Nasce “On Boxing”, una rubrica voluta e gestita dall’amico Giornalista, Pugile e appassionato/innamorato del Pugilato Alberto Frati.
Alberto mi ha chiesto di occuparmi di tale rubrica ed io ho accettato volentieri chiedendogli che la stessa potesse divenire un “Libero Spazio di Argomentazione e Confronto”, proposta immediatamente accolta.
Argomentazione e confronto, dunque, non un’area mediatica ove registrare discussioni, cattiva educazione o peggio liti e diatribe personali o politiche, ma argomentazione e confronto, anche dialettico e serrato, ove si possano contrapporre posizioni, punti di vista, opinioni, idee, ma anche si possano avanzare suggerimenti e proposte.
Non nascondo che nella mia attività di Dirigente Federale, Docente e, soprattutto, Maestro di Pugilato, le critiche ricevute o i suggerimenti, mi sono state utili per proporre cambiamenti o per migliorare le mie stesse modalità di approccio ad un’attività.
L’argomentazione ed il confronto, a mio avviso, possono e devono portare anche a rivedere le proprie posizioni quando queste vengono confutate.
Del resto, questa non è certo una mia intuizione, il grande filosofo Immanuel Kant sosteneva che “solo gli idioti non cambiano mai idea”, così come Albert Eiìnstain, il quale affermò che “ la misura dell'intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”.
Ed allora, auspichiamo di poter avviare un percorso nel senso sopra indicato, dal quale trarre arricchimento.
Perché On Boxing? Come moltissimi appassionati/innamorati della Boxe (utilizzerò tale termine internazionale perché è il più utilizzato per definire l’attività di cui ci occupiamo) sanno, la locuzione rimanda al conosciutissimo e bellissimo best seller scritto dalla Psicologa e Giornalista americana Joyce Carol Oats, pubblicato per la prima volta nel 1987 ed ancora oggi molto richiesto. Naturalmente, invito tutti a leggerlo.
Oltre a ciò, tale locuzione che ho preso in prestito per intitolare questa rubrica è di per sé stessa, secondo il mio parere, perfettamente rispondente ai criteri sottesi ed agli obiettivi alla stessa sottesi.
Vogliamo, in breve, parlare di Boxe.
Tuttavia, non intendiamo limitarci ai soli aspetti tecnici-agonistici o tattico-strategici, oppure a quelli relativi alle competizioni ed al loro andamento, siano esse dilettantistiche o professionistiche, o ancora a quelli politici; invece, preferiremmo argomentare esattamente intorno alla Boxe, circa la Boxe, riguardo alla Boxe ed alla sua realtà, al suo mondo, alla sua comunità.
Insomma: On Boxing. Un’espressione autentica, sintetica ma esaustiva.
Presentata la rubrica, credo sia opportuno iniziare con un primo abbrivio storico, che vorrei affrontare in modo necessariamente riassuntivo o forse persino sommario ma, spero, essenziale per il nostro scopo. Per tale ragione dividerò il breve excursus storico in due grandi momenti.
Devo, sin da subito, riconoscere che sono stati scritti fiumi di belle pagine sulle origini della Boxe e spero che ancora molte vedano la luce.
Io stesso ho scritto e pubblicato diversi lavori, non ultima una monografia nella quale mi occupo di Legittima Difesa e Sport da Combattimento (1^ Edizione nel 2018 – TEXMAT - RM; e 2^ Ed. FrancoAngeli – MI – 2022).
In tale testo ho voluto trascrivere interamente una vera e propria cronaca di un incontro di Pugilato, tratto dall’Eneide di Virgilio scritta nel 29 A.C. circa, che narra di fatti risalenti al 1200 A.C. circa, durante la guerra di Troia, quando il giovane Darete si batte con il vecchio Entello sfidandosi, con le mani tutelate dai caestus, in un incontro di Boxe molto cruento, cui pone termine Enea.
Ma non solo nell’Eneide, si attinge alla tecnica del combattimento che oggi conosciamo come Boxe, anche nell’Odissea risalente al 750 A.C. circa, Omero descrive lo scontro tra Ulisse ed Iro, il quale evoca esattamente la tecnica pugilistica sotto diversi aspetti tecnici.
Ed ancora Omero nell’Iliade, scritta nel 750 A.C. circa e ove appunto si narrano fatti del XIII sec.A.C., descrive un incontro di Pugilato (verosimilmente la prima testimonianza strutturata e tecnicamente ben descritta della nostra disciplina), nel quale Epeoed Eurialo si affrontano nell’ambito dei giochi in onore dello scomparso Patroclo.
Il ritrovamento del c.d. Atleta di Taranto avvenuto nel 1959, ci ha consegnato le spoglie di un atleta vissuto nella Magna Grecia tra il VI ed il V sec. A.C., un campione esperto nel Pentathlon Antico che annoverava tra le proprie discipline proprio il Pugilato.
E come non menzionare la statua bronzea di Lisippo (probabilmente risalente al IV o al I sec. A.C.) che ritrae il Pugile a Riposo, con le mani fasciate dal caestus, che conferma l’estremo interesse dell’arte antica per il Pugilato e, soprattutto, la sua arcaica origine.
Ovviamente, i ricercatori che si sono appassionati alla materia hanno fornito un’enorme quantità di ulteriori testimonianze, che ci offrono tracce e segnali della sussistenza della nostra disciplina in periodi ancora anteriori a quelli che ho inteso sinteticamente riportare (ad es: nell’antica Mesopotamia, tra gli Assiri, i Babilonesi o gli Ittiti).
L’approfondimento di questi studi e le notizie che ne derivano potranno essere spunto di conoscenza per molti amanti della nostra disciplina e, posso assicurare, sarà uno studio estremamente divertente.
Credo che per questo primo appuntamento sia opportuno fermarmi qui, ma riprenderemo il discorso nel prossimo appuntamento.
Rolando Grossi

