa succede quando Itauma termina le proprie combinazioni. Se l’avversario risponde mentre lui è ancora a corta distanza, il britannico non può abbassare la guardia o lasciare il mento esposto dopo aver attaccato. Un pugile che replica tra uno scambio e l’altro lo costringerebbe a chiudere la difesa, ruotare o uscire dalla portata dei colpi appena conclusa l’offensiva.
La gestione del ritmo è altrettanto importante. Itauma si è fatto conoscere per i knockout nei primi round, ma consumare troppe energie nel tentativo di chiudere subito contro un avversario resistente comporta rischi evidenti. Un rivale capace di incassare i colpi lo obbligherebbe a usare il jab, variare le combinazioni e conquistare le riprese senza affidarsi a un’unica azione risolutiva.
Warren non deve necessariamente rimetterlo subito in una guerra sul ring per raggiungere questi obiettivi. Una nuova sconfitta potrebbe compromettere del tutto la rivincita. La difficoltà consiste nel trovare un pugile che presenti problemi tecnici abbastanza impegnativi da preparare Itauma a Hrgovic, ma contro il quale resti realistico costruire una vittoria utile anche sul piano della fiducia.
La situazione potrebbe cambiare in base all’esito dell’incontro obbligatorio tra Hrgovic e Sanchez. Warren ha ricordato che Sanchez si era fatto da parte in precedenza per consentire il primo match e che ora ha lo status di sfidante obbligatorio. Se Sanchez conquistasse la cintura, la possibilità di vendicare la sconfitta contro Hrgovic e la corsa al titolo mondiale potrebbero portare Itauma in direzioni differenti. A quel punto Queensberry dovrebbe valutare se la rivalità con Hrgovic conservi sufficiente richiamo commerciale anche senza una cintura in palio.
Per Itauma serve una ricostruzione graduale
Per ora, la priorità di Itauma è più circoscritta: superare un avversario capace di metterlo alla prova, così da rendere davvero alla portata un secondo incontro con Hrgovic. Rimetterlo subito contro il croato dopo una sola vittoria di rilancio potrebbe essere un rischio eccessivo per un pugile così giovane.
A 21 anni, Itauma ha incassato una sconfitta che può lasciare conseguenze profonde. Essere portato fuori dal ring in barella dopo aver esaurito le energie in otto riprese ha evidenziato un limite che non si cancella con un solo camp di allenamento. Hrgovic non si è limitato a batterlo ai punti: secondo l’analisi dell’incontro, lo ha logorato fisicamente e mentalmente facendo leva sulla sua mascella resistente, sulla stazza e su un’attività costante fatta di colpi pesanti e ravvicinati.
La lettura psicologica fatta da Hrgovic prima del match si è rivelata centrata: aveva detto apertamente che Itauma non aveva mai affrontato vere difficoltà, non sapeva cosa accadesse quando i suoi colpi migliori non bastavano a fermare un avversario e avrebbe sofferto nei round più avanzati. Itauma si era aggiudicato le prime riprese, ma all’ottava aveva consumato tutte le energie cercando di forzare il finale. Quando Hrgovic ha superato la fase più dura, Itauma non ha trovato un piano tattico alternativo.
Tornare contro un pugile con una percentuale di knockout del 66%, che sa di poter assorbire i suoi colpi e resistergli, significherebbe affrontare la rivincita con uno svantaggio anche psicologico. Una sola vittoria di preparazione non risolve necessariamente il problema: un incontro facile può restituire brillantezza, ma non insegna a dosare le energie nei round dal nono al dodicesimo, a gestire un avversario che non cede o a difendersi dai colpi pesanti quando la stanchezza si fa sentire.
Se Warren scegliesse un rivale destinato a cedere entro quattro riprese, Itauma potrebbe ritrovarsi di nuovo contro Hrgovic con le stesse lacune che hanno contribuito alla sua sconfitta di agosto. L’analisi propone invece due o tre incontri di sviluppo contro pesi massimi resistenti e capaci di imporre un ritmo logorante, per costringerlo a lavorare per dieci o dodici round senza offrirgli una rapida via d’uscita.
Itauma ha tempo per crescere. Accelerare la rivincita per alimentare il racconto della rivalità potrebbe compromettere una carriera che ha ancora margini per svilupparsi, prima ancora che il pugile abbia avuto modo di completare il proprio percorso di maturazione.




