Nathaniel Collins minimizza la potenza di Liam Davies alla vigilia di una sfida che potrebbe cambiare gli equilibri del panorama europeo dei pesi piuma. I due si affronteranno sabato a Birmingham con in palio il titolo europeo, in un confronto che molti addetti ai lavori considerano equilibratissimo e che lo stesso scozzese descrive senza esitazioni come un vero 50 e 50.
Collins, che ha condiviso più riprese di sparring con Davies tra il 2023 e il 2024, ritiene che la reputazione del rivale come puncher particolarmente pericoloso sia stata in parte gonfiata. Pur riconoscendo che l'inglese arriva al match con numeri solidi e con quattro vittorie nelle ultime cinque chiuse prima del limite, lo scozzese non sembra convinto che la sua tenuta possa essere realmente messa in crisi dalla potenza del pugile di Donnington.
Parlando a Boxing News, Collins ha spiegato come la conoscenza maturata in palestra possa rappresentare un vantaggio per entrambi, ma ha anche sottolineato che il contesto del match sarà completamente diverso rispetto agli sparring. In combattimento, ha ricordato, la posta in palio è più alta, i guantoni sono più piccoli, non ci sono caschetti e soprattutto non esiste l'atmosfera controllata di una sessione in palestra.
Il pugile scozzese è stato netto nella sua valutazione: durante gli sparring non avrebbe percepito una potenza fuori dal comune da parte di Davies. Collins ha però aggiunto di avere una mascella solida e ha ammesso che forse la sua sensibilità ai colpi può essere diversa rispetto a quella di altri avversari. Allo stesso tempo, ha fatto notare come i loro record in termini di knockout siano piuttosto simili, lasciando intendere che l'immagine di Davies come colpitore superiore potrebbe non rispecchiare del tutto la realtà.
Per Collins, questa sfida arriva in un momento delicato ma anche decisivo della carriera. Il 30enne è reduce infatti dalla prima sconfitta da professionista, subita contro Cristobal Lorente, e sente la necessità di offrire una prestazione nettamente migliore. Senza cercare alibi, ha ricordato come quella settimana di combattimento sia stata tutt'altro che semplice: la nascita di sua figlia meno di 24 ore prima del match ha inevitabilmente reso complicato mantenere la massima concentrazione.
Adesso, però, il clima è diverso. Collins sostiene di avvertire meno pressione rispetto al recente passato, persino meno di quella provata quando combatteva da headliner in Scozia, con tutto il peso legato alla vendita dei biglietti, all'attesa del pubblico e alla necessità di offrire una prestazione convincente. Anche rispetto al match con Lorente, che aveva il valore di eliminatoria mondiale, questa volta il pugile scozzese percepisce l'appuntamento come un combattimento da affrontare con maggiore lucidità mentale.
Questo non significa che sottovaluti la posta in palio. Una nuova sconfitta sarebbe pesante, la seconda consecutiva, e potrebbe complicare il suo percorso ad alto livello. Proprio per questo Collins ha ribadito di aver investito tutto in questo training camp, mettendo cuore e anima nella preparazione e presentandosi sul ring con la consapevolezza di aver fatto il massimo per esprimere la miglior versione di sé.
Per arrivare pronto all'appuntamento con Davies, Collins ha cercato sparring di altissimo profilo, lavorando a Southampton con Ryan Garner. Un sacrificio logistico non indifferente, considerando i continui spostamenti dalla Scozia, ma ritenuto necessario per rifinire ogni dettaglio in vista di una sfida così importante. Collins ha speso parole molto positive per Garner, definendolo un pugile di alto livello, spesso sottovalutato sotto il profilo tecnico da chi lo considera soltanto un fighter potente.
Sabato a Birmingham, dunque, Collins dovrà dimostrare che il passo falso contro Lorente è stato soltanto un incidente di percorso e non il segnale di un ridimensionamento. Dall'altra parte, Davies avrà l'occasione di confermare la sua crescita e di far valere la maggiore fiducia maturata nelle recenti vittorie prima del limite. In palio non c'è soltanto la cintura europea, ma anche un rilancio importante in ottica internazionale per due pugili che, dopo 19 incontri da professionisti, orbitano ormai attorno al livello mondiale.




