L'IBF ha ordinato a Osleys Iglesias di affrontare Malik Zinad nella prima difesa obbligatoria del titolo mondiale dei supermedi. Il campione cubano, reduce da un 2026 intenso in cui ha conquistato e poi difeso la cintura, dovrà quindi prepararsi a un confronto imposto dalla federazione.
Una scelta che fa discutere
La designazione di Zinad come sfidante obbligatorio lascia perplesso l'autore dell'articolo. Il pugile ha un record di 24 vittorie e una sconfitta, con 18 successi per KO, ma non viene considerato un contendente di particolare livello. La sua unica sconfitta per KO è arrivata contro Dmitry Bivol, che lo ha fermato: si tratta dell'unico successo prima del limite ottenuto da Bivol nei suoi ultimi 13 incontri.
Anche il rendimento recente di Zinad viene giudicato poco indicativo: le sue due vittorie negli ultimi due anni sono arrivate oltre il limite dei 168 libbre, contro avversari descritti come modesti. Tra i risultati di rilievo viene citato il successo su Jerome Pampellone. Resta inoltre il dubbio sul percorso che lo ha portato alla posizione di sfidante obbligatorio.
I dubbi sulle classifiche IBF
La graduatoria IBF dei supermedi alimenta le perplessità. I primi due posti risultano vacanti; subito dopo compare Kevin Lele Sadjo, seguito da Zinad. Secondo l'autore, la federazione tende normalmente a lasciare libere le prime posizioni finché un pugile non conquista il posto attraverso un'eliminatoria finale ufficiale. In questo caso, però, la designazione di Zinad non viene spiegata chiaramente.
L'autore ha chiesto chiarimenti all'IBF e si è riservato di aggiornare la notizia in caso di risposta. Contesta anche l'inserimento in alto in classifica di un pugile che, secondo il testo, non aveva mai combattuto nella categoria dei supermedi, definendo la situazione simile a certe scelte attribuite alla WBA.
Dopo i nomi già citati, la classifica comprende Oliver Zaren, appena sconfitto da Iglesias, Bektemir Melikuziev, indicato come sfidante obbligatorio WBA, e Nikita Zon, reduce da una sconfitta contro Jaime Munguia. Per l'autore, l'intero ranking dei 168 libbre avrebbe bisogno di una revisione.
Per Iglesias, un incontro da accettare
Al di là delle critiche, l'ordine dell'IBF offre a Iglesias un avversario e una difesa da preparare. Il cubano è imbattuto con 16 vittorie, 15 delle quali per KO. La sua potenza lo rende uno dei pugili più temuti della categoria, ma, secondo l'articolo, la limitata disponibilità di risorse economiche e la scarsa esposizione pubblica complicano la strada verso unificazione più prestigiose.
La sfida obbligatoria con Zinad potrebbe quindi occupare il prossimo capitolo della stagione di Iglesias e rinviare ulteriormente l'ipotesi di unificazione.




