Mauricio Sulaiman attribuisce al team storico di Canelo Alvarez un ruolo centrale nel suo ritorno allo status di campione. Nella sua rubrica del 3 novembre per il WBC, il presidente della federazione ha elogiato Chepo ed Eddy Reynoso per aver contribuito a costruire la carriera della stella messicana e aver mantenuto nel tempo la loro collaborazione.
Sulaiman ha ricordato l’importanza di Chepo nelle prime fasi del percorso di Alvarez e il lavoro di Eddy, che ha accompagnato la crescita del pugile fino a farne un campione affermato. Il presidente ha messo in risalto anche la lealtà tra atleta e allenatore: il ritorno al titolo, secondo la sua lettura, non è soltanto il risultato di una prestazione individuale, ma il frutto di un rapporto costruito negli anni. «Il loro lavoro va ben oltre la preparazione di un pugile che sale sul ring: hanno costruito una carriera, forgiato una squadra».
La lealtà dietro il ritorno
Nella sua rubrica, Sulaiman ha elogiato la preparazione e la resilienza di Alvarez dopo il periodo lontano dal ring. Ha inoltre celebrato le prestazioni di altri pugili messicani a Riyadh, espresso fiducia nella capacità di David Picasso di riprendersi dalla sconfitta e guardato alla convention WBC prevista ad Acapulco.
Il contesto sportivo è la sfida del 31 ottobre contro Christian Mbilli a Riyadh, trasformata in una vittoria per Alvarez. Nel resoconto pubblicato il 1° novembre, il WBC ha confermato che il messicano ha riconquistato il titolo dei supermedi grazie alla decisione dei giudici. L’organizzazione ha sottolineato la sua difesa e i contrattacchi misurati contro un avversario partito all’attacco, oltre all’aumento del volume di colpi nella seconda metà del match. Si tratta di un incontro già disputato, non dell’annuncio di un nuovo appuntamento.
Una collaborazione con una lunga storia
La portata del risultato si comprende anche alla luce dei precedenti di Alvarez. Nell’anteprima del 27 ottobre, il WBC indicava per il messicano un record pre-match di 63 vittorie, tre sconfitte e due pareggi, con 39 successi per KO. Questi numeri si riferiscono al momento precedente alla sfida con Mbilli e non rappresentano un aggiornamento del suo bilancio dopo l’incontro. La stessa scheda ufficiale indicava Eddy Reynoso sia come allenatore sia come manager, due ruoli che aiutano a inquadrare il contributo evidenziato da Sulaiman. Mbilli si presentava invece da imbattuto, con 29 vittorie e un pareggio, 24 delle quali per KO.
L’anteprima del WBC riportava inoltre 28 incontri iridati per Alvarez, con un bilancio di 24 vittorie, tre sconfitte e un pareggio in quelle sfide. La sua storia nei supermedi comprendeva il regno dal 2020 al 2025, oltre ai precedenti titoli conquistati nei pesi medi e nei superwelter. Il ritorno alla cintura dei 168 libbre si inserisce quindi in una carriera mondiale già ricca di traguardi.
Il resoconto successivo del WBC ha descritto anche i festeggiamenti di Alvarez con la sua squadra dopo il gong finale. Le fotografie diffuse dall’organizzazione mostrano il campione con la cintura e il suo entourage. Sulaiman aveva condiviso sui social un’immagine di quel momento il 1° novembre; nella successiva rubrica ha spiegato perché considera così importante il contributo delle persone che affiancano il pugile.




