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Tszyu Lara: in Australia si lavora per il titolo WBA dei medi

Tim Tszyu punta Erislandy Lara in Australia: in palio il titolo WBA dei medi e la chance di diventare campione in due categorie.

Redazione··5 min di lettura
Tim Tszyu Nears Erislandy Lara Title Fight

Tszyu Lara è il nome della trattativa che può accendere la boxe australiana: Tim Tszyu è vicino a un accordo per affrontare Erislandy Lara, campione WBA dei pesi medi, in un match da organizzare in Australia. No Limit Boxing sta lavorando per chiudere l’intesa e consegnare al pugile di casa l’occasione di diventare campione del mondo in due categorie di peso.

Secondo quanto riportato da Main Events TV su X, la trattativa riguarda un evento di grande portata per il titolo mondiale WBA dei medi. Al momento non sono stati comunicati data, sede e dettagli televisivi, ma il fatto che i negoziati vengano descritti come avanzati rappresenta un passo ulteriore rispetto alle dichiarazioni pubbliche di George Rose, che aveva già indicato Lara come l’avversario preferito da No Limit Boxing.

Tszyu arriva a questa possibile chance dopo la vittoria ai punti su Errol Spence Jr. del 26 luglio a Sydney, risultato che lo ha rilanciato anche nelle classifiche WBA. L’australiano occupa ora la quarta posizione del ranking dei pesi medi, alle spalle di Yoenli Hernandez, Vadim Tukov e Shane Mosley Jr. Nonostante non sia il primo sfidante ufficiale, il suo valore commerciale e la capacità di riempire le arene in patria lo rendono un’opzione molto appetibile.

Per No Limit Boxing la logica è chiara: quando un campione riconoscibile è disponibile, i promotori raramente attendono con pazienza il percorso più lungo fatto di eliminatorie e sfide meno spendibili sul piano mediatico. Un evento con Tszyu protagonista in Australia garantirebbe attenzione, biglietti venduti e una cornice ideale per rilanciare il suo status dopo le difficoltà incontrate nei superwelter.

Lara, però, non è soltanto un nome da aggiungere al curriculum. Il cubano, 43 anni, detiene una versione del titolo WBA dei medi dal 2021 e resta un pugile di enorme esperienza. Ha combattuto poco negli ultimi anni, ma nelle sue ultime uscite ha confermato di saper ancora gestire ritmo, distanza e momenti chiave. Dopo i successi su Danny Garcia e Michael Zerafa, ha battuto Johan Gonzalez ai punti nel dicembre 2025.

Considerare Lara un campione in declino da portare in Australia solo per il suo nome sarebbe un errore serio. Il cubano è un mancino intelligente, abilissimo nel contrattacco, dotato di timing e di una mano sinistra ancora capace di punire qualsiasi ingresso disordinato. Zerafa lo ha scoperto duramente nel 2024, quando Lara lo ha fermato al secondo round.

Dal punto di vista tecnico, la guardia mancina del campione rende il match particolarmente interessante. Tszyu ha già affrontato mancini o pugili con caratteristiche scomode, come Sebastian Fundora ed Errol Spence Jr., ma Lara propone un problema diverso. Fundora usava altezza, allungo e volume di colpi per creare scambi caotici; Spence era più disposto a lavorare a media distanza. Lara, invece, preferisce risparmiare energie, attirare l’avversario in avanti e colpire con sinistri puliti o corti contrattacchi nel momento in cui l’altro si scopre.

Tszyu costruisce molto del suo pugilato su pressione costante, piedi ben piantati e lavoro a corta distanza. Se inseguirà Lara in linea retta, offrirà al campione esattamente le occasioni che cerca. Per l’australiano sarà fondamentale controllare la mano avanzata del cubano, uscire dal lato giusto rispetto al piede anteriore del mancino e portare il destro sopra la guardia senza diventare prevedibile.

La bassa attività è diventata per Lara una formula efficace nella fase finale della carriera. Concede poco, aspetta l’errore e si affida a pochi colpi netti per convincere i giudici, soprattutto contro avversari che producono molto ma senza reale precisione. In Australia, però, questo stile potrebbe essere più rischioso: un pubblico schierato reagirebbe a ogni combinazione di Tszyu, anche a quelle parate sui guantoni, e i giudici potrebbero premiare l’aggressore più giovane se il campione dovesse limitarsi a boxare in arretramento.

Il lavoro al corpo potrebbe essere la chiave per Tszyu. Contro Spence, l’australiano ha saputo accorciare la distanza, togliere spazio e colpire sotto per impedire all’avversario di respirare e riorganizzarsi. Una strategia simile contro Lara costringerebbe il campione a muoversi di continuo o ad accettare scambi ravvicinati, terreno su cui l’età potrebbe iniziare a pesare.

A 43 anni, Lara può conservare intatti tempismo e lettura del ring, ma non è detto che abbia ancora le gambe per sfuggire alla pressione per dodici riprese. Tszyu non avrebbe bisogno di cercare subito il colpo risolutivo: una pressione disciplinata, accompagnata da colpi al corpo, potrebbe rallentare progressivamente il cubano e rendere le riprese finali più fisiche.

Dall’altra parte, la risposta di Lara sarà il diretto sinistro. Ogni ingresso avventato di Tszyu, soprattutto con la testa oltre il piede anteriore, potrà trasformarsi in un’occasione per il campione. La sfida, quindi, si giocherà sul confine tra aggressività e controllo: Tszyu dovrà imporre ritmo senza concedere linee pulite al mancino cubano.

Il quadro delle classifiche WBA spiega perché il match sia conveniente per entrambi. Hernandez, Tukov e Mosley Jr. sono davanti a Tszyu nel ranking, ma offrono borse e visibilità inferiori. Hernandez, in particolare, potrebbe rappresentare un rischio sportivo più alto rispetto al ritorno commerciale. Lara avrebbe invece un’altra grande paga, mentre Tszyu eviterebbe un’eliminatoria meno remunerativa e meno spendibile.

Una vittoria renderebbe Tim Tszyu campione in due divisioni e cancellerebbe in parte il peso delle sconfitte subite nei superwelter. Per la boxe australiana significherebbe ritrovare un campione mondiale capace di riempire grandi arene e attirare attenzione internazionale. Ma prima c’è da togliere la cintura a un veterano che per anni ha fatto sembrare ordinari pugili molto aggressivi. Lara è abbastanza anziano da essere un bersaglio realistico, ma ancora troppo abile per essere trattato come una formalità.

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